Wrestling in videocassetta – Il ritorno di Ultimate Warrior

Nei mitici anni 90, un appassionato di wrestling aveva un solo modo per soddisfare la sua voglia di sport-spettacolo: ricorrere alle videocassette che saltuariamente uscivano in edicola! Oggi analizziamo “Il ritorno di Ultimate Warrior”, un tesoro vintage da conservare con cura

wrestling vintage il ritorno di ultimate warrior

Quando noi quarantenni eravamo piccoli, se non venivano trasmessi in tivù, perché magari Tele+2 o Italia1 non ne acquisivano i diritti insieme alle puntate settimanali, l’unica speranza di poter vedere i pay-per-view di wrestling o qualche speciale “best of” erano le saltuarie pubblicazioni in videocassetta che venivano messe in commercio nel nostro Paese. Generalmente il commento veniva affidato al solito Dan Peterson e, acquistandole, potevamo scoprire immagini, eventi e match spesso mai visti sui nostri schermi.

Ne conservo ancora qualcuna nella mia collezione. Un paio persino scovate, anni dopo, nei mercatini dell’usato. Chi vendeva, evidentemente, non era consapevole del tesoro (affettivo) che si ritrovava fra le mani.

Circa quindici anni fa, per esempio, in una bancarella di vecchi CD e video di vario tipo, mi cadde l’occhio su una VHS, ammucchiata (delitto!) fra mille altre cose, su cui si scorgeva l’immagine di un tizio truccato su tutto il viso. Il venditore aveva sotterrato il povero Ultimate Warrior in mezzo a B-movie e cartoni animati! Dopo averlo salvato, mi portai a casa per pochi euro la video-compilation del 1992 intitolata, appunto, “Il ritorno dell’Ultimate Warrior”.

Analizziamone insieme il contenuto.

Si tratta dell’ultima di quattro raccolte dedicate ai primi due mesi dopo il ritorno del guerriero da un lungo periodo d’assenza. A quei tempi lo credevamo addirittura morto ma, molto più banalmente, il wrestler aveva solo avuto problemi contrattuali col solito McMahon.

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Hulk Hogan vs The Ultimate Warrior – Titolo vs titolo a Wrestlemania VI

Il main event dello Showcase of the Immortals fra questi due mostri sacri, commentato dal grande Dan Peterson è sempre un bel vedere e sentire. Anche se il combattimento vero e proprio, visto con gli occhi di oggi e confrontato con il wrestling odierno, sembra di una lentezza disarmante, questi due non avevano bisogno di muoversi. Basta l’energia generata nell’arena dal loro carisma per dar vita a un classico della disciplina. La storia dietro alla sfida che porta l’Ultimate Warrior a detenere sia il titolo del mondo che quello intercontinentale, poi, è da manuale dello storytelling del wrestling.

Skinner_bio

Il resto… non esattamente dello stesso livello

Ma non è tutto oro quello che luccica. Ci sono un paio di match decisamente dimenticabili. Il primo incontro in assoluto dopo il suo ritorno: uno sforzo – si fa per dire – di meno di due minuti per battere Skinner (quello vestito da cacciatore di coccodrilli che aveva sempre la barba sporca perché masticava tabacco, che potete ammirare nella foto qui sopra). Poi un inutile confronto con Brian Knobbs dei Nasty Boys che, stranamente, è incluso nella cassetta senza le immagini di cosa accade subito dopo il match, quando Warrior si sente male a causa della maledizione lanciata su di lui da Papa Shango, lo stregone voodoo (sì, noi credevamo ciecamente a tutto questo…).

Ma nella raccolta trova posto, invece, proprio la resa dei conti con il maestro delle arti oscure: cinque minuti di azione in cui, tanto per cambiare, è il nostro eroe ad avere la meglio. E, se non fossimo ancora sazi delle stranezze della WWF degli anni Novanta, possiamo anche gustarci l’incontro di coppia fra l’inconsueto team di Ultimate Warrior e Undertaker contro Papa Shango e The Berserker (quella specie di pazzo vichingo che faceva continuamente strani versi mentre lottava).

papa shango

Insomma, non proprio una gemma in termini di contenuti, se vogliamo esercitare una severa critica. Ma se vogliamo seguire il nostro cuore di fan, diremo che si tratta di un vero tesoro vintage da conservare con cura.

 

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Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

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