Batman: La Maledizione del Cavaliere Bianco – Recensione

La grande saga ideata da Sean Murphy continua con Batman: La Maledizione del Cavaliere Bianco, una storia in cui vediamo uno dei più grandi segreti della famiglia Wayne venire a galla

recensione la maledizione del cavaliere bianco

Quest’opera è il seguito dell’acclamato Batman: Cavaliere Bianco (se volete leggere la recensione o rinfrescarvi la memoria, cliccate qui).
Jack Napier ha ristrutturato Gotham, grazie alla sua campagna sono avvenuti molti cambiamenti in città: travolto dagli eventi e non riuscendo più a tenere a bada il Joker, si è rinchiuso autonomamente all’Arkam Asylum. Ormai nel corpo di Napier vivono due identità, come dottor Jekyll e mister Hyde, ed ora è il Joker ad averne il pieno possesso.

La storia si apre con un flashback, siamo nel 1685 e vediamo un antenato dei Wayne sconfiggere Laffy Arkam che si era impossessato della Gotham Valley, ma prima di morire avverte lord Wayne: la città è maledetta oltre che infestata da demoni e la maledizione perseguiterà la sua famiglia.

Si ritorna al presente. Pensando di parlare con Napier, il direttore dell’Arkam Asylum lo accompagna nella sua vecchia cella, in un’ala del manicomio chiusa per ristrutturazione. Napier deve recuperare un oggetto di fondamentale importanza che svelerà il più grande e oscuro segreto di Gotham. Ma è il Joker a parlare, Napier non c’è più; così pugnala il direttore e scappa via.

Nel frattempo Bruce si reca nella stanza di Alfred, il suo biglietto d’addio dettava:

Controlla la tavola smossa della mia stanza. Vi troverai qualcosa che sei ormai pronto a vedere.

E in effetti troverà uno scrigno che custodisce un diario datato 1600, del primo fondatore di Gotham e capostipite della famiglia, Lord Wayne.

Quando scopre che il Joker è scappato, si reca subito ad Arkham ad interrogare il direttore e dietro la sua vecchia cella scopre un passaggio segreto. Lo porterà in un pozzo, dentro cui trova incisa una scritta col sangue orami cancellata e i resti di un uomo. Inizia la caccia, Batman vuole come sempre continuare ad agire da solo: dopo aver rivelato la sua identità a Gordon, ha deciso di rivelarla presto a tutta Gotham. Ha dovuto ingoiare un boccone piuttosto amaro, Napier aveva ragione, poteva dare le sue ricchezze per aiutare il GCPD a migliorarsi, poteva fare di meglio, avrebbe dovuto capire quanto marcio e corruzione ci fosse nella sua cerchia.
La decisione è presa, Batman, presto, non ci sarà più.

Intanto, nella cappella di Saint Jerome nella città vecchia, un ex miliare malato di cancro riceve una visita inaspettata: È il Joker. Gli dice che è lui, Azrael, il legittimo sovrano di Gotham, per sette generazioni si sono serviti del suo status e della sua terra, è giunto il momento di rivendicare ciò che gli spetta di diritto.

I risultati delle analisi delle ossa rinvenute ad Arkham affermano che sono vecchie di tre secoli, esattamente come lo scrigno contente il diario di Lord Wayne ritrovato in camera di Alfred, potrebbero essere di Laffy Arkham, il generale inglese che controllava Gotham Valley nel 1600 e che la leggenda narra fosse un vampiro.

Laffy Arkham giù nel bosco,
mangia bimbi nel buio bosco…
…sotto la luna color sangue,
ove l’onda mai non langue.

La pagina del diario di Lord Wayne riporta che quest’ultimo a causa di un’incomprensione venne arrestato. A liberarlo giunse un prete Bakkar, che lo porterà nel nuovo mondo, dove ad attenderlo ci sarà la sua eredità. Bakkar fu un prete guerriero di origini Persiane, con una lunga storia familiare alle spalle che voleva liberare Gotham dai demoni, in primis Lafayette Arkham, che la gente comune credette fosse un vampiro. Ha assoldato Wayne perchè aveva bisogno di un erede diretto che i britannici sarebbero stati obbligati a risconoscere come legittimo signore di Gotham, qualcuno di forte e coraggioso. In cambio del suo aiuto, gli chiese di dividere con lui le terre di Gotham…

 

Mentre Bruce legge il diario, viene interrotto da una certa Ruth, la creatrice del fondo per la ricostruzine post-batman e amministratore del patrimonio dei cittadini più abbienti di Gotham.
È convinta che se egli rivelerà la verità su Batman, tutto andrà in malora, non solo lui verrà accusato di terrorismo e incarcerato per un bel pò di anni, ma molte persone perderanno il lavoro.
Il crimine e la povertà aumenteranno e la sua fortuna verà dilapidatata per le cause, nonchè il corpo di polizia e chiunque abbia collaborato con lui verrà accusato di complicità.
E’ meglio per tutti che lui continui ad essere Batman.
Intanto nell’ombra, Ruth assolda Azrael per uccidere Batman e farlo diventare il nuovo vigilante.

Batman si reca all’unica persona che pensa possa far tornare Napier, Harley Quinn, ma ormai neanche lei ha potere su di lui.

Gordon, Barbara e il GDPC vengono presi di mira da Azrael, le sorti dello scontro sono devastanti.

La storia prosegue nel lungo viaggio di Batman alla scoperta della sconvolgete verità che potrebbe spezzare per sempre le ali del nostro pipistrello.

Batman e Harley si avvicineranno sempre di più, mentre il Joker e Napier continueranno a combattere contendendosi la supremazia mentale nel corpo condiviso.

Azrael sconvolgerà ancora di più Gotham, rivelandosi un nemico vecchio stile nonché degna nemesi di Batman.

 

Quest’opera è densa di avvenimenti, un tripudio di combattimenti, enigmi e misteri. Era necessaria per distruggere definitivamente la figura di Batman e il suo essere.
Se la storia precedente era un’analisi psicologica di tutti i personaggi, questa ha uno stile molto più “Batmaniano”: combattere un nemico per trovare se stessi.
Mi sorprende sempre più l’evoluzione della figura di Harley e del suo rapporto con Bruce, sempre più intimo e profondo.

Anche qui le tavole, i colori, le espressioni, tutto, è impeccabile e armonioso.

 

Batman: La Maledizione del Cavaliere Bianco

Batman: La Maledizione del Cavaliere Bianco

Autori: Sean Gordon Murphy, Matt Hollingsworth
Formato: 17x26; Cartonato
Pagine: 264, a colori
Prezzo: € 29,00
Editore: Panini Comics
Voto:

Nissareading

Divoratrice di libri, fumetti e manga, affronta la vita un passo di libro alla volta, trovando ispirazione dai Samurai e da Batman.

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