All hail the King – “Hacksaw” Jim Duggan, il sovrano con la spranga di legno


Oggi per la nostra rubrica Wrestling Vintage parleremo di uno dei campioni più amati di sempre: “Hacksaw” Jim Duggan

wrestling vintage Hacksaw Jim Duggan

C’è chi colleziona opere d’arte e chi colleziona vecchie registrazioni degli show di wrestling che andavano in onda sulla tv italiana negli anni Ottanta e Novanta. Ecco, io apprezzo molto le prime ma, principalmente per questioni di budget, mi dedico a collezionare solo le seconde. E poi, in un certo senso, si potrebbe dire che anche queste trasmissioni vintage sono delle piccole opere d’arte, per noi amanti del genere.

Recentemente “ho messo le mani” (i collezionisti d’arte a volte dicono così) su alcune puntate del 1988 e del 1989, in cui – fra gli altri – ci sono alcuni match di uno dei personaggi più amati di sempre dai fan di tutto il mondo: “Hacksaw” Jim Duggan. Per quei pochi che non lo ricordassero dal nome: Hacksaw era quel matto con capelli lunghi e barba che portava sempre sul ring una spranga di legno (che lui chiamava Two by Four, rifacendosi, in sostanza, alle misure del corpo contundente) e la bandiera americana, urlando ohhhhh e USA! USA! USA! come se non ci fosse un domani. Il classico patriota a stelle e strisce che oggi, con occhio adulto più critico, forse considereremmo un esempio, a tratti, persino irritante di quello stereotipo americano del “bene” a prescindere in contrapposizione al “male” assoluto rappresentato da chi non era allineato alla politica statunitense. Ma negli anni Ottanta “tirava” come non mai e tutti, anche al di qua dell’oceano, adoravamo il buon vecchio Jim e la sua causa patriottica. Tanto che anche oggi, seppur con meno trasporto per la sua “missione”, continuiamo a riservare al suo personaggio un posto speciale del nostro cuore.

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Al college, Duggan era un promettente giocatore di football e, se non fosse stato per vari infortuni alle ginocchia, avrebbe probabilmente avuto una carriera da professionista in NFL. Dotato fisicamente ed atleticamente, quindi, il business del wrestling gli spalancò le porte e ne fece una star internazionale.


Dopo gli inizi in Texas e in Georgia, la chiamata della World Wrestling Federation arrivò nel gennaio del 1987 e, solo un anno dopo, Hacksaw divenne il vincitore della prima Royal Rumble della storia, disputatasi il 24 gennaio del 1988 a Hamilton, Ontario, in Canada. Nel frattempo, Duggan aveva avuto a che fare con alcuni dei pezzi grossi (in tutti i sensi) della federazione. Uno di loro era stato nientepopodimeno che Andre The Giant.

Lo scazzo fra i due era iniziato a causa dell’interferenza di Andre che aveva provocato la sconfitta di Hacksaw contro “Million Dollar Man” Ted DiBiase, in uno dei match del torneo per il titolo assoluto che si tenne a WrestleMania IV. Questo aveva portato a una serie di incontri fra il gigante e il nostro beniamino e, soprattutto, ad un’accesa rivalità che si spinse anche oltre le contese uno contro l’altro. Per esempio, di recente, come dicevo, ho rivisto il match di Saturday Night’s Main Event del 30 aprile 1988. Sul ring, da una parte Duggan, dall’altra il muscoloso Hercules. Al commento, come al solito, il grande Dan Peterson che, ai tempi, spesso raccontava l’azione tenendo in cuffia l’audio originale dei telecronisti americani Vince McMahon e Jesse Ventura (e in questo video anche noi li sentiamo distintamente in sottofondo). In quel periodo, dopo Hulk Hogan (momentaneamente assente), Hacksaw era fra i principali babyface della WWF, mentre Hercules, accompagnato a bordo ring dal manager Bobby “The Brain” Heenan e da Andre The Giant, faceva la parte del classico monster heel.

Amici sportivi, Dan prevede “un grande incontro” per il quale è impossibile fare un pronostico. Hacksaw parte fortissimo e domina Hercules in lungo e in largo. Un errore, però, permette al rivale di riprendere le redini della contesa ma Dan ci fa notare che “Hercules si è dato un po’ troppo gasamento” e, di fatto, la reazione di Duggan non tarda ad arrivare. A questo punto c’è la classica interferenza di Bobby Heenan, che è sempre fonte di grasse risate da parte del nostro Dan, tenuto a bada da Hacksaw con la minaccia di usare la spranga di legno. Ma le scorrettezze continuano e un secondo tentativo del manager provoca la squalifica e la vittoria di Jim. Ovviamente, alla festa non può mancare Andre che sale sul ring e comincia a pestare Duggan, raggiunto da Hercules e dallo stesso Heenan. La situazione diventa preoccupante. Chi potrà mai salvare un idolo delle folle come Hacksaw? Ma un altro idolo delle folle, ca va sans dire! Sul ring si precipita The Ultimate Warrior che salva il suo amico e, insieme a lui, fa piazza pulita dei cattivi. E il me stesso del 1988 è decisamente rincuorato e soddisfatto.

Durante la sua carriera in WWF, Hacksaw non riuscì mai a vincere una cintura di campione ma ottenne comunque dei prestigiosissimi successi: la già citata vittoria della prima Rumble, per esempio, oppure la corona di “Re del Ring”, ottenuta nel 1989. Nella seconda parte del 1987, Duggan aveva iniziato una rivalità con Harley Race che, dopo aver vinto il torneo King of the Ring nel 1986, si fregiava del titolo di Re e saliva sul ring indossando corona e mantello. I due si erano scontrati più volte nel corso dei mesi seguenti ma un infortunio aveva messo Race fuori dai giochi e lo aveva costretto ad “abdicare”. Grazie ai soliti magheggi di Bobby Heenan, lo scettro passò nelle mani di un altro suo assistito: Haku. Ma ben presto, suo malgrado, il nuovo sovrano si trovò a dover riprendere il discorso con Hacksaw, che il suo predecessore aveva lasciato a metà. La puntata di WWF Superstars del 13 maggio 1989 fu il teatro della resa dei conti.

Rivedendo le immagini dell’epoca, più che all’oggetto del contendere, cioè la corona e il titolo di King of the WWF, durante la sua telecronaca del match, Dan Peterson sembra maggiormente interessato allo spettacolo nello spettacolo, rappresentato da Heenan a bordo ring. Mentre la contesa si sviluppa sul quadrato, il perfido (e comico) manager continua a parlare, incitando il suo protetto, chiamando l’arbitro “idiota” e litigando platealmente col pubblico. Un vero e proprio maestro del genere. Alla fine, mettendo a segno il suo tipico “braccio teso”, come lo chiama Dan, Jim Duggan riesce ad avere la meglio su King Haku, strappandogli il trono di Re della federazione, nonostante il tentativo di Heenan di scappare con corona e mantello.

Da quel momento e fino all’agosto dello stesso anno, Hacksaw sarebbe stato onorato da tutti con l’appellativo di “King Duggan”. Un regno, il suo, che sarebbe stato interrotto solo dall’ingiusta sconfitta ad opera dello scorretto “Macho Man” Randy Savage (che, per questo, si sarebbe fatto chiamare “Macho King”) ma che tutti i fan avrebbero per sempre ricordato come uno dei più floridi della storia della federazione. Tanto da portare, anni dopo, all’induzione di Jim Duggan nella classe del 2011 della WWE Hall of Fame. All hail King Duggan!

 


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Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

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