Dylan Dog n.451 – Terra Funesta, di Dario Sicchio e Riccardo Torti

Il nuovo episodio di Dylan Dog, Terra Funesta, scritto da Dario Sicchio e disegnato da Riccardo Torti, dimostra ancora una volta che il cambio di curatore ha fatto miracoli alla collana dell’Indagatore dell’Incubo. La storia riesce a funzionare benissimo sia a livello di trama che intreccio. Ed ha un finale davvero psichedelico!  Questa è la nostra recensione, ovviamente senza spoiler

copertina recensione dylan dog 451

Vi ho già parlato (più o meno da queste parti) di quanto stia apprezzando il lavoro di Barbara Baraldi come curatrice. E va detto che, anche quando non si schiera in prima persona, il risultato non è mai banale. Anzi, riesce a sfiorare certe vette in cui è quasi impossibile non provare un brivido. Specie nel finale.  

Prima di cominciare a parlarvene, però, una doverosa nota. L’introduzione è cofirmata da Tiziano Sclavi e commemora Alfredo Castelli. Non riesco ancora a credere che lui non stia più a rovistare nella sua biblioteca alla ricerca di nuovi spunti narrativi. Ma Sclavi riesce a rendere meglio di me questo vuoto desolante.

Alfredo Castelli è morto e io non riesco a immaginare un mondo senza di lui. Senza la sua simpatia, la sua cultura enciclopedica, il suo umorismo travolgente. Grazie a lui ho cominciato a scrivere fumetti. È stato il mio maestro. Eravamo amici da più di cinquant’anni. Davvero non riesco a immaginare che non ci sia più. Spero tanto di rivederlo, un giorno o l’altro.
Tiziano Sclavi

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Terra Funesta gioca con un topos dell’horror che è stato sviscerato in più modi senza riuscire mai a stancare. Il tema dell’Altro declinato ad un luogo. Una realtà specchio che attira solo radiazioni oscure è ben noto a chi vi scrive. Da Silent Hill a Stranger Things, l’immaginario di una realtà doppia è sicuramente vasto. Ma quello che conta davvero, è come viene declinato .  

Dario Sicchio riesce nell’intento di non risultare mai banale e ci presenta una versione alternativa di una vecchia città mineraria in cui Dylan finisce alla ricerca di un ragazzo, Trevor Mills. Trevor lavora nell’impianto che sfama tutta la città, ed ha probabilmente la sola colpa di essere troppo gracile, anche psichicamente, per potervi resistere. Così viene bullizzato, messo in condizioni critiche, dall’azienda e dai compagni. 

Fino a quando Trevor non entra in contatto con questa realtà. Quello che accade dopo, porta Dylan nel ventre della bestia, ma non pensiate che sia tutto qui quello che vi aspetta. La capacità di Sicchio è quella di mostrare una traiettoria narrativa e subito dopo farci vedere che invece si sta andando in un’altra direzione. 

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Trevor Mills potrebbe essere il cugino campagnolo di Johnny Freak. La sua vita non è mai stata davvero facile ed è finito per costruire una maschera di rancore e rabbia per nascondere le sue fragilità. L’intervento dell’Altro è il catalizzatore che porterà a concretizzare il suo inferno.   

La bravura di Sicchio non di ferma là. La gestione di Groucho è semplicemente magistrale. Il suo tipico nonsense viene perfettamente declinato in assonanza con lo svolgimento della narrazione. Sul finire, trascende quasi in una seduta di autoanalisi dove il subconscio diviene concretamente un tassello di quello che sta accadendo.  

L’intera sequenza finale, inclusa l’ultima battuta di Groucho, sono da manuale. Psichedelia che richiama il paragone con Moebius e Otomo. E lo scrivo con ammirazione totale.   

Il merito va equamente condiviso con Riccardo Torti, che si cimenta con tavole che spezzano la tradizionale gabbia Bonelli arrivando a riempire lo spazio bianco di scene fortemente evocative. Un grande esempio di sperimentazione che si dipana maggiormente nella sequenza finale di Terra Funesta. Design, regia, concetto grafico, tutto è spinto oltre il limite. Di bilancio, le sequenze iniziali, marcatamente più realistiche, sarà che rappresentano in maniera tangibile la nebbia, ma sono, a mio gusto, troppo leggere nell’utilizzo di ombre e neri. Ma ripeto, questione di gusto personale. 

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In generala si tratta di un numero in stato di grazia dove ogni elemento si va ad incastrare creando un tappeto narrativo dove Dylan agisce mosso dalla sua pietas e da dove nessuno esce veramente vincitore.  

Un episodio dove si affronta satira sociale, bullismo, dimensioni specchio e horror vacui, tutto condito con una brillantezza dei testi ed una precisione stilistica decisamente non da poco.  

Dylan Dog n.451 - Terra Funesta

Dylan Dog n.451 - Terra Funesta

Autori: Dario Sicchio (storia), Riccardo Torti (disegni)
Formato: 16x21; Brossurato; 96 pagine in bianco e nero
Dove trovarlo: Edicola, fumetteria, store online
Editore: Sergio Bonelli Editore
Prezzo: € 4,90
Voto:

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1 Comment

  • Giancarlo Di Domenico

    (2 Aprile 2024 - 11:13)

    Leggo saltuariamente DD ma da quando è arrivata la Baraldi come curatrice, questo sarà il quarto consecutivo che acquisto! Non essendo il mio genere preferito la cosa è sorprendente. Onore a Barbara che davvero sta facendo un lavoro superlativo.

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