Detective Comics #27 – La retro-recensione dell’esordio di Batman

Il 30 marzo 1939 faceva il proprio debutto nelle edicole statunitense il numero #27 della rivista a fumetti “Detective Comics“. Una figura tutta nuova era protagonista della storia, un giustiziere mascherato che avrebbe dovuto risolvere “Il Caso del Sindacato dei Chimici“: Bat-Man. 85 anni fa iniziava la Leggenda di un personaggio che avrebbe fatto la Storia del fumetto di supereroi e questa è la nostra (retro)recensione.

copertina recensione det com 27

Pensare a com’era il mondo 85 anni fa è impresa ardua a dir poco. Com’è che si dice? Erano altri tempi, era – appunto – un altro mondo. Sfocato nei ricordi di chi c’è per raccontarcelo (i miei nonni, per esempio, erano piccolini) con precisione, forse estirpato dalla memoria per quello che sarebbe diventato di lì a poco e respinto ancora più indietro dai cambiamenti che avrebbe subìto ancora ed ancora. Era un altro mondo e forse, già in primavera, si cominciava a respirare l’aria di ciò che sarebbe successo da lì a sei mesi, di quando il mondo reale avrebbe avuto bisogno di supereroi per evitare o, nella peggiore delle ipotesi, portare a conclusione nel più breve tempo possibile, il secondo conflitto mondiale.

La storia, quella dei libri, delle testimonianze, quella con la “S” maiuscola la conosciamo bene, impressa con l’inchiostro sulla carta. L’inchiostro che, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, non sarebbe stato contaminato dalla cenere e dalla polvere da sparo che stavano per riempire l’aria europea ancora per un po’ e, ad ogni modo, non alla stessa maniera. Gli Stati Uniti erano lontani e se ne sarebbero stati lontani ancora per qualche anno: lì la fantasia, forse, non era soppressa dalla realtà e i profumi e i colori della primavera potevano emergere come sempre fatto.

Erano altri tempi ed era un altro mondo il 30 marzo 1939 quando, sull’onda lunga del successo di un personaggio che aveva esordito circa un anno prima, la Detective Comics, Inc. (casa editrice) portava nelle edicole a stelle e strisce il numero #27 di Detective Comics (rivista a fumetti antologica). L’inchiostro e i colori di quel numero – lo sapete già – avrebbero fatto la Storia dei fumetti: su quelle pagine esordì Batman.

E il mondo non sarebbe stato più lo stesso.

detective comics 27 tavola 1

Il contesto

Pubblicato dalla Detective Comics, Inc., fondata nel 1937 da Malcolm Wheeler-Nicholson e Jack S. Liebowitz. Detective Comics era la terza rivista, in ordine di pubblicazione, dell’omonima casa editrice che portava già in commercio New Fun Comics – il primo fumetto con contenuti originali che affiancava alla ripubblicazione delle strisce – e New Comics che, più avanti, sarebbe diventata Adventure Comics.  La Detective Comics, Inc. sarebbe diventata semplicemente DC Comics nel 1977 dopo la fusione con la National Allied Publications, Inc. (sempre di Wheeler-Nicholson) per diventare la National Comics Publications, Inc. (1946), prima, e la National Publications, Inc., poi. Colloquialmente, però,  la “NCP” era conosciuta come “Superman-DC” o semplicemente “DC Comics” già prima del 1977. Il numero #1 di Detective Comics fu pubblicato a dicembre 1936, con data di copertina a marzo.

Detective Comics 1

Detective Comics, fin dal momento dell’esordio nel mercato del fumetto è stata una rivista-contenitore antologica che aveva un carattere squisitamente noir/hard boiled, tra i cui protagonisti spiccava il detective Slam Bradley creato da Jerry Siegel e Joe Shuster prima dell’invenzione di Superman e recentemente ripreso da Tom King come protagonista nella sua Gotham City: Anno Uno.

Da circa un anno, comunque, eravamo in quella che sarebbe stata definita Golden Age dei comics (Richard A. Lupoff, “Re-Birth”, Comic Art, aprile 1960): il battesimo avvenne proprio con la pubblicazione di Action Comics #1 con protagonista Superman. Il medium aveva, dunque, già acquisito un proprio posto nelle edicole statunitensi.

Detective Comics aveva pubblicazione mensile (che avrebbe mantenuto fino al numero #434) e il numero #27, pubblicato il 30 marzo ma con data di copertina a maggio ‘39, presentava già dalla cover l’esordio di un nuovo protagonista della rivista: The Bat-Man. Gli autori della storia d’apertura, “Il Caso del Sindacato dei Chimici (The Case of the Chemical Syndicate), furono Bill Finger (testi) e Bob Kane (disegni), i co-creatori del personaggio – anche se la paternità di Batman a Finger è stata riconosciuta solo molti anni dopo, nel 2015.

L’albo conteneva altre 8 storie, per un totale di 64 pagine: “Speed Saunders, Ace Investigator: The Killers of Kurdistan”, “Buck Marshall, Range Detective: Bullet Bluff”, “Spy: The Mysterious Murders”, “The Crimson Avenger: Murder on the Ocean Line Docks”, “Bruce Nelson: The New Orleans Mardi Gras Murders, Part 1”, una storia senza titolo di “The Mysterious Doctor Fu Manchu”, “Cosmo, the Phantom of Disguise: Illegal Aliens” e “Slam Bradley: The Murderer on Vacation”, tutte ancora inedite in Italia.

La trama

Conservando il carattere noir/hard-boiled della rivista, Detective Comics #27 (da qui, per facilità, ci riferiremo al numero e alla storia in esso contenuta con Batman in maniera equivalente) mette al centro della storia un triplice omicidio. Il Commissario Gordon, intento a chiacchierare con l’amico Bruce Wayne, riceve la segnalazione di un omicidio dai propri agenti ed entrambi si recano sul luogo del delitto per interrogare il figlio della vittima, le cui impronte sono state rinvenute sull’arma del delitto. La persona assassinata era un uomo di nome Lambert, un industriale chimico ricco e socio in affari con altri tre imprenditori. Proprio mentre sono in corso le indagini, Steven Crane, uno dei soci, telefona a casa Lambert per avvertire il collega (ignaro della sua dipartita) di aver ricevuto anch’egli una lettera di minacce. 

In quel momento, il giovane Bruce Wayne decide di lasciare Gordon alle proprie indagini e di tornare a casa. 

Nel frattempo, la polizia si reca a casa di Crane, trovandolo morto mentre i due assassini si dileguano con un contratto rubato a casa della vittima. Vengono, però, braccati da una figura di nero vestita: è entrato in scena il Bat-Man. Il “misterioso avventuriero” affronta e sbaraglia i due killer, legge il contratto e si incammina verso una destinazione che poche vignette dopo si rivelerà essere la casa di Alfred Stryker. Qui Batman riesce a salvare l’altro socio, Paul Rogers, dalla trappola mortale dell’assistente di Stryker, Jennings. Affronta i due complici e rivela il piano di Stryker: diventare socio unico della Apex Chemical Corporation (da qui si capisce appieno il titolo della storia) comprando le quote degli altri che, nel caso fossero venuti a mancare, non avrebbero dovuto ricevere alcun indennizzo. 

Nella colluttazione, però, Stryker finisce in una cisterna di acido – vi ricorda qualcuno? – mettendo fine alla (prima) indagine di Batman e del Commissario Gordon.

Il giorno seguente, il Commissario mette a conoscenza dei fatti il suo giovane amico che, tornando a casa, si rivelerà essere l’uomo dietro la maschera di Bat-Man.

detective 27 batman

I personaggi

Protagonista assoluto del numero è il nuovo personaggio, cui Detective Comics e Bob Kane avevano dedicato la copertina del numero #27. Una “misteriosa ed audace figura che lotta per la giustizia e dà la caccia ai malviventi in una lotta solitaria”. Bat-Man (col trattino al centro) si presenta subito agile, forte, vigoroso e riesce ad incutere timore avvolto da un alone di mistero e da un costume nero e grigio in cui spiccano la cintura gialla e i guanti viola. Utilizza poche parole finché non arriva il momento di sbrogliare l’indagine e rende ogni confronto con i criminali impari: anche se legati ad una certa fatalità, gli scontri finiscono in malo modo per gli avversari dell’eroe (e ciò ha causato tante discussioni nel corso degli anni sul “giuramento” di Batman: com’è che avevamo detto all’inizio, però? Era un altro mondo e anche la caratterizzazione di questo personaggio avrebbe dovuto pian piano definirsi). La figura di Bat-Man è massiccia e potente, ma altrettanto slanciata e veloce; il personaggio dimostra subito di avere un ottimo intuito e, anche se gli autori non si soffermano molto ad evidenziarlo, utilizza la logica e la deduzione per le indagini.

Il costume ha già alcuni elementi distintivi: cappuccio, mantello e stivali neri; il pipistrello riportato sul petto; la cintura gialla, “occhi” bianchi e le “tradizionali” mutandone nere. I guanti sono viola ma già dal numero successivo cambieranno colore in blu e le orecchie sono posizionate ad un’altezza media del cranio, non particolarmente allungate.

Dall’altra parte, quello che solo alla fine – con un vero coup de theatre – si rivela essere l’uomo sotto la maschera, Bruce Wayne, ha pochissimo spazio: giusto un paio di battute scambiate con Gordon, il quale lo definisce disinteressato ed annoiato, ed una presenza scenica delegata al ruolo di bellimbusto. Si erano gettate le basi per il lato da playboy di Bruce Wayne.

Anche il Commissario Gordon, nei fatti, ha poco spazio: si presenta come un uomo sicuramente più maturo di Bruce (nonostante il declamato rapporto di amicizia), fuma la pipa, capelli bianchi, baffi ed occhiali, cappello, giacca ed una certa risolutezza nell’impartire ordini.

I nemici di turno sono funzionali alla trama: partono da un livello inferiore rispetto a Batman sia nelle abilità, in forza e nella presenza scenica. In effetti, a parte Jennings che si presenta subito in modo spietato, nessuno sembra poter mettere davvero in difficoltà l’eroe protagonista.

Non ci sono riferimenti espliciti all’ambientazione ma non si era (ancora) a Gotham City ma a New York.

the bat-man 1939

 

Conclusioni

Non possiamo nasconderci dietro un dito: la storia d’esordio di Batman è abbastanza semplice, segue un canovaccio lineare con un ritmo ben serrato (la situazione lo richiede, le minacce ai magnati chimici sono incombenti) e tanto spazio dedicato all’azione, il tutto, però, condensato in pochissime pagine – solo 6!. La struttura della tavola è canonica: 4 strisce orizzontali per un totale di un massimo di 11 vignette, disposte in una griglia classica. Tante didascalie a descrivere l’azione in assenza di dialoghi ed un disegno essenziale ma altrettanto efficace.

Impossibile non rileggere Detective Comics #27 dimenticando tutta l’eredità che è riuscita a costruire e (tentare di) valutare l’albo per quel che effettivamente è: una favola, ingenua nel senso più autentico che le si possa attribuire anche dietro una certa durezza e crudeltà degli eventi, che ci fa conoscere la prima impresa dell’eroe.

Era un altro mondo, erano altri tempi: ma dopo 85 anni siamo ancora qui, mese dopo mese, a leggere una nuova storia di Bat-Man.

Panini: Fumetti_Batman 1_1

 

Potete leggere Detective Comics #27 nel volume “DC Classic: Batman #1” edito da Panini Comics.

Detective Comics n.27

Detective Comics n.27

Prima apparizione di Batman
Autori: Bill Finger, Bob Kane, AA.VV.
Formato: Spillato; 64 pagine a colori
Dove trovarlo: All'interno di "DC Classic Golden Age: Batman #1"
Editore: Negli USA Detective Comics, Inc. (futura DC Comics); in Italia Panini Comics (ultimo editore in ordine di tempo)
Prezzo: 10 centesimi di dollaro (nel 1939)
Voto:

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Pier

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Appassionato di scienza e supereroi, divoratore di comics, serie TV e pizza. Ex power ranger wannabe, matematico nella vita, Batman nello spirito. Mentre cerco qualche significato nascosto nelle mie letture, sono già proiettato verso la prossima recensione... Ed oltre!

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