I meravigliosi anni 90 – Un matrimonio, un serpente e un becchino

Terza e ultima parte del nostro racconto dei meravigliosi anni 90 del wrestling: in questo episodio riflettori puntati sulla coppia Macho Man & Miss Elizabeth, ma anche su Jake “The Snake” Roberts e The Undertaker. Qui e Qui trovate i primi due capitoli


Un episodio così romantico come il ricongiungimento di Macho Man e Miss Elizabeth non poteva che portare ad un altro momento magico. Nonostante, nella vita reale, i due fossero sposati sin dal 1984 (e avrebbero divorziato nel 1992), negli show televisivi la cosa non era mai stata menzionata. E nel wrestling c’è una regola non scritta: se una cosa non si vede in tivù, non è mai successa. Per cui, nell’estate del’91, gli spettatori si preparavano ad assistere ad un “matrimonio” con tanto di cerimonia sul ring, prete e abito bianco.

Dopo la sconfitta a Wrestlemania VII che lo aveva obbligato al ritiro, Randy, ravvedutosi e riabilitatosi agli occhi dei fan, era tornato ad essere semplicemente “Macho Man” e aveva abbandonato scettro e corona per il microfono da commentatore televisivo, ruolo in cui si era nel frattempo riciclato non potendo più lottare. Durante una puntata di WWF Superstars, l’ormai ex wrestler chiese improvvisamente a Elizabeth di recarsi sul ring, si mise in ginocchio e sorprese la ragazza (e gli spettatori) con la fatidica domanda: vuoi sposarmi? La risposta di Liz fu semplicemente “Oh yeah!”, in un tripudio di abbracci, sorrisi e lacrime di gioia nella sezione femminile del pubblico. Il giorno prescelto per il grande evento fu il 26 agosto del 1991, in occasione dell’annuale Summerslam che ebbe luogo nel mitico Madison Square Garden di New York. Il matrimonio fu definito A Match Made in Heaven in contrapposizione all’altro grande segmento previsto per la stessa serata: A Match Made in Hell, un handicap match tre contro due.

Da una parte, il “triangolo del terrore” costituito da Sgt. Slaughter, General Adnan ed il rientrante Iron Sheik, che aveva abbandonato l’Iran per schierarsi con l’Iraq e adesso si faceva chiamare Col. Mustafa. Dall’altra, le top star della federazione: il campione Hulk Hogan e The Ultimate Warrior, che avevano entrambi un conto aperto con i supporter iracheni. Come arbitro speciale della contesa venne designato il nuovo arrivato Sid Justice, che fino a poco tempo prima aveva combattuto nella rivale World Championship Wrestling. Ancora una volta, i favoriti dei fan ebbero la meglio sulla squadra di “cattivi”, ripagandoli con la stessa moneta da loro usata in varie occasioni. Prima di chiudere il match, infatti, Hulk tirò della polvere bianca negli occhi di Slaughter, mentre Warrior si occupò di inseguire i suoi compari con una sedia fino al backstage. Dopo Summerslam, finalmente Slaughter avrebbe fatto ammenda (per la gioia del suo alter ego nella vita reale Robert Remus) abbandonando Adnan e Mustafa e chiedendo di “riavere indietro” il proprio Paese. I fan furono felici di perdonarlo.


 

Ultimate Warrior, invece, dopo il match in coppia con Hogan scomparve dalla tivù. Senza alcuna spiegazione ufficiale o anche solo il minimo accenno alla questione. Per mesi sembrò che il mondo del wrestling avesse completamente dimenticato una delle più grandi stelle del momento. Qualcuno pensava che fosse persino morto. Come abbiamo raccontato anche in questa rubrica, in seguito si sarebbe saputo che, immediatamente dopo la conclusione della contesa di Summerslam, a causa di una disputa contrattuale, il guerriero aveva ricevuto una lettera di sospensione da Vince McMahon (che non voleva privarsi del lottatore per il pay-per-view).

Tornando, invece, alla cerimonia di Savage ed Elizabeth, non è quanto accadde al matrimonio – l’unico on screen del wrestling che non sia stato interrotto/rovinato/reso un inferno da qualcuno – che vale la pena di essere raccontato. Piuttosto, la parte più interessante fu il ricevimento seguente.

Quando i novelli sposi aprirono i regali, infatti, Elizabeth ebbe una terrificante sorpresa. In uno dei pacchetti c’era un serpente. Quasi contemporaneamente, Jake “The Snake” Roberts e il suo alleato The Undertaker irruppero nella sala per rovinare la festa. Inoltre, nei mesi successivi, Jake continuò a rendersi protagonista di una serie di plateali provocazioni nei confronti di Macho Man. Il culmine fu una puntata di WWF Superstars in cui Savage fungeva da telecronista a bordo ring. Attirato sul quadrato dagli insulti di Roberts, Randy venne sopraffatto e legato alle corde. Ne seguì una delle scene più raccapriccianti e discusse della storia della World Wrestling Federation/Entertainment. Dopo aver immobilizzato il malcapitato, Jake tirò fuori dal sacco il cobra che era solito portare sul ring e gli fece mordere il bicipite di Macho Man.

L’episodio fu molto cruento e provocò una grande mobilitazione dei fan che spinsero il Presidente Jack Tunney a reintegrare Savage nel roster dei lottatori attivi e a concedergli un match contro Roberts a This Tuesday in Texas, il 3 dicembre a San Antonio. Randy ottenne la vittoria ma, subito dopo, Jake “The Snake” lo colpì subdolamente, prese persino a schiaffi Elizabeth e fu sul punto di ripetere l’orribile attacco con il cobra, fortunatamente sventato dal personale delle federazione accorso sul ring. L’odio fra i due era lontano dall’essersi esaurito.

Nel frattempo, a luglio, Ric Flair, la più grande star della federazione rivale, aveva lasciato la World Championship Wrestling per degli attriti col management e si era subito accordato con la World Wrestling Federation. Ai tempi, Flair era ancora il detentore della cintura di campione della WCW e pertanto, qualche mese dopo, in barba ai suoi vecchi datori di lavoro, cominciò a sfoggiarla durante gli show della WWF, proclamandosi “il vero Campione del Mondo”. Ric era da sempre un top heel e, di fatto, prese subito di mira Hulk Hogan, provocando la sua sconfitta e la conseguente perdita del titolo alle Survivor Series in favore dello spaventoso Undertaker che, nell’ultimo anno, si era prepotentemente fatto strada decimando i suoi avversari

Il becchino si era presentato all’appuntamento con Hogan da imbattuto, dopo aver distrutto il veterano “Superfly” Jimmy Snuka a Wrestlemania VII e aver dato inizio a quella che sarebbe diventata la leggendaria striscia di ventuno vittorie consecutive a Wrestlemania. Alle Survivor Series, Taker fu impressionante e dominò il campione come mai nessuno aveva fatto prima, conquistando – momentaneamente – l’Hulkamania e la cintura. Hulk si sarebbe ripreso il titolo sei giorni dopo a This Tuesday in Texas (ed è significativo che lo avrebbe fatto con una scorrettezza, tanto forte era l’avversario) ma ormai la minaccia dell’Undertaker pendeva inesorabile sulla WWF. Nessuno sarebbe più stato al sicuro.

 

 


 



Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

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