Pinball – The Man Who Saved the Game, ovvero l’uomo che nel 1976 cambiò le sorti dei flipper

Abbiamo visto in anteprima “Pinball – The Man Who Saved the Game” di Austin Bragg e Meredith Bragg, che racconta la vera storia di Roger Sharpe, un timido giornalista di GQ che attraverso la sua forte passione per i flipper, riuscirà – involontariamente – a salvarli dalla messa al bando

copertina recensione pinball

Ragazzi avete presente le sale giochi anni 80/90?
Quando si entrava in questi luoghi magici ci si aspettava di vedere due cose…
Le ragazze dite? No vabbè, più che un’aspettativa quello era un sogno!

Torniamo al punto: in ogni Sala Giochi degna di tale nome non potevano mancare i cabinati arcade e ovviamente i flipper!
Ma sapete una cosa? non sempre è stato così, abbiamo addirittura rischiato di non vederli più.

Andiamo con ordine: nel periodo storico che va dagli anni 40 fino alla metà degli anni 70, giocare al flipper era considerato gioco d’azzardo e in alcuni stati americani vennero approvate delle leggi atte a bandire queste macchine dagli esercizi commerciali. Prima di proseguire con il resto dell’articolo devo dirvi che nonostante fossi una vera e propria schiappa nel giocarci, da ragazzino e tuttora, rimasi anche io attratto dal fascino di queste macchine, tanto da soffermarmi sovente nel vedere “quelli bravi” giocarci.

Così luminosi con quelle luci intermittenti da sembrare degli alberi di Natale, illustrazioni così belle da non avere nulla da invidiare a quelle realizzate dalla Disney, per non parlare dei suoni che produceva la pallina ogni volta che sbatteva contro i bumper; se chiudo gli occhi mi sembra ancora di sentirli (forse anche perché io in fondo sono un romantico e ci sono cresciuto, con questi suoni).

Insomma, non ci sapevo giocare eppure ne rimanevo stregato, chissà,  magari a qualcuno di voi sarà capitata la stessa cosa.

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Dovete sapere che sin dalla loro comparsa, negli Stati Uniti, i giochi elettromeccanici prima, e i videogiochi arcade dopo, erano spesso “interesse” di organizzazioni criminali.  L’allora sindaco di NYC, Fiorello LaGuardia arrivò addirittura a sostenere che queste macchine sottraessero nichelini agli scolari privandoli degli spiccioli per il pranzo (cosa non si fa per il consenso pubblico). Durante la guerra LaGuardia arrivò addirittura a sostenere che la produzione dei flipper sottraeva materie prime necessarie alla costruzione di armi e munizioni per combattere il nemico.
Insomma fecero di tutto per convincere l’opinione pubblica che queste macchine fossero il male.

Qualcuno nel 1976 cambierà per sempre la sorte di queste macchine, dimostrando davanti alle autorità che vincere al flipper non è una questione di fortuna, ma più di ogni altra cosa è una questione di ABILITÀ o per utilizzare un linguaggio contemporaneo, era tutta questione di SKILL.

Ma chi sarà quel qualcuno? qual è la sua storia?

Domande più che lecite a cui cercherà di rispondere il film “Pinball – The Man Who Saved the Game” di Austin Bragg e Meredith Bragg, che racconta la vera storia di Roger Sharpe, un timido giornalista di GQ che attraverso la sua forte passione per i flipper, cercherà di cambiare le cose, e inizialmente, senza neanche averne l’intenzione.
La sua bravura nel gioco giungerà alle orecchie del AMOA (Amusment and Music Operations Association) che lo recluterà nella “battaglia” contro lo stato per far togliere dalla black list i flipper.

Durante tutto l’arco narrativo ci ritroveremo ad ascoltare il Roger del presente (interpretato da Dennis Boutsikaris) porre gli accenti sulla storia che vedrà come vero protagonista l’attore Mike Faist (West Side Story 2021) che interpreta il Roger del passato.

Questo alternarsi di ruoli non risulta invadente e non spezza mai il ritmo del film, anzi l’ho trovato un espediente interessante per richiamare l’attenzione dello spettatore. Pensate che la vita di Roger, quello vero, verrà stravolta completamente dopo l’accaduto; in positivo, sia chiaro.

La sua famiglia verrà ribattezzata “The Family of Pinball”, i suoi figli conquisteranno record su record in diversi tornei e grazie alle sue abilità di giocatore, Roger contribuirà alla realizzazione di alcuni flipper.

All’interno della pellicola, per gli amanti di quel periodo, non mancheranno citazioni vere e proprie alla storia dei flipper, con attori che daranno il volto ai fondatori delle più grandi aziende produttrici di quell’epoca. Insomma un bel film che racconta come a volte credere fino in fondo nelle proprie passioni possa darti la forza necessaria per cambiare le cose.

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Arrivati a questo punto però, se sono riuscito nell’intento, sarete curiosi di vedere anche voi questa storia: si dà il caso che possa soddisfare tale richiesta.

Questa pellicola, che ho avuto la possibilità di vedere in anteprima, fa parte di una selezione di altre 37 che saranno protagoniste assolute del BIOPIC Festival che si terrà a Roma nelle giornate dal 22 al 27 di settembre (vi lascio qui il link del programma).

Giunto alla sua quarta edizione, il Biopic fest si pone come obiettivo quello di sensibilizzare e far conoscere, attraverso la proiezione di documentari, lungometraggi e cortometraggi, tematiche sociali e alcuni personaggi che hanno avuto un ruolo importante nella storia in contesti differenti.

L’evento del tutto gratuito si terrà nel cuore di Roma, all’interno di Villa Borghese, presso la Casa del Cinema e il Cinema dei Piccoli riconosciuto come il cinematografo più piccolo del mondo dalla Guinness World Records Ltd.

Oltre ad essere proiettati in sala, tutti i film in concorso saranno trasmessi in diretta anche nella sala cinematografica virtuale di MyMovies Biopic Fest Live. In questo modo, anche chi è impossibilitato a partecipare fisicamente al festival potrà diventare spettatore attivo e votare ogni film al termine della proiezione.

Pinball - The Man Who Saved the Game

Pinball - The Man Who Saved the Game

Regia: Austin Bragg e Meredith Bragg
Anno: 2022
Paese: Stati Uniti
Durata: 91 minuti
Casa di produzione: MPI Original Films, Choice Films
Interpreti e personaggi:
Mike Faist: Roger Sharpe
Crystal Reed: Ellen Steinberg
Christopher Convery: Seth
Toby Regbo: James Hamilton
Mike Doyle: Jack Haber
Bryan Batt: Harry Coulianos
Eric William Morris: Danny Frank
Damian Young: Ben Chikofsky
Michael Kostroff: presidente Warner
Todd Susman: Sam Gensberg
Dennis Boutsikaris: Mr. Sharpe
Voto:

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Io? sono Mike! cresciuto a pane e videogiochi non perdo occasione per infilare qualche monetina in un vecchio cabinato arcade facendomi rapire dalla storia che queste macchine sono ancora in grado di raccontare.

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