I meravigliosi anni 90 – 1993: il ritorno di Hulk Hogan

Wrestlemania IX è considerata una delle peggiori edizioni di sempre. Ma il grande ritorno di Hulk Hogan ha portato un entusiasmo e un’energia davvero incredibili. Il nostro racconto sui meravigliosi anni 90 continua: benvenuti nel 1993

wrestling vintage 1993 il ritorno di hulk hogan

Lo scandalo steroidi che aveva colpito la World Wrestling Federation cominciava ad attenuarsi e, pertanto, dopo una pausa strategica iniziata l’anno prima subito dopo Wrestlemania VIII, era tempo che Hulk Hogan tornasse negli show della federazione. Come abbiamo visto, nel 1992 una nuova generazione di wrestler aveva conquistato il centro della scena. Lottatori fisicamente meno possenti e più tecnici, parecchio diversi dai giganti che, fino a quel momento, erano stati i protagonisti della WWF: Bret “The Hitman” Hart o “The Heartbreak Kid” Shawn Michaels, per esempio. Ma anche volti nuovi come Razor Ramon e Yokozuna o performer strappati alla concorrente World Championship Wrestling come i fratelli Steiner.

L’emblema di questo nuovo corso era stata la vittoria del titolo assoluto da parte di Bret Hart alla fine del’92. Ma il wrestling è uno sport-spettacolo in cui gli ascolti televisivi e i biglietti venduti sono linfa vitale per la sopravvivenza di una federazione e ben presto McMahon si accorse che Bret, nonostante avesse fatto la gavetta e, indubbiamente, meritasse d’indossare la cintura di campione, non era ancora un’attrazione in grado di produrre i numeri dei suoi predecessori.

Di conseguenza, a febbraio del’93, la mossa della disperazione fu richiamare Hulk Hogan e metterlo ancora una volta al centro del “gioco”. Il ritorno dell’ex campione coincise più o meno con quello del suo miglior amico, Brutus “The Barber” Beefcake, che per la prima volta raccontò on screen del brutto incidente sofferto nel 1990 che gli aveva fatto rischiare la paralisi e lo aveva costretto a subire una delicatissima operazione di ricostruzione del volto. L’emozionato ricordo del “barbiere”, però, fu oggetto della scherno di “The Million Dollar Man” Ted DiBiase e di IRS, che insieme si facevano chiamare Money Inc. Come tradizione vuole, nel wrestling le offese si risolvono nel ring. Ne scaturì un match uno contro uno con Ted DiBiase, il primo di Beefcake dai tempi dell’incidente. Purtroppo, il ritorno all’azione del Barber fu macchiato dall’interferenza di IRS che provocò la squalifica e si unì al suo compagno di coppia nel brutale pestaggio del malcapitato avversario. La situazione divenne talmente seria che persino il loro manager, il solitamente “cattivo” Jimmy Hart, cercò di fermare, invano, la furia dei suoi assistiti. I Money Inc. si spinsero fino al punto di colpire Brutus  sul volto chirurgicamente ricostruito con la valigetta di IRS!


money inc

“Se fai del male ai miei amici, mi colpisci nell’orgoglio”, dice la canzone di ingresso di Hulk Hogan. E fu così che, la settimana dopo, l’ex campione riapparve in tivù per annunciare la nascita dei Mega Maniacs, tag team composto da lui e dallo stesso Brutus per sfidare i Money Inc. ad un match per i loro titoli di coppia a Wrestlemania IX e vendicare l’attacco subito da The Barber. Ciliegina sulla torta: il manager della nuova squadra sarebbe stato quel Jimmy Hart che aveva preso le difese di Beefcake e che si era completamente riabilitato agli occhi del pubblico e dei due lottatori.

Il peso di Hogan al botteghino si fece notare nella promozione dell’evento che si concentrò più sull’incontro di coppia che sul match per il titolo WWF fra il campione Bret Hart e lo sfidante Yokozuna, fresco vincitore della Royal Rumble di gennaio.

Il parere dei critici è che l’edizione di Wrestlemania del 1993 sia stata una delle peggiori di sempre. E se guardiamo alla coreografia – commentatori, intervistatori e il resto dello staff erano vestiti come gli antichi romani, dato che l’evento si teneva al Caesar’s Palace di Las Vegas – ed agli incontri disputatisi, è difficile dargli torto. Basti pensare, per esempio, al pagliaccio Doink che, coadiuvato da una sua “copia”, ebbe la meglio sul più dotato Crush oppure al gigante Gonzalez che, vestito con una tuta che rappresentava un corpo seminudo, più che far paura all’Undertaker, probabilmente gli fece fare grasse risate sotto il cerone bianco. Ma c’erano pur sempre le sfide per i titoli di coppia e per la corona di campione del mondo.

Per quanto mi riguarda, ricordo di non aver espresso alcuna lamentela dopo aver visto l’evento trasmesso per l’occasione in prima serata da Tele+2. Al contrario, quella notte faticai a dormire perché ancora elettrizzato per l’inattesa conclusione! Ma andiamo con ordine. Intanto, pur di vedere “subito” il pay-per-view (che in Italia ovviamente veniva trasmesso in differita ma ricordate che siamo ancora nell’era pre-Internet e gli spoiler erano pressoché impossibili) mi inventai una scusa per non andare a una festa di compleanno. Poi mi chiusi in cameretta e rimasi incollato alla tivù dall’inizio alla fine segnandomi tutti i risultati. A me interessava soprattutto il ritorno all’azione, dopo circa un anno, del mio idolo Hogan e devo ammettere che il modo in cui si concluse quell’incontro (con la sconfitta dei miei beniamini per squalifica) mi deluse parecchio. Ma continuai comunque la visione dello spettacolo nella speranza almeno di veder trionfare nel main event un altro dei miei preferiti, Bret Hart. Quella sera, però, sembrava che tutto andasse storto: anche Bret fu sconfitto (col trucco, dato che poco prima Mr. Fuji, manager di Yokozuna, gli aveva tirato del sale negli occhi) e il wrestler samoano (che interpretava un lottatore di sumo giapponese) si laureò nuovo campione WWF.

Fu a quel punto che avvenne qualcosa di storico: un episodio che i detrattori di Hogan avrebbero ricordato per sempre come un emblema del potere “politico” del lottatore baffuto nel backstage della federazione e che, di contro, sarebbe entrato nel cuore dei suoi fan (anche nel mio, se non si fosse ancora capito…).

In circa tre minuti accadde quanto segue.

Yokozuna viene proclamato nuovo campione. Bret Hart è ancora a terra con le mani sugli occhi per via del sale tiratogli da Fuji. Hulk Hogan arriva a bordo ring per aiutare l’amico. Mr. Fuji prende il microfono e lo sfida pubblicamente a un match, “subito, per il titolo, dai!”, certo che il suo Yokozuna lo distruggerà. Hogan è disorientato, si guarda intorno perplesso, ma Bret lo invita ad accettare. Anche il pubblico adesso gli chiede rumorosamente di farlo. Hulk si decide e si porta sul quadrato ma è una trappola: Yokozuna lo blocca e Fuji si prepara ad accecare anche lui con il sale. All’ultimo momento Hogan riesce a liberarsi dalla presa e Fuji colpisce per errore il suo assistito. Un pugno e il manager rotola fuori dal ring, un “braccio teso” e Yokozuna è a terra, legdrop  e conto di tre: Hulk Hogan è campione WWF per la quinta volta! Tempo effettivo dell’incontro: ventuno secondi.

Pensate quello che vi pare ma questo momento è ancora oggi nella mia personalissima top five del wrestling.

Purtroppo per Vince McMahon, il ritorno dell’Hulkster non si rivelò così munifico come il proprietario della federazione aveva sperato. Di fatto, dopo Wrestlemania IX, per via di altri impegni, il campione non apparve mai dal vivo negli show televisivi e tutto quello che i fan poterono vedere di lui furono dei promo registrati. Infine, il suo quinto regno si concluse miseramente con una sconfitta nel rematch contro Yokozuna durante il nuovo pay-per-view di giugno, King of the Ring. Qualche tempo dopo, Hulk Hogan avrebbe firmato per la rivale World Championship Wrestling e non lo avremmo più rivisto nella World Wrestling Federation fino al 2002.

Dal canto suo, Bret Hart, laureatosi nel frattempo “Re del ring”, si sarebbe rimboccato le maniche ed avrebbe cominciato la sua rincorsa al titolo, tornando nuovamente sul tetto del mondo l’anno dopo a Wrestlemania X.

 




Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

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