Quando il wrestling arrivò su Baywatch


Incredibile ma vero: negli anni 90 Hulk Hogan ha fatto irruzione nel serial cult Baywatch… e ovviamente non sono mancate le botte da orbi!

Per i lettori più giovani di questa rubrica (ammesso che ce ne sia qualcuno): se vi dicessi che nel 1996 Hulk Hogan lottava con un gigante psicotico mascherato di nome Big Van Vader sulla spiaggia della serie tv Baywatch, con Pamela Anderson, David Hasselhoff e tutti gli altri “bagnini” televisivi, ci credereste? Impossibile? Beh, nei mitici anni Novanta succedeva questo ed altro, miei cari!

A quei tempi li chiamavamo telefilm e Baywatch era uno dei più popolari. Sì perché, se il periodo di permanenza dello show sugli schermi televisivi, cioè gli anni fra 1989 e il 2001, corrisponde all’epoca in cui cominciava a spuntarti qualche pelo sulla faccia, che ti piacesse o meno il genere, è impossibile che tu non abbia mai almeno “buttato un occhio” – su Italia1 nel nostro Paese – alla bomba sexy C.J. Parker (interpretata da Pamela Anderson) e all’infinita sfilza di altre bellezze che popolavano le spiagge californiane dove erano ambientate le vicende dei guardaspiaggia di Los Angeles.

1996 – Le ragazze di “Baywatch.” Da sinistra a destra: Traci Bingham, Donna D’Errico, Yasmine Bleeth, Gena Lee Nolin e Nancy Valen. (Photo By Getty Images)

Negli stessi anni, Hulk Hogan lasciava la World Wrestling Federation, federazione che lo aveva reso una star planetaria nel decennio precedente, per accasarsi all’emergente compagnia rivale, la World Championship Wrestling. Insieme a lui, avrebbero fatto la stessa scelta anche altri campioni come, fra gli altri, “Macho Man” Randy Savage. E cosa c’era di meglio che mettere insieme due fenomeni di massa come una serie che andava in onda in mezzo mondo e uno sport-spettacolo che, a partire dalla seconda metà dei Novanta, stava vivendo una seconda giovinezza?


L’episodio è il quindicesimo della sesta stagione e si intitola Bash at the Beach (in Italia denominato banalmente Scontro fra titani), dal nome di un celeberrimo evento annuale della stessa WCW. E se amate gli show televisivi di quegli anni, con pessime recitazioni, personaggi espressivi quanto un ferro da stiro e storie da soap opera in grado di suscitare le emozioni di una partita a rubamazzetto, non potrete che adorare questa puntata!

La storia inizia con Hogan, a quei tempi campione assoluto WCW, e Savage, che gli fa da spalla, in una delle tipiche attività di sostegno al testosterone del maschio californiano: la gara con le moto acquatiche. Mentre i due sfrecciano testa a testa, scambiandosi le solite spacconate («È il massimo che riesci a fare?, sparisci, ti ammazzo la famiglia», ecc.), condite dai soliti meravigliosi suoni gutturali di Macho Man, il nostro campione viene distratto da una biondona che passa di lì e, ammiccante, gli dice: «Hey Hulkster, sei veramente in gran forma!» (indubbiamente siamo nell’America degli anni Novanta). La disattenzione gli fa perdere terreno e, nel tentativo di andare a riprendere Savage, cade in acqua e viene colpito alla testa dalla moto che si ribalta. È difficile da credere ma anche The Immortal, svenuto sott’acqua, rischi la vita. Per fortuna, accorrono prontamente le sexy-bagnine che lo riportano a riva dove, dopo aver ripreso coscienza, di fronte alla visione di un gruppo di modelle in costume da bagno, Hulk fa un’originalissima affermazione: «Sono per caso in Paradiso?» (siamo decisamente nell’America degli anni Novanta). Nel frattempo, in tutto ’sto casino, Macho Man è riuscito a dire per ben due volte Yeahhh!, iniziando di fatto la corsa alla nomination per i Golden Globes del 1996.

Più tardi, Hogan si reca da C.J. per ringraziarla ma è evidente che la sua unica intenzione sia di flirtare un po’ con lei. E si presenta in abito civile, cioè con stivali da cowboy e bandana, entrambi di un blu intenso (sì, siamo meravigliosamente nell’America degli anni Novanta!). Durante la conversazione, ricordando la propria adolescenza nella locale palestra, il “Venice Boys Athletic Center”, il nostro eroe scopre che la struttura, luogo di aggregazione di tanti ragazzi che altrimenti non avrebbero alternativa alla strada, è a rischio chiusura perché l’intera area è stata recentemente acquistata da un misterioso compratore. E qui entrano finalmente in scena i cattivi.

Mentre i buoni si allenano in palestra con i ragazzi poveri e rassicurano l’anziano gestore del centro sul fatto che faranno di tutto per evitare la chiusura (e più zuccheroso di così, carie ai denti), arriva una limousine. Si apre la porta e scendono – sorpresa delle sorprese – altri lottatori. Si tratta del “Nature Boy” Ric Flair e dei suoi due scagnozzi: “Taskmaster” Kevin Sullivan, uno dei “cattivi” più grotteschi della storia del wrestling (e quindi si può intuire la sua credibilità in quel ruolo), e il già citato Big Van Vader. Dopo le solite scaramucce, con quell’espressione sadica che lo ha reso il cattivo del wrestling più amato di sempre, Flair conferma che – manco a dirlo – smantellerà la palestra e manderà via tutti.

Ed è semplicemente perfetto nell’interpretare sé stesso. Da notare come, a quei tempi, i lottatori non uscissero mai dal proprio personaggio. Tanto che Kevin Sullivan si presenta in giacca e cravatta ma con in faccia quel trucco da (ridicolo) cattivo che era solito usare sul ring. E se a questo aggiungiamo che, per tutto il tempo, accompagna le minacce proferite dal Nature Boy con delle risate degne di Muttley, il perfido cane di Dick Dastardly dei cartoni animati, anche coloro che non sono familiari col personaggio, avranno modo di inquadrarlo definitivamente. Infine c’è Vader, anche lui rigorosamente con la maschera “da lavoro”, di cui si ricorda unicamente la scena in cui prende il pallone da basket di un bambino e lo distrugge con le proprie mani, nel tentativo (miseramente fallito) di impressionare gli spettatori.

A quel punto all’Hulkster viene un’idea: una sfida No Holds Barred Winner Takes All, che in poche parole significa battersi sul ring senza esclusione di colpi, giocandosi il controllo della proprietà su cui sorge il centro sportivo. Sei un imprenditore che ha speso una fortuna per acquistare dei terreni su cui vuoi edificare delle abitazioni e uno ti dice di giocarti tutto facendo a botte. Che fai? Ovviamente accetti! Anzi, rilanci: giochiamoci tutto in due match! Vengono decisi gli accoppiamenti: Ric Flair se la vedrà con Macho Man, mentre Hulk Hogan si batterà con Big Van Vader. Kevin Sullivan, invece…beh, lui continuerà a ridere perfidamente come Muttley.

Prima dello scontro finale, però, il nostro eroe ha anche il tempo di salvare, in tandem con Pamela Anderson, un bambino che rischia di annegare. Quindi Baywatch, per pompare ancora di più gli spettatori in attesa del combattimento del secolo, gli dedica una sorta di videoclip musicale a metà fra la pubblicità di una palestra e l’allenamento di Rocky Balboa. Sulle note di American Made, la canzone di entrata sul ring di Hogan versione WCW, mentre risuona nell’etere “Ha le stesse e strisce che gli scorrono nelle vene!”, il campione e Randy Savage si allenano insieme ai ragazzi del “Venice Boys Athletic Center”. Ed è l’apoteosi, amici!

Roba forte!

Non facciamo in tempo a riprenderci dall’emozione che veniamo catapultati sul ring. Entrambi gli incontri furono realmente disputati durante il PPV annuale WCW Bash at the Beach del 1995. E nella puntata di Baywatch vengono semplicemente prese immagini dei due match ed editate con effetti audio degni di un film di Bud Spencer e Terence Hill.

Nonostante si stia incollati alla TV con il fiato sospeso in attesa di sapere come andrà a finire, per fortuna possiamo tirare un sospiro di sollievo. Macho Man si sbarazza di Ric Flair. Ma, a questo punto, i cattivi tirano fuori l’asso nella manica: l’incontro fra Vader e Hulk Hogan si disputerà all’interno di una gabbia. Come sempre, quando tutto sembra perduto e il nostro eroe è destinato a soccombere, un flusso di adrenalina lo riporta in vita. Dan Peterson urlerebbe “Hulk si gasaaaaaa”. E così, in quattro e quattr’otto, anche Big Van Vader si arrende al potere dell’Hulkamania!

Giustizia è fatta!

L’episodio – quantomeno la parte che c’interessa – si conclude con Randy Savage che strappa dalle mani di Ric Flair l’atto di proprietà dei terreni e lo consegna nuovamente all’attuale proprietario. Adesso, tutta la banda festeggia in spiaggia, mentre Hogan alza al cielo la cintura di campione, circondato dai ragazzini che ha appena salvato da un futuro in mezzo a una strada. L’ennesima impresa di un grande supereroe americano!

Qualcuno potrebbe obiettare che, solo qualche mese dopo la messa in onda negli USA di questo episodio, Hogan avrebbe fatto la mossa che avrebbe letteralmente scioccato i fan del wrestling e che avrebbe cambiato per sempre l’intero panorama di questo sport-spettacolo: cioè sarebbe diventato uno dei cattivi più odiati di sempre, fondando il New World Order, una stable composta dai peggiori ceffi. Ma adesso non importa, lasciateci sognare.



Gianluca Caporlingua



Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

Commenti