I Gatti del Louvre – Quando la bellezza felina racconta l’arte


J-Pop continua a regalarci dei veri capolavori: preparatevi a vivere i corridoi del museo più famoso d’Europa attraverso le tavole di Taiyo Matsumoto e vigili sguardi felini ne I Gatti del Louvre

recensione i gatti del louvre

Devo ammettere di essermi imbattuta in una storia unica nel suo genere. Non che il museo del Louvre non abbia affascinato nessuno, anzi. L’ho visitato in prima persona e posso confermare che è davvero alienante: l’atmosfera che regna all’interno di quelle sale riesce a staccarti dal resto del mondo, tutto sembra non avere tempo, i dipinti non finiscono mai, così come le grandi emozioni che suscitano.

Ero rimasta molto colpita da I Guardiani del Louvre, del maestro Jiro Taniguchi, ma Taiyo Matsumoto mi ha tenuta incollata ad ognuna delle sue tavole affiancando al fascino misterioso del museo quello enigmatico dei felini.

Cosa succede nel museo più famoso di Europa quando tutti i visitatori vanno via e scocca l’ora della chiusura? Nel silenzio di quei corridoi maestosi e nel buio di quelle sale immense, comincia la giornata dei suoi inquilini più piccoli e astuti, i gatti. Nella soffitta del museo risiede da generazioni una colonia felina composta da mici di ogni genere, da quelli di razza ai randagi che non hanno mai avuto un padrone.


gatti del louvre matsumoto

C’è il gatto nero con il pelo ispido e dal carattere schivo, la micia multicolore che si vende per un nonnulla e Barbablù, il capobranco con un’affascinante cicatrice sull’occhio. Tutti esserini con una storia alle spalle che li ha segnati per sempre. Ma non è tutto, con la luce della luna questi felini prendono sembianze umanoidi ed escono dalla loro soffitta per esplorare il mondo esterno. Giocano nei parchi deserti e si rincorrono del buio, pronti a rientrare al minimo segnale di pericolo. Tutti tranne uno.

Fiocco di neve, un gattino che in sei anni non è cresciuto e non si è adattato alla vita del branco. Il suo pelo bianco come la neve e i suoi occhi dal colore differente, uno giallo e uno azzurro, non passano certo inosservati. Ma lui vive dei suoi sogni e delle numerose scappatelle notturne. Nessuno sa dove sparisca né quando tornerà. Non sembra appartenere a questo mondo, tanto che non è quasi toccato dalla morte e dalla scomparsa di qualche compagno.

In questi gatti antropomorfi così ben delineati, rivediamo dinamiche logiche che appartengono alla nostra vita. Così se c’è Fiocco di Neve che vive come l’eterno bambino, nel branco conosciamo anche la sua nemesi, Saracco. Un gatto nero dall’aspetto molto più adulto, del tutto più disilluso e realista perché ha vissuto sulla sua pelle la spietatezza di cui è capace l’uomo.

gatti del louvre tavola

Oltre l’immensa soffitta in cui vivono questi felini, cresciuti e curati da alcuni guardiani del Louvre, ci sono altri misteri narrati tra le guide e i restauratori di quei tesori. La vita di Cécile, una guida turistica piuttosto annoiata per la sua vita monotona, si incrocia con quella di Marcel, il più anziano dei custodi del museo. Con loro scopriamo l’esistenza di qualcuno in grado di sentire i quadri parlare. Alcuni dipinti riescono a suscitare un’attenzione particolare, come se generassero dei veri e propri richiami. Proprio per seguire queste voci, è sparita una bimba tanti anni fa: da oltre 50 anni della sua grazia e delle sue risate non si sa più nulla.

Atmosfera bohémien e tanti misteri accompagnano questa storia che sembra quasi una leggenda di corridoio. Sfogliando le pagine si ha la sensazione d’immergersi per le strade di Parigi, sentire l’odore del freddo inverno e respirare l’arte racchiusa nelle mura del museo. I disegni e i colori del maestro Matsumoto ci fanno vivere una favola surreale dai toni pungenti. È una storia carica di ricordi e solitudine, di gioco e innocente fantasia, di vita che rinasce ma anche di morte. Lo sguardo di ogni singolo gatto, racconta uno spicchio di vita e ci arriva dritto al petto.

cecile gatti del louvre

Il talento di questo artista è davvero raro e ineguagliabile, con quest’opera ha creato un piccolo capolavoro con nuove sfumature. Le pagine incantano proprio come dei piccoli dipinti, Matsumoto è riuscito a giocare con l’arte e a raccontarla tramite gli ospiti che da sempre la vivono.

Il mondo dell’arte e quello felino, così apparentemente diversi e inconciliabili tra loro, creano un’integrità inattaccabile. La bellezza felina racconta l’arte e l’arte esalta il fascino felino.

È così che eleganza e raffinatezza appartengono ad ogni singola tavola, tutte curate nel minimo dettaglio e tutte differenti.

Lo stile privo di convenzioni ha sempre caratterizzato le opere del Sensei, la sua prima opera pubblicata in Italia fu Tekkonkrinkreet, sempre grazie a J-Pop. La stessa casa editrice ha pubblicato Gogo Monster e la serializzazione di Sunny. Mentre l’edizione di Ping Pong è stata curata da 001 Edizioni.

Sicuramente dopo la morte del compianto Taniguchi, i suoi fan possono lasciarsi travolgere dal magnetismo delle storie e dei disegni di Matsumoto. Anche lui strettamente legato al fascino dell’Europa, la racconta attraverso storie disegnate con uno stile simile al fumetto francese con tratti occidentali.

 

 

 

Abbiamo parlato di

I Gatti del Louvre – vol. 1 e 2

I Gatti del Louvre -  vol. 1 e 2
Autore: Taiyo Matsumoto
Formato: 24 x 16,7; Cartonato; 200 pagine a colori
Volumi: 2 – serie completa
Prezzo: 20 euro cad.
Editore: J-Pop Manga
Voto: 9

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Saki

Cuore giapponese in un corpo italiano, leggo manga dalla più tenera età e sogno ancora di cavalcare Falcor! Curiosa fino allo sfinimento, sono pronta a parlarvi delle mie scoperte!

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