Le storie mai narrate di Spider-Man – La misura di un uomo

Ritornano grazie a Panini Marvel Italia, nella collana Marvel Geeks, Le Storie Mai Narrate di Spider-Man, serie di culto di fine anni 90, nella quale Kurt Busiek e Pat Olliffe provavano a rivelare alcuni particolari inediti, con tanto di nuovo comprimari e nuovi nemici del primo periodo di attività del Tessiragnatele

 

recensione le storie mai narrate di spider-man

Gli anni 90 furono per Spider-Man un periodo a dir poco convulso: sulle testate regolari dell’eroe portabandiera della Marvel, infatti, imperversava la famigerata Saga del Clone, vale a dire una delle storie più sconvolgenti per Peter Parker, tra rivelazioni, ritorni di personaggi dal passato e debutti di nuovi avversari, che culminò addirittura con l’introduzione di un nuovo Spider-Man (il gemello genetico di Peter Parker, di nome Ben Reilly, all’epoca erroneamente ritenuto l’originale). L’impatto di questo controverso arco narrativo fu alquanto devastante per molti fan, che rimasero frastornati dai grandi cambiamenti introdotti e dalla sostituzione del protagonista; per questo motivo la Casa delle Idee decise di lanciare una serie volta a strizzare l’occhio ad alcuni lettori che rimpiangevano le atmosfere più classiche della testata del Tessiragnatele.

Con queste premesse nel 1995, invece di narrare nuovamente e attualizzare le origini dell’eroe, come si tenterà di fare poco tempo dopo (con risultati tutt’altro che soddisfacenti) con le testate dei Fantastici Quattro, degli Avengers, di Capitan America e di Iron Man, affidate addirittura agli studios indipendenti di Jim Lee e Rob Liefield, viene approvato un progetto più articolato e ambizioso: svelare particolari inediti e approfondire alcuni aspetti delle prime storie di Spider-Man, ambientate ai tempi in cui il protagonista andava al liceo e che, grazie alla collaborazione di Stan Lee e Steve Ditko, crearono il mito di uno dei personaggi più iconici della storia del fumetto. L’idea era di Kurt Busiek, autore qualche anno prima di quel capolavoro conosciuto come Marvels, realizzato in coppia con Alex Ross. Busiek decise di far partire la sua serie da un preciso momento della vita editoriale dell’Uomo Ragno, vale a dire Amazing Spider-Man #6 (il primo scontro tra Spider-Man e Lizard per interderci), avvalendosi dell’aiuto del disegnatore Pat Olliffe, e mise anche in cantiere una miniserie di tre episodi sui numeri 16-18 di Amazing Fantasy,  contenente un flashback ambientato subito dopo la prima avventura di Spidey, che quindi va a collocarsi tra lo storico Amazing Fantasy #15 (prima apparizione dell’alter ego di Peter Parker) e Amazing Spider-Man 1 (primo numero della sua testata regolare).

Proprio da questa miniserie, che si fregia dei disegni pittorici di Paul Lee, parte La Misura di un Uomo, il primo dei tre cartonati con i quali Panini Marvel Italia ha deciso di riproporre per intero il ciclo di Untold of Tales Spider-Man nella collana Marvel Geeks.

Ritorniamo quindi all’inizio della storia del nostro eroe, appena dopo l’acquisizione dei suoi poteri e la morte dello Zio Ben. Peter sta ancora cercando di riprendersi dal lutto e di capire cosa fare dei suoi doni, quando incrocia la sua strada con un’altra ragazza che ha da poco ricevuto dei poteri, Joey Pulaski. Il nostro protagonista si trova così invischiato in un’avventura che coinvolge anche Maxie Shiffman, l’impresario che ha provato a costruire a Spidey una carriera nel mondo dello spettacolo, un bieco truffatore che cerca di sfruttare il dolore di Zia May e un criminale nuovo di zecca (Super Dynamo), maturando finalmente la convinzione di poter essere davvero un supereroe.

Facciamo poi un piccolo balzo in avanti: Peter è ancora al liceo e cerca di barcamenarsi tra la diffidenza dei suoi compagni di classe, il suo tentativo di sbarcare il lunario come fotografo del Daily Bugle, i suoi appuntamenti con Betty Brant, la sua preoccupazione per la salute di Zia May e la sua nuova attività di allegro supereroe di quartiere. Tutto come la leggenda racconta, sembrerebbe. Invece, ci troviamo di fronte sia a nuovi supercriminali da affrontare (Il mercenario Ustionatore, il mostruoso Batwing, gli spietati Spaziali e il misterioso Carnefice), sia a nuove avventure da vivere con vecchie conoscenze come come l’Uomo Sabbia, L’Avvoltoio, Electro e i Duri. Il tutto mentre scopriamo di più sulle trame oscure di Norman Osborn e sul rapporto travagliato con suo figlio Harry e facciamo la conoscenza di nuovi comprimari, come Sally Avril e Jason Ionello, compagni di liceo di Spidey e protagonisti di diverse sottotrame.


Kurt Busiek, autore sulla cresta dell’onda negli anni 90 come nessun altro, con all’attivo per la Marvel serie di grande successo come Avengers, Thunderbolts, Iron Man, Avengers Forever, contribuisce al mito di Spider-Man con una serie che s’innesta sul filone della nostalgia, dando vita ad una operazione di arricchimento delle storie dei primi anni dell’eroe, attraverso la creazione di retroscena inediti e rimanendo allo stesso tempo fedele allo spirito originale della serie. In questo senso l’idea di fondo dell’opera, grazie alla sensibilità dello scrittore, risulta più originale e meglio riuscita di quella alla base di progetti ben più strombazzati e ambiziosi che presero vita giusto qualche anno dopo, come il Chapter One di John Byrne, che tante aspettative aveva generato e tante critiche aveva invece raccolto, in quanto l’innovazione che si cercava di dare alla storia delle origini di Spidey, per agganciare nuove generazioni di lettori, in realtà non si riuscì a concretizzare.

Busiek, proprio come Byrne, non innova, ma ha il pregio di aggiungere, spiegare, ampliare, quanto già raccontato dai suoi illustri predecessori, con intelligenza e garbo. Certo, siamo lontani dalle vette di modernismo raggiunte da Brian Michael Bendis con il suo Ultimate Spider-Man, ma gli episodi ideati dallo scrittore statunitense, raccontati con una prevalenza di parole sulle immagini, con frequenti didascalie, sono godibili, scorrono veloci, divertono e sono allettanti sia per i fan di lunga data, sia per le nuove leve. I nuovi personaggi e i nuovi avversari, poi, sono interessanti e ben caratterizzati, ed è da apprezzare lo sforzo di progettare trame di medio/lungo respiro incastrandole sapientemente tra episodi già noti; alla fine, il vecchio e il nuovo stanno assieme con grande coerenza, dentro ad un generale effetto vintage estremamente gradevole.

I disegni del volume sono affidati a due autori abbastanza diversi tra loro. Paul Lee, disegnatore già di Strange Tales 2, di Hulk 1/2, Batman, Case Files:Sam e Twitch, Tales of the Vampires e copertinista di Buffy the Vampire Slayer, realizza la miniserie di tre numeri Amazing Fantasy che apre l’albo ed utilizza uno stile pittorico molto personale che garantisce un tocco di originalità alla serie, destinata a ritornare su binari ben più classici con i disegni di Pat Olliffe. Le tavole di Paul Lee non puntano sul dettaglio, ma con un tratto sapientemente sfumato e in chiaro scuro, sono di grande impatto per il lettore. Su sfondi a volte vuoti e comunque mai troppo definiti, con toni insolitamente cupi e ambientazioni notturne, Lee riempie le sue vignette di personaggi  bidimensionali che sembrano usciti da un affresco, perdendo inevitabilmente qualcosa in realismo, ma guadagnando certamente in espressività e fornendo una interpretazione del tessiragnatele, in definitiva, quanto mai estrosa e interessante.

Con Pat Olliffe, disegnatore noto per serie come Warlock and the Infinity Watch e Storie di Asgard, ma diventato famoso proprio per Untold Tales of Spider-Man e un lungo ciclo di Spider-Girl, si ritorna ad atmosfere più familiari grazie ad un tratto pulito e plastico, quasi geometrico. Il disegnatore sembra concentrare i suoi sforzi sul ricreare l’atmosfera classica degli esordi con un tratto ispirato a Steve Dikto, per l’aspetto sul quale l’artista si concentra di più: il character design (Peter, per dire, viene ritratto sempre con il suo abbigliamento ingessato e con gli occhiali a forma sferica degli esordi). Gli altri  punti forti sono le espressioni dei volti, sempre in evidenza e ben caratterizzate e i movimenti agili e veloci del protagonista nelle tante scene d’azione. Anche l’impostazione delle tavole è molto tradizionale: le soluzioni grafiche verticali, le spettacolari splash page e le sperimentazioni tanto in voga nel periodo post McFarlane (fatta eccezione per le ragnatele a spaghetti e per alcune pose animalesche), lasciano il passo ad una griglia semplice, del tutto al servizio della trama, che quindi non sorprende, ma raggiunge l’obiettivo rievocativo alla base della serie.

Il volume Le Storie Mai Narrate di Spider-Man è in definitiva un ottimo acquisto: permette di rileggere il mito del Tessiragnatele da un punto di vista nuovo e divertente con storie che aggiungono nuova linfa ad una leggenda del mondo del fumetto. Si tratta quindi di riscoprire una piccola chicca (pubblicata nel nostro paese originariamente su una rivista antologica di nome Wiz, molto amata tra gli appassionati di fumetti dell’allora Marvel Italia, grazie anche ad un’ampia sezione dedicata a notizie, interviste e recensioni ) caduta un po’ nel dimenticatoio nel corso degli anni. Provare per credere.

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Le storie mai narrate di Spider-Man vol. 1

Le storie mai narrate di Spider-Man vol. 1

Autori: Kurt Busiek, Paul Lee, Patrick Olliffe
Collana: Marvel Geeks
Formato: 17x26; Cartonato
Pagine: 272, a colori
Editore: Panini Comics
Prezzo: € 28,00
Voto:

Mario Aragrande

Mario Aragrande

Nato con un fumetto in mano, sono cresciuto a pane e supereroi. Mentre aspettavo che il ragno radioattivo mi mordesse, ho sviluppato un'ossessione per musica, cinema e serie TV, che tento di tenere a freno, tra le altre cose, con la mia penna. Perché da una grande passione derivano - spero - grandi recensioni.

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