Cable: Grossi Calibri – Le avventure del giovane Nathan Summers

In attesa del primo grande evento mutante dell’era Hickman, Cable vol 1 –  Grossi Calibri è la giusta lettura in cui immergersi. Il giovane Cable trova il suo posto su Krakoa con un’avventura divertente da leggere tutta d’un fiato, tra cavalieri spaziali, bambini scomparsi e vecchie conoscenze che fanno la loro ricomparsa.  E alla fine arriva la Luce di Galador, la nuova spada di Nathan, destinata ad avere un ruolo centrale in X of Sword!

recensione cable grossi calibri

Tra i prologhi di X of Sword, primo maxi evento delle testate mutanti Marvel dal rilancio ad opera di Jonathan Hickman che porta il nome di Dawn of X, Cable – Grossi Calibri è sicuramente uno dei più interessanti. Uscito all’inizio di dicembre, il volume brossurato edito da Panini Comics, che contiene la serie scritta da Gerry Duggan (Guardian of the Galaxy, Deadpool, Marauders) e Phil Noto (X-23, Inumani: Re in eterno), riprende le vicende della versione di Cable più giovane e guascona, che ha recentemente rimpiazzato nella comunità mutante (non senza qualche malumore) quella anziana e nerboruta, che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni ed è stata portata sul grande schermo da Josh Brolin in Deadpool 2.

Cable è un guerriero mutante la cui storia è legata a doppio filo ai paradossi temporali: figlio di Ciclope e Madelyne Pryor (un clone di Jean Grey frutto delle macchinazione di Sinistro), Cable (al secolo Nathan Summers), si trova appena in fasce ad essere al centro di una lotta tra Sinistro e Apocalisse, finendo per essere infettato da un virus tecnorganico, per salvarlo dal quale suo padre prende la sofferta decisione di inviarlo nel futuro. Cresciuto da una sacerdotessa Askani, Nathan impara a convivere col virus dentro di lui, tenendolo a bada con i suoi poteri telepatici e telecinetici, al prezzo di un ridimensionamento della loro portata. Con un braccio sinistro e parte della testa (compreso l’occhio) completamente bionici a testimoniare la sua lotta quotidiana con l’infezione, Cable si addestra per diventare un guerriero, un soldato la cui missione è fare in modo che il futuro distopico in cui è cresciuto non si realizzi. Per riuscirci Nathan torna indietro ai giorni nostri e vive moltissime avventure a cavallo tra le varie epoche, in solitaria e a capo di un team mutante da lui fondato, X-Force, fino a quando non viene ucciso dal se stesso più giovane, in quello che possiamo considerare il paradosso temporale definitivo.

All’inizio del volume, troviamo il giovane Cable a Krakoa, l’isola misteriosa che i mutanti di tutto il mondo hanno eletto a propria nazione sovrana, accantonando anche le divergenze con vecchi nemici per creare una nuova società (con leggi ed una lingua proprie, nella quale si è addirittura trovato il modo di sconfiggere la morte) e si divide tra risse da bar, triangoli amorosi bollenti con le Naiadi (le giovani cloni di Emma Frost che lei considera come figlie) e le visita alla residenza di suo padre Scott Summers, che si trova sulla Luna. Quando una giovane mutante sparisce, Nathan si mette sulle sue tracce, cominciando un’indagine che lo porterà a scontrarsi con i cavalieri del Pianeta Galador, un gruppo chiamato l’Ordine di X e addirittura Deadpool. Tra un bacio e l’altro con le sue amanti/alleate e con l’aiuto degli adulti (mentre sullo sfondo una vecchia conoscenza fa la sua ricomparsa), Cable dovrà sbrogliare la matassa di questo rapimento. E chissà che non ci guadagni anche uno spadone di un altro pianeta: d’altronde il primo crossover dell’era Hickman è alle porte e già dal titolo si capisce che le spade saranno centrali.


Di Cable e del suo mondo, Gerry Duggan è un grande fan: a testimoniarlo sta il fatto che, appena ne ha l’occasione, lo scrittore si propone per portarne avanti il mito. Sono ormai passati alla storia il suo lungo ciclo su Deadpool (personaggio il cui destino è legato a doppio filo con quello di Nathan), durato ben sette anni e la sua run di Uncanny Avengers, in cui proprio Il guerriero del futuro e il mercenario chiacchierone hanno avuto un ruolo fondamentale. Se si considera anche che Duggan è una delle colonne portanti del rilancio delle X testate ideato da Jonathan Hickman, con il suo originale e avvincente Marauders, va da sé che non fosse possibile trovare uno scrittore migliore per le avventure soliste di Cable.

E Duggan non tradisce le attese: con una storia frizzante, tutta azione e dialoghi taglienti, con rapidi capovolgimenti di fronte e colpi di scena inaspettati, lo scrittore newyorkese, restituisce una versione del Cable adolescente diversa da quelle viste in precedenza, con un personaggio finalmente più consapevole di sé. Con la spavalderia e l’incoscienza di un teenager che sta diventando uomo, Cable è deciso a trovare il suo posto nel nuovo mondo mutante e allo stesso tempo, dalla sua prospettiva, scopriamo nuovi aspetti di Krakoa. Ma la carne al fuoco è tanta e ci sono semi per ora solo gettati, che attendono di germogliare nel futuro, aggiungendo nuovi tasselli all’affresco mutante: dal vecchio Cable (si, non credevate mica che ci fossimo liberati di lui, vero?), ai fanatici pro mutanti (questa è una novità!) dell’Ordine di X. Ma questi sono problemi di domani: oggi le certezza di Cable è, soprattutto, La Luce di Galador, la cui storia e quella del pianeta omonimo vengono riprese da un vecchio progetto Marvel e sviluppate dallo scrittore attraverso i racconti dei Cavalieri spaziali, i cattivi di questa avventura.


Ai disegni troviamo Phil Noto, artista che conosce bene Duggan avendo guadagnato con lui la nomination agli Eisner Award per The Infinite Horizon. Il suo tratto pittorico sembra quasi seguire l’evoluzione della storia e delle ambientazioni: più sfumato all’inizio e durante lo svolgimento della vicenda, quando il giovane Nathan salta da Krakoa alle altre ambientazioni, spaziali e urbane, per portare a termine la sua indagine, e più definito nelle sequenze dedicate al vecchio Cable e nel finale, quasi a testimoniare l’acquisizione da parte del protagonista di una nuova consapevolezza. Certo è che le figure del disegnatore, dettagliate e realistiche, e i volti, capaci di cogliere un ampio spettro di sfumature espressive, riempiono le vignette e rendono ben chiara (anche se un po’ statica) l’azione, relegando gli sfondi alle splash page, di grande impatto. Le colorazioni impostate sulle tonalità calde completano i disegni e donano all’opera la giusta forza espressiva.


Cable – Grossi Calibri è quindi una lettura divertente e appassionante, ideale per chi vuole avere un gustoso antipasto in vista della portata principale di X of Sword, evento che si annuncia davvero imperdibile. Inoltre, se volete sapere chi vincerebbe in uno scontro tra Wolverine e il giovane Cable, non potete assolutamente lasciarvi scappare questo albo.

 

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Cable vol. 1 - Grossi Calibri

Cable vol. 1 - Grossi Calibri

Autori: Gerry Duggan, Phil Noto
Formato: 17x26; Brossurato
Pagine: 112, a colori
Volumi: 1 - serie in corso
Prezzo: € 13,00
Editore: Panini Comics
Voto:

Mario Aragrande

Mario Aragrande

Nato con un fumetto in mano, sono cresciuto a pane e supereroi. Mentre aspettavo che il ragno radioattivo mi mordesse, ho sviluppato un'ossessione per musica, cinema e serie TV, che tento di tenere a freno, tra le altre cose, con la mia penna. Perché da una grande passione derivano - spero - grandi recensioni.

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