Godzilla Minus One è stato solo l’inizio. Mentre ci si prepara ad accoglierne il sequel, Godzilla Minus Zero, nei cinema il prossimo novembre, Toho lascia intuire i propri piani per l’espansione dell’universo giapponese legato al lucertolone: un vero e proprio Godzilla World, sullo stile del MonsterVerse Hollywoodiano.
Il Godzilla World nei piani di Toho
La casa di produzione Toho, fondata nel 1932 e oggi parte dell’Hankyu Hanshin Toho Group, possiede in effetti il 100% della proprietà intellettuale di Godzilla, cosa che le garantisce – oltre alla fetta più grossa dei guadagni generati dal kaiju – grandissima libertà creativa.
In un’intervista rilasciata al magazine giapponese New Picks, il direttore generale di Godzilla – il ruolo in originale si chiama Chief Godzilla Officer – Keiji Ota ha anticipato alcuni dei piani in serbo per il lucertolone:
«Oltre ai film su Godzilla di Hideaki Anno (Shin Godzilla del 2016) e Takashi Yamazaki (Godzilla Minus One e il prossimo Godzilla Minus Zero), se la Toho dovesse creare dei concept originali saremmo in grado di produrre anche degli spin-off con una strategia.
Così come Legendary, che ha il proprio monsterverse, anche noi ci stiamo muovendo nella direzione del nostro Godzilla World. Se ci concentriamo sulla creazione di prodotti originali, potremmo mantenere vivo il franchise per un’altra cinquantina d’anni.»
Tradotto: il Re dei Mostri che periodicamente distrugge città, da oltre settant’anni – la sua prima apparizione è del 1954 – potrebbe andare avanti a sfasciare tutto in serie TV, anime, videogiochi e altri formati.
La flessibilità creativa di Toho permetterebbe inoltre di declinare Godzilla in molti modi differenti: come Ota stesso ha ammesso, il fatto che ci siano diverse versioni e interpretazioni del personaggio non rappresenta un problema, dal momento che potranno tutti confluire nel Godzilla World.

Godzilla – Breve storia del Re dei Mostri
Come accennato sopra, era il 1954 quando Gojira (poi Godzilla nei paesi occidentali) fece la sua prima apparizione sul grande schermo, ispirato dai ricordi ancora freschissimi sulla bomba atomica e sui test nucleari.
Hiroshima e Nagasaki erano state colpite meno di dieci anni prima; inoltre, proprio nel marzo del ’54, gli Stati Uniti avevano fatto esplodere un ordigno nucleare sull’isola di Bikini, in quella che fu chiamata operazione Castle Bravo. Il fallout nucleare non colpì solo le popolazioni residenti, ma anche i membri di un peschereccio giapponese, il Daigo Fukuryū Maru (“Lucky Dragon No. 5”), che sperimentarono una sindrome acuta da radiazioni e, in alcuni casi, morirono nel giro di pochi mesi.
L’opinione pubblica ne rimase sconvolta: in questo contesto storico e culturale Tomoyuki Tanaka, produttore di Toho, immaginò Godzilla come frutto della vendetta della natura sull’umanità, protagonista di un film affidato alla regia di Ishirō Honda.
Il franchise andò avanti per molti anni e numerosi film fino a quando, nel 2004, dopo la distribuzione di Gojira – Final Wars – film dedicato al 50esimo anniversario del kaiju – Toho annunciò una pausa di dieci anni.
Nel 2014, sulla scia del successo del reboot hollywodiano diretto da Gareth Edwards, fu annunciato Shin Godzilla, che arrivò nelle sale nel 2016 e divenne un successo sia di critica che di pubblico. Ota ha ringraziato pubblicamente Edwards per l’importanza del suo lavoro:
«Sono immensamente grato al regista Gareth Edwards per avermi fatto rendere conto di quanto Godzilla sia amato nel mondo.»
Il reboot statunitense del 2014 è anche il primo del MonsterVerse, che collega i vari film in un disegno più grande.
«Come con l’universo condiviso Marvel, sono rimasto impressionato dalla loro abilità di costruire un mondo del genere», ha dichiarato Ota.
La nascita del Godzilla World
Dopo il grande successo di Godzilla Minus One, Toho ha quindi pensato bene di seguire la strada mostrata da Hollywood con il MonsterVerse e creare un proprio Godzilla World aprendo nuovi Godzilla Stores, creando attrazioni a tema nei parchi di tutto il mondo e lanciandosi nel mondo dei videogiochi e dello streaming, per attirare il pubblico più giovane.
Per riuscirci, la casa di produzione giapponese investirà su Godzilla circa 15 miliardi di yen (80 milioni di euro, all’incirca) nei prossimi tre anni.
Secondo Ota, il Re dei Mostri continua a essere tanto amato perché risuona ancora, con la sua abilità di riflettere la società e dei problemi che sono ancora tristemente contemporanei. Forse un giorno non avremo più bisogno di lui; nel mentre, continuerà a ricordarci cosa non dobbiamo diventare, portandoci costantemente a chiederci chi siano i veri mostri.
Fonte: IGN


