Un giorno senza nome in un tempo senza noi – Recensione

Dopo l’esordio nel catalogo saldaPress con Luce e Cosmo, Isaak Friedl e Yi Yang tornano a deliziare i lettori della casa editrice con una storia intima e sorprendente, capace di unire dolcezza e brutalità in poco meno di duecento pagine: fin dove si può estendere la forza dell’amore?

copertina recensione Un giorno senza nome in un tempo senza noi

«L’Amor che move il sole e l’altre stelle ». Così Dante al termine della sua Divina Commedia (verso 145 del Paradiso) prendeva coscienza della strabiliante forza del sentimento più puro dell’universo intero: oltre il tempo e lo spazio, oltre qualsiasi concetto scientifico e spirituale, è infatti l’amore a costituire il motore della vita stessa. In ogni sua declinazione, in suo nome sono stati costruiti e distrutti imperi, mosse guerre, sovvertiti gli ordini della natura, persino sfidate entità divine; per esso sono stati compiuti gli atti più nobili e contestualmente alcuni dei più deprecabili; ad esso sono state riservate ballate romantiche e melodie talvolta necessariamente più ruvide; su di esso sono stati scritti pezzi interi della storia della letteratura.

In versi, come quello famosissimo citato in apertura, in prosa o attraverso il medium narrativo del fumetto, di opere che ne decantano virtù e debolezze ne è pieno il mondo, eppure solo alcune hanno la capacità di rimanere impresse nella memoria collettiva. Lasciando da parte titoli dal tenore monumentale che rientrano senza dubbio alcuno nell’olimpo del genere e guardando con più attenzione alle pubblicazioni odierne, è impossibile scorgere una delle ultime uscite dell’anno appena passato di casa Saldapress e non rimanerne fin da subito incantati. O quanto meno fortemente incuriositi, che sia per il titolo, tanto particolare quanto incisivo, per i suoi autori, conosciuti nel panorama fumettistico per l’originalità artistica, o per quelle misteriose sensazioni che le sue pagine emanano, come volessero custodire il più grande tesoro dell’umanità.

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Un giorno senza nome in un tempo senza noi è la nuova storia scritta da Isaak Friedl e disegnata da Yi Yang, con questo titolo al suo primo progetto interamente in digitale, che esplora il miracoloso sentire che ruota attorno all’eternamente inspiegabile fenomeno dell’amore, capace a suo modo di oltrepassare anche i confini dello scibile umano.

In un futuro imprecisato, la natura è riuscita a riprendere il proprio posto nel mondo, scalzando in maniera pressoché definitiva qualsiasi tipo di tecnologia. Social network, smartphone, mezzi di trasporto e di telecomunicazione a noi divenuti, con il tempo, convenzionali non esistono più e i nuovi villaggi provano a sorgere là dove i luoghi sembrano essere più ospitali. Chi li abita tenta di sopravvivere adattandosi a una vita che profuma di passato, aggrappandosi all’universalità di un sentimento senza tempo. Ma può davvero il solo amore porsi a protezione dell’inaudita ferocia della brama di conquista dell’essere umano? Per Tule e Uvi è proprio questo il suo più grande potere: creare una bolla al cui interno si custodiscono i preziosi ricordi di un’esistenza dove anche i piccoli gesti riacquistano l’importanza che meritano.

Dal sapore onirico e dai contorni quasi magici, Un giorno senza nome in un tempo senza noi avvolge fin da subito il lettore in un’atmosfera incredibilmente intima svelando già nelle sue prime pagine l’intensità emotiva che ne contraddistinguerà la narrazione. I due protagonisti, uniti da un amore indissolubile, passionale e romantico, si prendono infatti nell’immediato la scena, pur essendo inseriti in un contesto artistico strabiliante. I colori, la rappresentazione del cielo notturno stellato, incastonato tra le ali di una farfalla nelle cui venature si nascondono le più diverse interpretazioni, e le linee dapprima sfocate e poi sempre più nette, fino a definire la coppia di amanti, riescono quasi senza sforzo a catturare tutta la bellezza di una natura capace di splendere anche senza luce, ma ciò che unisce i cuori e i corpi di Uvi e Tule mostra un’energia scenica ancor più penetrante.

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Indubbiamente merito della scrittura di Isaak Friedl da una parte e dei disegni di Yi Yang dall’altra, la sfera emotiva si rivela presto essere il punto focale dell’intero fumetto, nonché perno attorno al quale si muove la narrazione. Quest’ultima sottolinea ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, il talento dei due autori che riescono a costruire su un argomento così pericolosamente consistente una storia ricca di colpi di scena, dinamica e dal ritmo travolgente. In Un giorno senza nome in un tempo senza noi l’amore, infatti, diviene sì ragione per la quale continuare a vivere e sperare in un mondo migliore, scevro di violenze, soprusi e discriminazioni, ma allo stesso tempo anche l’espediente narrativo perfetto per porre l’accento su alcuni aspetti che gravano sulla società odierna.

Non è certo un caso che l’ambientazione scelta abbia caratteri post apocalittici e che guardi al futuro, prossimo o meno che sia, richiamando in qualche modo il passato. La totale assenza di tecnologia in favore di una ripresa pressoché inarrestabile, con tutte le insidie che nasconde, della natura vuole ribaltare il concetto attuale di progresso, mettendo il lettore di fronte alla possibilità che uno scenario simile si verifichi nella nostra realtà, spingendolo così verso una riflessione su tematiche sempre più rilevanti per il benessere collettivo, in primis, giusto per citarne uno, l’emergenza climatica. Una ruvidezza, questa, che finisce inevitabilmente con il ripercuotersi sull’essere umano, che quasi fosse uno specchio del mondo circostante non si pone più remore sul celare i lati più oscuri della propria indole.

La bramosia di potere e conquista, espressa soprattutto in termini di violenze fisiche e schiavitù, rappresenta universalmente l’esatto opposto dell’amore per la dignità del prossimo ed è proprio questo l’elemento che Isaak Friedl e Yi Yang tengono a sottolineare con l’opera. Il legame tra Tule e Uvi in modo particolare e i rapporti che si definiscono nel corso della lettura, infatti, si pongono in contrasto con tutto ciò che li circonda: i protagonisti possono, allora, essere definiti degli eroi moderni intenti a servirsi del potere di un sentimento tanto profondo per sopravvivere in un tempo in cui per le emozioni non sembrerebbe esserci spazio.

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Il dualismo male e bene così espresso dalla sceneggiatura viene ripreso anche dal comparto grafico del fumetto, che a tavole più dolci e oniriche ne alterna altre decisamente più crude e brutali. Senza mai risparmiarsi, il disegno mette in evidenza gli effetti della ferocia umana, giocando, in pieno stile Yi Yang anche con le prospettive, dando all’opera quel tocco di originalità in più. Un giorno senza nome in un tempo senza noi si rivela essere un fumetto straordinario sotto ogni punto di vista. I capitoli brevi, le tavole mute, quelle ricche di dettagli e quelle concentrate unicamente sulle espressioni dei volti e sulla comunicazione non verbale dei corpi si ritrovano uniti in una storia intima ed incredibilmente incisiva, capace di spaziare tra argomentazioni più o meno spinose senza mai perdere quella speranza solo fatta assaporare nelle sue prime pagine.

Isaak Friedl e Yi Yang firmano nuovamente una piccola perla del mondo del fumetto ricordandogli la portata incredibile del verbo amare.

Un giorno senza nome in un tempo senza noi

Un giorno senza nome in un tempo senza noi

Autori: Isaak Friedl (testi) e Yi Yang (disegni)
Formato: 15x21; Cartonato; 176 pagine a colori
Editore: saldaPress
Dove trovarlo: Fumetteria, libreria e store online
Prezzo: € 18,00
Voto:

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Faye V.

Affascinata dalla carta stampata, vivo per combattere lo stereotipo del nerd senza muscoli e del palestrato senza intelletto. Aspetto speranzosa l’arrivo del Dottore e del Tardis.

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