Murder Ballads – Recensione di un’antologia intrisa di sangue e lacrime

Per la collana Oscar Mondadori Ink è in uscita Murder Ballads di Micol Arianna Beltramini e Daniele Serra. Storie impietose vulgate su carta, disegnate con esiziale immaginazione. Incubi che gli autori elevano dalla realtà; e che terrificano chi legge. Questa è la nostra recensione

recensione murder ballads

Il 26 ottobre la collana Oscar Ink di Mondadori si arricchisce di un nuovo titolo: Murder Ballads, scritto da Micol Arianna Beltramini (101 Cose da fare a Milano almeno una volta nella vita, Vienimi nel cuore, Last Goodbye. Un tributo a Jeff Buckley) e disegnato da Daniele Serra (Hellraiser Anthology, Fidati è amore) tre volte vincitore del British Fantasy Award come miglior artista (2012, 2017 e 2021).

Quello delle Murder Ballads è un genere affascinante e poco sciorinato ormai, così da rimanere intatto nella sua feroce bellezza. All beauty must die cantava Nick Cave con i suoi Bad Seeds in uno dei dischi più fortunati della sua carriera. (Where the Wild Roses Grow era la ballata condivisa con una ancora non famosa Kylie Minogue, australiana come il cantautore, che ha consegnato ai posteri questa crudele affermazione).

Gli Autori citano religiosamente King Ink nell’introduzione dell’opera. Non solo Cave. In quest’antologia ci sono Bob Dylan, Fabrizio De André, Tom Waits; c’è un genere intero prima delle forme eterodosse che lo hanno poi reinterpretato.

La voce del sangue. Le Murder Ballads sono storie tristemente accadute che il tempo, le persone, i luoghi hanno trasformato in cronache da raccontare al buio, magari per spaventare i bambini, o per dare un nome ai fantasmi che s’intravedono vagare irrequieti nell’oscurità. Suggestioni che Beltramini e Serra imprimono con la loro riscrittura intrisa di dolore, inzuppata di sangue innocente (troppo), che da secoli nutre boschi, fiumi, e i ciottoli delle strade.

Gli adattamenti a fumetti raccolti in volume per Mondadori non si limitano a riportare i fatti tramandati nelle ballate, ma li trasformano in vortici emozionali che giocano tra passato e futuro, caso e destino, azioni malvagie e orribili conseguenze delle stesse. Cinque storie, tutte perfettamente in linea con il genere. Troverete dunque uccisioni vere o immaginarie raccontate utilizzando lo stile della cronaca, la descrizione minuziosa degli omicidi; idealizzerete i fantasmi e li sentirete sussurrare la loro triste storia, a dimostrazione che condividere con gli altri è ancora la via della salvezza dalla follia e l’unico modo per non dimenticare le vittime.

Il male nei racconti agisce con efferatezza per mano degli esseri umani che non hanno bisogno di un vero movente. Uccidono crudelmente e si dileguano nella nebbia. Innocenti strappati alla vita, prevalentemente donne e bambini indifesi che ora dormono su qualche collina, pieni di rancore.

Murder Ballads – Recensione di un’antologia intrisa di sangue e lacrime

Cinque racconti, cinque storie sempre amabilmente precedute da una breve introduzione che aiuta il lettore. Partiamo dagli ultimi due: Brigantesse si muore e Solo un giorno come le rose. I due avvenimenti che chiudono l’opera non vengono da lontano, ma appartengono alla nostra terra. Le sentiamo vicine, ci sono familiari, riconosciamo le vittime ed è difficile non commuoversi.

Credi davvero che qualcuno ci stia cercando? Bambini nel bosco, la prima storia, nasce come filastrocca per bambini e si trasforma in disturbante ninna nanna; una fonte inesauribile di crudeltà che sembra essere stata la fonte di ispirazione per Hansel e Gretel. L’abbandono dei bambini era una prassi talmente consolidata che Bambini nel bosco divenne il nome di archivio di quattro omicidi.

Murder Ballads – Recensione di un’antologia intrisa di sangue e lacrime

Giù al fiume, la seconda storia, contiene l’adattamento delle famose ballad Knoxville Girls e Omie Wise, entrambe basate su femminicidi: giovani donne massacrate e gettate nel fiume dai loro seduttori che, non volendo sposarle, decidono di sbarazzarsi dei loro corpi. Un abile lavoro di scrittura di Beltramini affiancato dalla rappresentazione visiva struggente, violenta e fuggevole di Serra. Una galleria di volti, vite spezzate e domande rimaste senza risposta. Perché? Perché tanta crudeltà?

Murder Ballads – Recensione di un’antologia intrisa di sangue e lacrime

Qual è la storia di Natale più terrificante che vi abbiano mai raccontato? Scommetto che io ne conosco una peggiore. E poi non rimase nessuno, la terza storia, è la trasposizione quasi filmica di uno dei massacri più terrificanti dello scorso millennio: Charles Lawson, padre di sei figli, porta la sua famiglia in città a comprare vestiti nuovi e a fare una foto; il giorno di Natale li massacra tutti tranne uno, e poi si spara in testa. Un racconto oltre il grottesco, senza pentimento. Nessuna luce in fondo, solo un dolore folle difficile da mandare giù.

Daniele Serra sembra seguire indicazioni ultraterrene, le tavole sono struggenti. Terribili gli occhi delle vittime, quelle pupille dilatate di chi sa che è tutto finito. I personaggi sono ingabbiati in spazi claustrofobici da cui escono grida soffocate di disperazione. Fuoriescono vivide le influenze di cui risente, dalle atmosfere lovecfratiane a quelle di Clive Barker che utilizza con la stessa disinvoltura con cui riesce a passare dal carboncino all’acquerello. Le illustrazioni dell’ultimo racconto, non posso non sottolinearlo, sono incredibili.

Dal canto suo, Micol Beltramini ha la capacità di rendere delicato un delitto. La sua scrittura è davvero musicale, sembra completare le ballate di Cave. L’Autrice appare come una confidente delle vittime che le aprono il cuore consegnandole la verità, che poi lei compassionevolmente condivide. Pur seguendo la struttura classica di una murder ballad, Beltramini imprime il suo stile e quest’antologia è una conferma della sua bravura.

Murder Ballads commuove. È bellissimo.

Murder Ballads
Solo un giorno come le rose

Murder Ballads Solo un giorno come le rose

Soggetto: Micol Arianna Beltramini Disegni: Daniele Serra
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Ink
Formato: 17.8x24.9; 176 pp,; colore; cartonato
Prezzo: € 22,00
Voto:

Sig.ra Moroboshi

Contro il logorio della vita moderna, si difende leggendo una quantità esagerata di fumetti. Non adora altro Dio all'infuori di Tezuka. Cerca disperatamente da anni di rianimare il suo tamagotchi senza successo. Crede ancora che prima o poi, leggerà la fine di Berserk.

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