Hulk Hogan vs Ric Flair – Le origini di una leggendaria rivalità

Due leggende del wrestling. Una rivalità senza fine. In questo nuovo episodio di Wrestling Vintage scopriremo le origini di una lotta che forse non finirà mai: quella tra Hulk Hogan e Ric Flair

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La prima volta che le due più grandi leggende del wrestling si trovano l’uno di fronte all’altro sul ring è proprio nel mese di ottobre. Esattamente ventinove anni fa.

Nella decade degli Ottanta, Hulk Hogan è la stella indiscussa della World Wrestling Federation, che arriva anche sui nostri teleschermi. Chiunque oggi sia sulla quarantina e sia (o sia stato) un appassionato di wrestling è cresciuto a pane e Hulk Hogan (e Dan Peterson). Nel frattempo, però, in America Ric Flair si è affermato come il lottatore di punta della rivale National Wrestling Alliance (il cui cuore pulsante in seguito diventerà World Championship Wrestling). Nonostante il Nature Boy non sarebbe arrivato alla WWF prima del 1991, da noi questo nome non era del tutto sconosciuto perché, nelle sue telecronache, Dan lo nominava spesso quando faceva la lista dei più grandi wrestler dell’epoca (oppure quando raccontava di sua madre che andava a fare la spesa e incontrava il buon Ric al supermercato…).

Fino all’inizio dei Novanta, però, i due non si erano mai incrociati sul quadrato e a fan e giornalisti non rimaneva che fantasticare su come sarebbe stato un match fra loro e chi l’avrebbe spuntata. Nell’estate del 1991, però, il sogno sembra diventare realtà: Vince McMahon decide di aprire il portafogli e strappa il “ragazzo della natura” alla concorrenza. Finalmente, dopo anni di speculazioni, l’incontro più atteso si sarebbe tenuto davvero sul ring.

L’introduzione di Flair nei programmi televisivi della WWF, di fatto, è esplosiva. A causa di una disputa economica con la sua vecchia federazione, Ric non aveva restituito la cintura di campione del mondo (la straordinaria Big Gold Belt) portandosela dietro nel suo approdo alla corte di McMahon. E la prima cosa che il nostro pensa bene di fare, ovviamente, è mostrarla in tivù (anche se opportunamente pixelata dalla regia) proclamandosi “il vero campione del mondo”. Proprio nei giorni in cui, in WWF, la cintura dei pesi massimi è saldamente alla vita di Hogan.

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Gli indizi per lo scontro finale vengono disseminati nelle puntate settimanali in maniera regolare con continui riferimenti a chi abbia davvero il diritto di essere considerato il numero uno. Il tutto mentre i due, davanti alle telecamere, non compaiono mai nella stessa inquadratura e proprio questa lontananza fa aumentare a dismisura la voglia dei fan di assistere alla resa dei conti. McMahon potrebbe fare un sacco di soldi con gli acquisti del potenziale pay-per-view della contesa. E invece.

E invece il primo Hogan vs Flair non solo non viene organizzato per – che so io – un Wrestlemania ma non viene mandato in onda neanche in uno dei programmi televisivi WWF! La prima volta che i due si ritrovano di fronte è, inspiegabilmente, in un house show (cioè quegli spettacoli dal vivo non ripresi da telecamere) a Dayton, in Ohio. Il Nature Boy ne esce vittorioso per conteggio fuori dal ring dell’Hulkster senza che il mondo se ne accorga.

E così avviene ancora ed ancora, durante tutto l’autunno, in altri house show delle città in cui la federazione fa tappa con i propri eventi live. Qualcuno dice che McMahon fosse deluso dal livello dei match messi in piedi dai due veterani e dalla conseguente reazione del pubblico. Ma è una teoria che non regge se pensiamo all’incontro di cui sono protagonisti a novembre del 1991 nel mitico Madison Square Garden, una sorta di seconda casa per la WWF.

Ric-Flair-Hulk-Hogan

 

Qualche giorno prima, l’interferenza di Ric Flair aveva causato ad Hulk Hogan la perdita del titolo a vantaggio dello sfidante The Undertaker  e il nostro (o quantomeno il mio) eroe arriva all’appuntamento carico di rabbia. Gli appassionati accorsi all’“arena più famosa del mondo” per gustarsi lo spettacolo non rimangono di certo delusi. Le cronache (anche stavolta niente telecamere) narrano che ogni colpo fosse accompagnato da un boato e che, ad un certo punto, il palazzetto fosse letteralmente sul punto di esplodere. Alla fine la spunta l’Hulkster che vince per squalifica di Flair.

Se anche un house show può diventare epico con due leggende del genere sullo stesso ring, immaginate come sarebbe stato sul palcoscenico di Wrestlemania

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Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

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