Tex Willer n.64 – Le Cinque Dita della Mano Rossa

In Tex Willer #64 inizia una saga molto importante il cui primo capitolo si intitola Le cinque dita della Mano Rossa, albo che si ricollega alle storie di oltre 70 anni fa. MegaNerd l’ha letto per voi!

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Era il 30 settembre 1948 quando nelle edicole italiane fece capolino il primo numero di Tex, in formato striscia, che apriva le danze al mito del personaggio creato da Gianluigi Bonelli e Galep (Aurelio Galeppini). Per avere però il formato attuale, con periodicità mensile, bisognerà invece attendere la fine del 1958, quando i lettori italiani misero finalmente le mani sullo storico Tex #1 (II° serie Gigante) intitolato La Mano Rossa. In questa collana inizialmente venivano ristampate le prime storie già viste nelle sopracitate strisce e, una volta esaurite, è proseguita con storie inedite fino ai giorni nostri, con un successo sempre crescente che non accenna a diminuire. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ben 75 anni di storie e centinaia di pagine scritte e disegnate, che hanno contribuito a rendere Tex la serie a fumetti più venduta in assoluto da decenni a questa parte e a essere uno dei personaggi più amati in Italia e nel resto del mondo.

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Lo storico, primo numero della serie mensile di Tex

Qualche anno fa, esattamente il 16 novembre 2018, la Sergio Bonelli Editore fece esordire una nuova collana mensile dedicata al ranger intitolata semplicemente Tex Willer, il cui primo numero, Vivo o Morto, era scritto e disegnato, rispettivamente, da Mauro Boselli e Roberto De Angelis. In questa nuova serie, Boselli, che è anche il curatore editoriale della serie ammiraglia di Tex, intendeva esplorare gli anni della giovinezza del personaggio, ai tempi in cui era un audace fuorilegge. L’idea era quella di raccontare alcune avventure, ben consapevoli che prima o poi le strade del giovane Tex avrebbero incrociato quelle del ranger delle prime storie di 75 anni fa. Cosa sarebbe successo a quel punto? È il quesito che molti lettori si sono posti e che hanno ribaltato su Mauro Boselli per ottenere risposta.

Boselli presenta Le cinque dita della Mano Rossa!

Ed eccoci, quindi, a parlare di Tex Willer #64, albo sceneggiato sempre dal decano Mauro Boselli e disegnato da Marco Ghion dal titolo Le cinque dita della Mano Rossa.
Ebbene sì, cari lettori di MegaNerd, con questo albo il giovane Tex inizia un’avventura (in tre parti) che si ricollega alle prime avventure e allo scontro con la temibile banda della Mano Rossa. Come anche spiegato dallo stesso Boselli nel video (che riproponiamo di seguito) non tutti i lettori di Tex hanno avuto modo di leggere le oltre 110.000 (!) tavole che ripercorrono tutta la vita editoriale del personaggio, in particolare le prime mitiche storie. Ma vediamo di seguito il contributo nel video direttamente estratto dal sito Sergio Bonelli dove l’autore presenta Le cinque dita della Mano Rossa!

Dopo aver raccontato le origini di Tex, scopo per cui era nata Tex Willer, a partire da questo numero non ci saranno più storie inedite, ma verranno raccontate nuovamente le storie che “hanno creato il mito di Tex con il soggetto di Gianluigi Bonelli“.  Una sorta di ri-narrazione con un punto di vista diverso e con una riscrittura più attuale rispetto a quello che poteva essere un fumetto degli anni ’40.

Si tratta di una collaborazione postuma tra gli autori di un tempo (Bonelli e Galep) e quelli di oggi (Boselli e Ghion) che danno origine a un albo sotto molti aspetti affascinante e malinconico per i vecchi lettori, e che fa comprendere ancora una volta il motivo del ‘perché’ Tex è definito una delle eccellenze italiane del fumetto. E forse l’icona più rappresentativa del fumetto italiano in tutto il mondo.

La grinta di Tex contro i temibili criminali della Mano Rossa

Joe Scott, scout dell’esercito con il compito di portare le paghe dei militari di Fort Defiance a destinazione, viene intercettato dalla temibile banda criminale della Mano Rossa. I cinque spietati banditi stanno terrorizzando il Sudovest rapinando e uccidendo a destra e a manca, senza troppi rimorsi. Potete, pertanto, immaginare il fato di Joe Scott; dopo essere stato inseguito e colpito da alcuni colpi di pistola, lo scout rimane in fin di vita a terra mentre i 5 fuorilegge prendono il bottino e scappano. Attirato dal rumore degli spari, Tex trova Scott morente e lo assiste sino alla dipartita, facendosi però dare i nomi di alcuni dei componenti della banda che lo hanno rapinato. La fama di Tex è quella di un fuorilegge e, purtroppo per il nostro protagonista, mentre è al capezzale di Scott, l’esercito accorso sul luogo del crimine, sentenzia all’istante che il giovane Willer è il vero ladro e assassino. Tex si ritrova incastrato.

Comincia, quindi, l’indagine di Tex per trovare i veri assassini e scagionarsi. Non sarà facile stanare la Mano Rossa… ma Tex è l’uomo giusto per questo compito!

Una pesante eredità che solo Boselli poteva raccogliere

Anche con tutti i decenni di esperienza nell’ambito del fumetto e, in particolare, su Tex, possiamo immaginare l’emozione del veterano Boselli nel ‘riadattare’ le sceneggiature originali di Gianluigi Bonelli per questo Tex Willer #64. L’incarico non era certo dei più semplici: riprendere in mano e dare il proprio contributo su trame che sono la storia del fumetto italiano poteva essere un lavoro pesante come un macigno. Ma così (pare) non è stato.

Boselli mette in pratica tutta la sua esperienza e realizza un albo dal forte pathos e dalla tanta azione. Il protagonista dell’albo è un Tex sicuramente sugli scudi che è pronto a lasciare le vesti del fuorilegge che ha accompagnato i lettori sin dai primi numeri della collana Tex Willer, per divenire il ranger che tutti amiamo.

Sicuramente evocativa la presentazione della Mano Rossa: i cinque banditi incutono terrore sin dalle prime pagine, visibili solo in penombra inizialmente, statuari, spietati e pronti a colpire la preda come un rapace! Si muovono all’unisono proprio come le dita di una mano pronta ad agguantare e stritolare nel proprio palmo la vittima. Sarà compito di Tex spezzare le dita della Mano Rossa una ad una.

Se Boselli è tanto bravo con la penna, sicuramente lo è altrettanto Ghion con la matita. Se la Mano Rossa è rappresentata così bene lo si deve anche al supporto grafico e alla versione spietata dei banditi dell’artista milanese. E anche lui aveva il compito (non facile) di mettere mano e riprendere tavole che avevano avuto quale interprete un ‘certo’ Galeppini. La sua è stata sicuramente una prova più che buona su Le cinque dita della Mano Rossa.

Per chi, come il sottoscritto, non aveva mai letto le primissime storie originali di Tex, è stata una prima parte avvincente e che ha instillato curiosità sul materiale che verrà proposto sulla collana di Tex Willer d’ora in avanti.

Conclusioni

Tex Willer #64: Le cinque dita della Mano Rossa, è sicuramente un’ottima storia che celebra il mito di Tex e sottolinea ancora una volta il perchè nel campo fumettistico nazionale e internazionale l’iconico ranger Bonelli ha avuto tanti riconoscimenti e cavalca ancora tra di noi dopo oltre 75 anni.

Sicuramente è un albo molto importante, ma costituisce, a detta di chi scrive, uno starting point ideale per chi si vuole avvicinare alle storie di Tex per la prima volta, o per chi ha lasciato la serie tempo fa e vuole riprendere a leggerne le avventure, ripartendo da un crocevia ideale delle storie di ieri con quelle di oggi.

Tex Willer n. 64 - Le Cinque Dita della Mano Rossa

Tex Willer n. 64 - Le Cinque Dita della Mano Rossa

Autori: Gianluigi Bonelli (soggetto), Mauro Boselli (sceneggiatura), Marco Ghion (disegni)
Copertina: Maurizio Dotti
Formato: 16x21; Brossurato; 64 pagine in bianco e nero
Dove trovarlo: Edicola, fumetteria, store online
Editore: Sergio Bonelli Editore
Prezzo: € 3,90
Voto:

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Doc. G

Il mio nome e' Doc. G , torinese di 36 anni lettore compulsivo di fumetti di quasi ogni genere (manga, italiano, comics) ma che ha una passione irrefrenabile per Spider-Man! Chi è il miglior Spider-Man per me? Chiunque ne indossi il costume.

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1 Comment

  • Giancarlo Di Domenico

    (26 Febbraio 2024 - 11:15)

    Condivido in pieno la tua recensione! Io avevo letto, tramite le numerose ristampe, i primi albi di Tex e devo dire che questa reinterpretazione è molto avvincente. Boselli certo non è uno sprovveduto, ma è anche vero che rimettere le mai sulle storie dei creatori ha una certa responsabilità. Sono molto curioso di leggere le prossime storie che andranno a chiudere delle storie che originariamente G.L. Bonelli aveva affrettato e come verranno rinarrate alcune storie importanti di Tex magari dal punto di vista di Kit Carson (come ha già anticipato lo stesso Bos).

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