Titanic – James Cameron conferma: Jack non poteva salvarsi

Il regista ha commissionato un’indagine forense per chiudere l’annosa questione di Jack e della zattera. Il risultato: impossibile salvarsi.

Leonardo Di Caprio Titanic

Che James Cameron fosse un perfezionista si sapeva da un po’ e lo dimostrano i suoi film: pochi – rispetto ad altri registi – ma pensati fin nel minimo dettaglio, che piacciano o no. Era quindi prevedibile che, a un certo punto, facesse qualcosa per dirimere la questione della morte di Jack in Titanic, che lo perseguita ormai sin dal 1997, anno di uscita del film.

La storia la conosciamo tutti: sullo sfondo di una delle catastrofi più terribili e popolari del ‘900 – l’inaffondabile transatlantico Titanic, il più grande al mondo, colpisce un iceberg e affonda durante il viaggio inaugurale – lo squattrinato pittore Jack Dawson (Di Caprio) e l’elegante ereditiera Rose DeWitt Bukater (Winslet) s’incontrano, s’innamorano e progettano di scappare insieme una volta a terra. Ma il fato ci mette lo zampino, la nave affonda e i due, per quanto tentino di restare insieme fino alla fine, non potranno coronare il loro sogno d’amore. Cercheranno infatti rifugio su una porta usata come zattera, che però non sarà in grado di reggerli entrambe: Jack quindi si sacrificherà, scegliendo di morire congelato pur di salvare la sua amata.

Una storia d’amore e di sacrificio, pensata per non finire bene, ma che accende le proteste e le domande dei fan da ormai 25 anni. Ammettiamolo: tutti abbiamo pensato – Kate Winslet inclusa – che se Rose si fosse fatta un po’ più in là, Jack si sarebbe salvato. Ma è davvero così?

Nel 2012, il popolare programma televisivo MythBuster – che sfata falsi miti e bufale attraverso esperimenti scientifici – fece una simulazione della scena: la conclusione fu che, legando i giubbotti di salvataggio sotto la zattera, i due amanti avrebbero potuto rimanere a galla per 63 minuti, mantenendo asciutto l’80 per cento del corpo, il che sarebbe stato sufficiente a non morire assiderati.

Cameron però non ci sta, e per difendere il finale della storia – che, diciamocelo, in fondo ha senso proprio perché tragico – ha commissionato un’indagine forense con un esperto di ipotermia, nella speranza di mettere a tacere una volta per tutte qualunque dubbio.

James Cameron con Kate Winslet e Leonardo Di Caprio ai Golden Globe del 1998
James Cameron con Kate Winslet e Leonardo Di Caprio ai Golden Globe del 1998

Per lo studio, due controfigure della stessa corporatura dei due attori sono state equipaggiate con sensori sul corpo e «dentro il corpo», e sono state messe in acque ghiacciate. Il risultato? Non si sarebbero potuti salvare entrambi.

Il regista ne ha parlato durante un’intervista al Toronto Sun, in occasione dell’uscita di Avatar 2: La via dell’acqua (trovate l’ottima recensione del nostro Mr Rabbit qui), rivelando inoltre che lo studio uscirà come speciale in occasione del prossimo San Valentino, per celebrare il ritorno nelle sale di Titanic in 4K.

“Jack doveva morire, spero che questo chiuda per sempre la questione. È una storia di amore, sacrificio e mortalità, l’amore si misura con il sacrificio, come in Romeo e Giulietta.”

A noi bimbe di Leo, quindi, non resta che rassegnarci: Jack Dawson doveva morire perché Leonardo Di Caprio potesse vivere per sempre nel nostro cuore che, finalmente, will go on. Si spera.

E voi, state con Cameron o MythBusters? Fatecelo sapere nei commenti!


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Claire Bender

Vive con un dodo immaginario e un Jack Russell reale, che di recente si è scoperto essere Sith. Grifondoro suo malgrado, non è mai guarita dagli anni '80. Accumula libri che non riesce a leggere, compra ancora i dvd e non guarda horror perché c'ha paura. MacGyver e Nonna Papera sono i suoi maestri di vita.

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