Goodbye, Eri – Quando realtà e finzione si incontrano

L’ultima fatica di Tatsuki Fujimoto è approdata in Italia grazie a Star Comics. Ecco la nostra recensione no spoiler di Goodbye, Eri

recensione goodbye eri

 

Partendo dal fatto che mai come in questa recensione penso non esista un giudizio giusto, io rappresenterei Goodbye, Eri come un coraggioso salto tra finzione e realtà in cui il mangaka Tatsuki Fujimoto (Fire Punch, Chainsaw Man) esplora la sua creatività in modo suggestivo. Ma qui la prima differenza con i lavori precedenti: Fujimoto appare decisamente più consapevole dei propri limiti e soprattutto delle proprie capacità, le cui potenzialità apparivano evidenti già nelle precedenti opere. Decide quindi di giocare con essi, sperimentando sui propri confini.

Star Comics ha pubblicato il volume unico Goodbye, Eri, opera pubblicata originariamente su «Shonen Jump+» nel 2022, dove è stata letta oltre due milioni di volte nell’arco di ventiquattro ore.

La trama sin dai primi istanti centra il focus sul concetto di perdita, trasposto in questo volume attraverso uno stile artistico che verte su pagine da quattro vignette, in cui ciascuna  pone come guida il punto di vista del lettore che si immedesima totalmente nella scena. Il protagonista Yuta, infatti, inizia a filmare la sua vita quotidiana come promessa alla madre che, gravemente malata, richiede al figlio di registrare ogni istante delle sue ultime settimane di vita per avere così un bel ricordo da poter guardare dopo la sua morte.

Goodbye,Eri: quando realtà e finzione si incontrano

 

La storia grazie a questa atmosfera riesce a coinvolgere immediatamente il lettore che si trova dunque immerso in una storia suggestiva. Il tutto è accompagnato nei primi capitoli da una serie di disegni minimali, messi appositamente per regalare semplici ma personalmente apprezzati frammenti di pura realtà.

Man mano che la storia scorre si repira un’aria decisamente più triste e il lettore è chiamato a interfacciarsi rapidamente con la situazione sempre più grave della madre e con la crescente attenzione dedicatale dal figlio che, superando le cento e passa ore di filmati, decide di esaudire appieno il desiderio della mamma sacrificando tra l’altro il suo rendimento scolastico.

Dal triste le pagine assumono una connotazione sempre più cupa e imprevedibile (con la seconda che rientra da sempre tra i punti di forza del mangaka). Il lettore scopre che il filmato presente nelle prime pagine non era in tempo reale, bensì si trattava di un video mostrato davanti a tutta la scuola, in un secondo momento, a pellicola conclusa.

I video mostrano gli ultimi istanti particolarmente macabri di vita della madre di Yuta: anche se il tutto non è reale ma frutto di un lavoro grafico, la scena mostra l’esplosione  dell’ ospedale dove era in cura la donna.

I disegni appaiono costantemente sfocati e contribuiscono a creare angoscia crescente in chi legge. Fujimoto crea all’improvviso una narrazione coerentemente disorientante su più piani: il lettore è inquietato dalla svolta della trama e, a questo senso di spaesamento narrativo, si aggiunge quello stilistico che accompagna perfettamente l’azione con una tecnica ingegnosamente inedita.

Dopo aver mostrato il video e creato sgomento tra i compagni, di cui vengono riportati i commenti critici di ognuno, il protagonista prende la decisione di suicidarsi e lo comunica nella stessa maniera in cui ha vissuto gli ultimi tre anni: tramite una telecamera. Il luogo del suicidio viene stabilito: Yuta ha intenzione di buttarsi dal tetto dello stesso ospedale dove la madre era stata ricoverata. I suoi piani verranno però fermati dall’incontro con una ragazza, Eri, sulla quale poco a poco graviterà l’intera storia.

La ragazza si mostrerà sin da subito interessata al nostro protagonista e a lui si presenterà come una fan del suo “film”, criticandone però per il potenziale cinematografico evidente ma inespresso. Da questo incontro nascerà un bel rapporto tra i due con Eri che prima convincerà il ragazzo a non togliersi la vita e poi lo prenderà sotto la propria ala protettiva con l’obiettivo di migliorarlo come regista. I due inizieranno quindi un vero e proprio corso di cinema in cui ogni pomeriggio a casa della ragazza si ritroveranno a passare tante ore insieme impegnati a vedere e analizzare minuziosamente film. Scopo finale del corso è quello di creare un nuovo filmato da mostrare alla scuola per far ricredere chi si è mostrato così critico in precedenza.

 

Mai come in questa opera è possibile trovare un filo che unisce vari elementi volti a  lodare i grandi capolavori che hanno fatto la storia del cinema. Fujimoto crea un costante viaggio tra finzione e realtà proclamando ancora una volta l’amore per la settima arte e usando Yuta  come un perfetto passaparola. Enigmatico, riflessivo, coraggiosamente fantasioso, non è infatti difficile vedere un pizzico di autobiografico nel protagonista di Goodbye, Eri che, come Fujimoto , non ha mai avuto paura di trovarsi fuori dal coro.

Che sia merito della conflittualità che si respira per tutta l’opera o dei disegni psichedelici che inquietano intrigando (e viceversa), ma l’ultima fatica di Fujimoto, nonostante la maturazione artistica ancora non espressa nella sua totalità, è una di quelle letture che nel 2023 è bene fare.

 

Goodbye, Eri

Goodbye, Eri

Anno: 2023
Autore: Tatsuki Fujimoto
Formato: 11.5x17.5, 208 pagine, b/n, brossurato con sovraccoperta
Editore: Star Comics
Dove trovarlo: Fumetterie, librerie, store online
Prezzo: € 10.90
Voto:

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