Michael Keaton rivela le ragioni del suo ritorno nel ruolo di Batman

Michael Keaton ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a rivestire nuovamente i panni del protettore di Gotham

Keaton - Batman

Ormai è noto ai fan di tutto il mondo: il Batman interpretato da Michael Keaton tornerà non solo nel film The Flash, ma anche in Batgirl, pellicola che la Warner Bros ha intenzione di rilasciare sulla piattaforma streaming digitale HBO Max.

Durante un’intervista ufficiale per Variety – dedicata alla pubblicizzazione della serie Dopesick, attualmente disponibile su Disney+ –  l’attore ha dichiarato: «Mi sono domandato “Come sarebbe” o “E se dovessi interpretarlo ancora?”. Ma il fatto di essermi posto queste domande perché ero curioso non significava che volessi necessariamente farlo. Per questo c’è voluto molto tempo. Non mi sono limitato a dire “Lo farò!”. Doveva essere un progetto valido e doveva esserci una buona ragione», spiegando così il perché della scelta di rivestire di nuovo i panni di Batman in un film.

Ricordiamo, infatti, che Keaton aveva recitato come il protettore di Gotham nel Batman di Tim Burton, del 1989, assieme a Jack Nicholson nei panni di Jocker, nonché in Batman Returns del 1992 (sequel alla prima pellicola di Burton).

Il Batman di Michael Keaton, però, non sarà l’unico a tornare nel film The Flash. Già da tempo, infatti, è stata ufficializzata la notizia che anche il Batman di Ben Affleck ricoprirà un ruolo nella storia, tanto che molti fan avevano implorato (e implorano tutt’ora) anche il ritorno di Christian Bale, riluttante però all’idea.

Con la Marvel e la Disney impegnate nel concetto (narrativo e commerciale) di multiverso, ora anche la DC e la Warner sembrano avere la contro-arma da fuoco. Vedremo se il risultato finale sarà altrettanto di successo.

E voi cosa ne pensate delle parole di Keaton e del suo ritorno nei panni di Batman?

Diteci la vostra nei commenti, li leggeremo come sempre.

Fonte: Variety


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Giacomo Pellegrini

Mi piacciono gli anime, i manga, il cinema, ma soprattutto gli spaghetti. A volte mi chiamano il dittatore della grammatica e della sintassi, ma giuro che non sono così violento (non sempre)

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