Il wrestling perde la voce, se n’è andato Howard Finkel

Un sentito ricordo a Howard Finkel, lo storico annunciatore del wrestling: ecco la sua storia

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Avete presente quando negli anni Ottanta e Novanta c’era un incontro per il titolo e lo sfidante batteva il detentore? Dopo il conto di tre, c’era quella voce che risuonava nell’arena e attaccava con “And neeeewwwwww…” per annunciare il nuovo campione.

Ecco, quella voce purtroppo si è spenta giovedì. All’età di 69 anni se n’è andato il mitico Howard Finkel, uno degli ultimi personaggi veramente vintage della WWF/WWE.

Howard Finkel non aveva certo le aspirazioni di Fernandello (alias Herbert Ballerina alias Luigi Luciano). No, lui non sognava affatto di fare l’usciere e l’impiego presso il New Haven Coliseum era solo temporaneo. Anzi, ben presto sarebbe diventato il trampolino di lancio per realizzare il suo sogno.

Ad un certo punto convinse il suo capo a contattare Vince McMahon Sr. per fargli tenere lì degli eventi della sua World Wide Wrestling Federation (l’antenata dell’odierna WWE). E in men che non si dica, l’usciere si fece annunciatore ufficiale degli incontri. Dapprima solo per gli show tenuti nel New Haven Coliseum e, a partire dal 1980, come impiegato a tempo pieno della federazione che, a differenza dell’altra storica voce “Mean” Gene Okerlund, non avrebbe più lasciato per il resto della sua carriera.

Nelle piccole federazioni territoriali chiunque poteva introdurre i lottatori che si sarebbero affrontati, ma per la WWF che si stava espandendo a livello nazionale serviva una voce che conferisse agli incontri l’aura del grande evento. Per questo, Vince McMahon figlio e sua moglie Linda non ebbero esitazioni e scelsero proprio The Fink come annunciatore principale.

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La sua parlata impostata e possente cominciò quindi a risuonare in tutte le arene d’America e nei principali programmi televisivi e pay-per-view della WWF in apertura e chiusura di ogni incontro: da Championship Wrestling a Superstars, da Saturday Night’s Main Event a Wrestlemania. Alzi la mano chi non si ricorda di quel signore in smoking, un po’ pelato e coi baffetti, che urlava Hulk Hoooogan! o The Ultimate Warriorrrrr! quando partiva la loro musica, mandando il pubblico in visibilio.

Come ogni buon impiegato di McMahon, anche The Fink diventa saltuariamente un personaggio delle storyline del wrestling. Per esempio, essendo uno particolarmente incline all’ironia, a Wrestlemania X accettò di buon grado di indossare un parrucchino facendosi presentare come “l’ultima creazione di Sy Sperling” (una sorta di Cesare Ragazzi americano). Ma nel wrestling c’è sempre il rischio di dover menare le mani, anche se non sei un lottatore. Di fatto, quella stessa sera, Finkel è costretto a difendersi dall’assalto verbale e fisico del prepotente manager Harvey Wippleman spingendolo a terra (per la gioia di tutti noi). Il seguente tentativo di aggressione da parte di uno dei clienti di quest’ultimo, il mastodontico Adam Bomb, per fortuna venne sventato dal provvidenziale intervento di Earthquake (o, come lo chiamava Dan Peterson, “Terremoto”).

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Nel 1993 debutta Monday Night War e Howard Finkel ne diventa ovviamente l’annunciatore ufficiale, ruolo ricoperto ininterrottamente fino al 1997. Dato che i dissapori con Wippleman non si erano esauriti a Wrestlemania, nella puntata del 9 gennaio 1995 i due si affrontarono addirittura in un match ufficiale…o qualcosa del genere. La resa dei conti, infatti, avvenne in un Tuxedo Match, cioè un incontro in cui i contendenti indossano lo smoking e vince chi lascia l’avversario in mutande. The Fink, sostenuto dai suoi nuovi amici Bushwhackers a bordo ring, riuscì infine a prendersi l’agognata rivincita sul fastidiosissimo Wippleman.

Essendo un buono per natura, nel 1999, on screen, Howard Finkel divenne facile preda di uno dei nuovi “cattivi” recentemente approdati in WWF: un certo Chris Jericho, che in breve tempo fece di The Fink il proprio personalissimo porta-borracce e lo mise addirittura contro Tony Chimel, uno dei due nuovi annunciatori (l’altra era Lilian Garcia) che avevano cominciato ad alternarsi proprio con Howard negli spettacoli della federazione. Sorprendentemente Finkel mostrò di trovarsi a suo agio anche nei panni dell’invidioso veterano che si sente minacciato dal giovane sostituto e nella puntata di Smackdown! del 2 settembre 1999 si spinse al punto di sfidare Chimel in un altro Tuxedo Match. Stavolta, però, le cose non andarono esattamente per il verso giusto e il povero Howard finì preso a mazzate dal più giovane collega che lo lasciò sul ring dolorante e in mutandoni rossi, mentre il perfido Jericho se la rideva guardando l’azione da dietro le quinte.

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Tony Chimel

 

Qualche anno dopo, siamo all’inizio del nuovo millennio, The Fink è ancora convinto che il ruolo di annunciatore ufficiale di Raw spetti a lui. Per cui se la prende anche con la collega Lilian Garcia. Ma gli va ancora peggio dell’ultima volta. Il 26 agosto, il povero Howard, ormai decisamente sovrappeso e fuori controllo, le busca anche da Lilian che lo batte in un “incontro degli abiti da sera” (che sono evidentemente il feticcio di McMahon quando ci sono di mezzo i presentatori della sua federazione) e conserva il posto di annunciatrice dello show.

La realtà è che, da tempo, il mitico ring announcer aveva deciso di diminuire i suoi impegni nel mondo del wrestling per lavorare dietro le quinte e fare – al massimo – delle apparizioni speciali ove richiesto. In tutte quelle occasioni – compresa  la meritata induzione nella Hall of Fame del 2009, quando a presentarlo fu proprio il collega “Mean” Gene Okerlund – i fan gli avrebbero dimostrato sempre grande affetto.

Uno dei più recenti highlights della sua carriera che ci piace ricordare è la sua partecipazione a Survivor Series nel 2011. Il campione in carica Albero Del Rio si faceva sempre presentare in spagnolo dal suo scagnozzo (quel Ricardo Rodriguez di Albertooooo Deeeel Riooooo). E quindi lo sfidante CM Punk decise di rispondere facendosi annunciare proprio da The Fink. La reazione del pubblico all’apparizione a sorpresa della storica voce del wrestling fu bellissima e lo fece esitare un attimo per la commozione ma l’introduzione di CM Punk fu sensazionale come da copione.

Quest’ultimo sarebbe uscito vincitore da quel match ed avrebbe cominciato un regno da campione fra i più lunghi della storia. Anche grazie alla carica che Howard Finkel gli aveva dato.

 

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Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

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