Mr. Wonderful – Il grande tradimento dell’estate del 1986

Questo racconto è dedicato alla memoria di “Mr. Wonderful” Paul Orndorff, straordinario “cattivo” del wrestling degli anni Ottanta, scomparso lo scorso 12 luglio

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Qui a Poughkeepsie, come del resto in tutto lo stato di New York, oggi fa un caldo pazzesco. D’altro canto è estate: che cosa potevamo aspettarci quando abbiamo deciso di acquistare il biglietto per venire a vedere dal vivo il nostro beniamino baffuto? Si sapeva che ci sarebbe stato da sudare in fila davanti ai cancelli del Mid-Hudson Civic Center. Poco male, adesso siamo finalmente tutti seduti e le pale dei ventilatori che girano sul soffitto portano finalmente un po’ di refrigerio.

Uno dopo l’altro, i match delle stelle del ring a cui assistiamo sono gradevoli. Poco equilibrati, forse, ma sempre spettacolari. Stasera nella card ci sono tutti: da “Macho Man” e Miss Elizabethoh yeah! – ai mercenari Nikolai Volkoff e Iron Sheik. Uno dopo l’altro, anche gli hot-dog di cui ci stiamo strafogando vanno giù che è un piacere. Ma io e Louie attendiamo il pezzo forte. La ragione per cui abbiamo speso una fortuna per stare qui a bordo ring oggi.

È il momento. Entrano per primi i “cattivi”. Certo che la televisione non rende davvero l’idea di quanto siano mastodontici King Kong Bundy e Big John Studd! Quando ci passano vicini per fare il loro ingresso sul quadrato, la sola presenza c’incute un timore mai provato prima vedendoli attraverso il tubo catodico. Non sono grandi: sono enormi! E il boooo di disapprovazione ci si strozza in gola. Mentre se ne stanno lì in attesa che entrino i “buoni”, entrambi hanno il solito sorriso arrogante stampato in faccia. Oddio… Bundy sta dicendo qualcosa rivolto proprio alla nostra sezione. Si sta avvicinando alle corde e… indica minaccioso proprio me e Louie. Smettiamo immediatamente di urlare e ci facciamo piccoli piccoli. Per fortuna si gira e torna al suo angolo. Possiamo tornare a urlargli la nostra disapprovazione.

Sul maxischermo ci fanno vedere Hulk e Orndorff pronti ad uscire dagli spogliatoi. Ma c’è maretta. Qualche settimana fa quel viscido di Adrian Adonis ha insinuato che Hogan non si comporti da vero amico con “Mr. Wonderful” e che questi sarà costretto a vivere sempre all’ombra dell’ego del campione finché farà coppia con lui. Da quel momento sono iniziati i problemi di comunicazione fra i due. Sul monitor vediamo che Hulk sta cercando di spiegarsi ma Orndorff non sembra troppo incline a metterci una pietra sopra e taglia corto: «Io sono pronto, andiamo!». Dico a Louie che spero che queste tensioni non si ripercuotano sulla loro chimica sul ring stasera.

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Suona il gong. The Fink annuncia il main event: «Sul ring ci sono già King Kong Bundy e Big John Studd con il loro manager Bobby “The Brain” Heenan… e i loro avversari – nell’arena risuonano le note di Real American e ci viene la pelle d’oca – …da Tampa, Florida, “Mr. Wonderful” Paul Orndorff…da Venice Beach, California, il campione del mondo WWF Hulk Hooogan!». Al tavolo di commento, insieme a Vince McMahon c’è persino il leggendario Bruno Sammartino. Siamo gasatissimi e in un attimo ci scordiamo il peso dell’esborso sostenuto per i biglietti!

Orndorff sembra voler dimostrare qualcosa al compagno. Insiste perché Hogan si accomodi fuori e gli faccia iniziare la contesa. Il campione acconsente e “Mr. Wonderful” viene subito alle mani con Studd: è talmente carico che, dopo qualche secondo, va già vicino allo schienamento. Il gigante, disorientato da tanta foga, dà il cinque al partner: occupatene tu. Bundy prende il comando dell’azione ma, per ben due volte di fila, lanciandosi con tutta la propria stazza sull’avversario, manca il bersaglio. Orndorff è on fire! Con una scarica di pugni manda fuori dal ring sia King Kong che Big John, per non farsi mancare nulla. Più lui si gasa, più noi urliamo. Più noi urliamo, più lui si gasa. Hulk applaude da fuori. Dopo aver fatto il proprio show, Paul gli concede il palcoscenico.

La musica, però, non cambia: Hogan si abbatte come un tornado su Studd e, senza dargli neanche il tempo di capire cosa stia succedendo, lo spedisce ancora al tappeto fuori dal quadrato. Mentre brindiamo con l’ennesima birra fresca allo spettacolo a cui stiamo assistendo, l’Hulkster, rimasto solo al centro del ring, fa le sue solite pose da superstar, chiamando l’incitamento del pubblico con la mano all’orecchio: non vi sento, rivolto, a turno, ad ognuno dei quattro lati dell’arena. Mentre rispondiamo con gioia all’appello, però, con la coda dell’occhio, Louie nota che Orndorff, nel suo angolo, colpisce violentemente le corde, visibilmente stizzito. Il protagonismo di Hogan pare avergli fatto cambiare repentinamente umore. Ahia.

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Riprende la contesa e, con i soliti sotterfugi, i “cattivi” passano al contrattacco. Bundy sbatte Hulk con forza al tappeto. Il campione dolorante prova a reagire mentre “Mr. Wonderful” si sporge dalla terza corda nel tentativo di dargli il cambio. Ma Studd irrompe sul quadrato e molla a Hogan una testata che lo catapulta sul compagno, facendo finire quest’ultimo per terra. Ormai è il caos: i due colossi, insieme contemporaneamente sul ring, stanno colpendo ripetutamente il nostro eroe. L’arbitro prova a fermarli e chiama la squalifica ma a quei due ormai interessa solo fare del male al proprio nemico. Orndorff è sofferente e si tiene la tempia su cui poco prima è stato accidentalmente colpito dal partner.

Noi, ormai fissi in piedi come chiodi, siamo un pugno di nervi. Ci sembra di sentire il dolore del nostro beniamino vittima dei colpi dei due perfidi giganti. Per fortuna, “Mr. Wonderful” si riprende ed accorre finalmente in suo aiuto liberandolo dalla morsa degli avversari.

Pericolo scampato: il lottatore baffuto è salvo e il suo compagno di coppia sembra aver superato il precedente momento di nervosismo. Anche io e Louie siamo più rilassati. Orndorff si sincera che l’Hulkster sia ancora tutto intero e lo aiuta a rimettersi in piedi. Gli alza il braccio in segno di vittoria. Evviva: il pubblico – noi compresi – si scioglie in un applauso liberatorio! Tutto è bene quel che finisce ben…ma cosa…?

Boom! Un braccio teso devastante. Non crediamo ai nostri occhi! A Louie cada dalle mani l’ennesimo hot-dog che aveva comprato un secondo prima per festeggiare il momento. “Mr. Wonderful” si è appena scagliato su Hogan. E non è finita: lo riprende da terra e lo colpisce con un micidiale piledriver. La nostra reazione, insieme al resto dell’arena, è quella di ricoprirlo di fischi ma lui scimmiotta le pose del nostro lottatore preferito e si mette sarcasticamente la mano all’orecchio per provocarci: dai, fatevi sentire adesso.

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Dal backstage arrivano alcuni wrestler per difendere l’Hulkster mentre Orndorff lascia il ring proprio insieme a quelli con cui, fino a qualche minuto prima, aveva fatto a botte: Bobby Heenan e i suoi scagnozzi. Io e Louie siamo letteralmente disgustati e questo scempio ci fa tornare in mente i soldi che abbiamo speso per venire qui stasera.

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Più tardi, sulla strada di casa, ancora arrabbiati, c’è ancora Paul Orndorff al centro dei nostri pensieri.

  • Hai visto come festeggiava insieme alla marmaglia di “cattivi” alla fine? C’era pure quel maledetto Adonis con loro!
  • Già, veramente uno schifo: mentre i “buoni” portavano il povero Hulk in infermeria, quelli lo incitavano: Wonderful! Wonderful!
  • Sai, Louie, credo che quello a cui abbiamo assistito stasera sia il più grande tradimento della storia del wrestling

Poi continuiamo a camminare in silenzio, testa bassa, senza riuscire a dire altro.

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Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

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