Dan Peterson, WWE Velocity il sabato mattina e “Eddie Chavo” (che era Eddie Guerrero)

Dopo cinque lunghi anni di pausa, il wrestling torna sulla TV italiana: Velocity è lo show che migliaia di fan stavano aspettando, anche se il grande Dan Peterson risultava un po’ arrugginito nel racconto…

wrestling vintage chris benoit eddie guerrero

Il 31 dicembre del 1994 si spensero le luci sulle trasmissioni del wrestling nel nostro Paese. Nei mesi seguenti, i fan sperarono invano che quell’“ultima puntata” indicato sul TV Sorrisi e Canzoni  fosse solo la premessa per la classica pausa già vissuta in altre circostanze per brevi periodi. E invece niente. La pausa finì per durare cinque anni.

Poi, quasi a sorpresa, intorno alla fine di settembre del 1999, il nostro sport-spettacolo preferito tornò su Italia1. Con una novità: per la prima volta, non si trattava degli show della World Wrestling Federation ma di quelli della sua storica rivale, la World Championship Wrestling. Infatti, lo scopo delle trasmissioni era quello di pubblicizzare le nuove action figure della federazione – che ai miei tempi si chiamavano pupazzi – che Giochi Preziosi avrebbe importato in Italia. Poco male, nella WCW di quegli anni erano confluiti quasi tutti i principali lottatori che avevamo ammirato nella WWF fino al 1994: Hulk Hogan, Ric Flair, Kevin Nash (Diesel), Bret Hart, Scott Hall (Razor Ramon), fra gli altri.

Lo show della WCW si chiamava Monday Nitro ed in Italia venne trasmesso in versione ridotta da trenta minuti e con un commento dal taglio decisamente ironico. Vennero arruolati due dee-jay di Radio 101, Paolo Cavallone e Sergio Sironi, che di wrestling non sapevano assolutamente nulla, e gli venne affidato il compito di raccontare l’azione prendendo in giro gli aspetti più estremi e colorati di questa “americanata”. Parte del pubblico la prese molto male, altri ne apprezzarono la comicità. Invece a me il commento non importava più di tanto. Mi bastava che i miei beniamini fossero tornati in tivù. Al massimo avrei apprezzato che mi spiegassero meglio le storyline in corso, ma non si può avere tutto dalla vita, no?

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L’appuntamento con WCW Monday Nitro inizialmente fu doppio: sabato pomeriggio e domenica mattina, come accadeva ai tempi d’oro fra fine anni Ottanta e inizio Novanta. Poi continuò solo la domenica mattina. Poi scomparve dalla programmazione. Ecco che ci risiamo: bruciato dall’ultima volta, ero convinto che a Mediaset avessero nuovamente staccato la spina al wrestling. Invece, qualche mese dopo, la bomba. Nitro torna su Italia1 la domenica mattina con una novità al commento: il mitico Dan Peterson. Era come se qualcuno ci avesse finalmente restituito quello che ci era stato ingiustamente tolto cinque anni prima. E sentire Dan tornare a raccontare un Hulk Hogan vs Ric Flair – “un grande regalo per tutti voi, amici sportivi” – fu come vincere la Coppa del Mondo con un gol all’ultimo minuto. Una goduria.

Qualche tempo dopo, i diritti delle trasmissioni della WCW da noi vennero acquisiti dalla pay-tv Stream mentre, in America, la federazione venne definitivamente acquistata dalla concorrente WWF di Vince McMahon. E questa mossa, oltre a concludere in favore di quest’ultimo la “guerra del lunedì sera” degli ascolti televisivi a stelle e strisce, rivoluzionando l’intero mondo del wrestling (di fatto, nel settore ben presto si sarebbe cementificato un vero e proprio monopolio), diede il là a una nuova età dell’oro per gli appassionati del nostro Paese. Con il ritorno della World Wrestling Federation sui nostri schermi, vecchie e nuove generazioni di fan ricominciarono a sintonizzarsi in massa per ammirare le evoluzioni dello sport-spettacolo più folle del mondo. Tanto che, oltre alla tivù a pagamento, anche Italia1 decise di approfittare del momento di grazia portando sui nostri schermi WWE Velocity, uno show di secondo piano che serviva da contenitore per alcuni match di wrestler meno quotati del roster e per riassumere con le immagini salienti la puntata settimanale di WWE SmackDown!

wwe velocity

Pertanto, esattamente diciassette anni fa, un sabato mattina di inizio dicembre del 2002, Dan Peterson (di nuovo lui: e fu nuovamente torcida!) esordiva così: “Amici sportivi, Dan Peterson qui con voi con WWE wrestling. Dopo anni di attesa torna finalmente su Italia1 il grande wrestling americano. Noi di Italia1 offriamo nuovamente la grande opportunità di vivere l’emozione di questo unico spettacolare sport… con quattro eccezionali appuntamenti per il periodo di Natale”. (Inutile dire che i quattro appuntamenti ebbero così tanto successo che la trasmissione di Velocity divenne regolare).

Si trattava di un B-show – è vero – ma più volte, guardandolo, ebbi a pensare che se avessimo avuto un Velocity in quei cinque anni in cui noi appassionati ci ritrovammo per una selva oscura, sarebbe stato grasso che cola, come avrebbe certamente detto il sommo poeta. E poi c’era Dan che era un po’ arrugginito. Si dice che negli Ottanta e nei Novanta commentasse tenendo in cuffia l’audio americano e ne prendesse spunto per la sua telecronaca. Ma a quei tempi, almeno, era minimamente informato sui lottatori e le loro vicende. Nel 2002, invece, era evidente che Peterson fosse tornato al timone senza avere la minima idea di cosa fosse successo dal’94 fino a quel momento. E l’audio originale in cuffia non lo aiutava. Diciamo che procedeva a tentoni ma, insieme agli strafalcioni, non mancarono i momenti magici a cui ci aveva abituati un decennio prima.

Nella prima puntata, pronti via, c’è un incontro fra Albert, un uomo coperto da un tappetino di peli, e il piccoletto Crash Holly che si porta sul ring rasoio e schiuma da barba con l’intenzione di rasare l’avversario. E Dan ci regala subito un condensato dei suoi cavalli di battaglia: i commenti ironici (“Crash sembra un ragazzino un po’ scemotto, diciamo”), i dialoghi immaginari fra i wrestler (“cosa mi hai fatto qui? Forse mi manca un dente…”), le mosse italianizzate (“una spacca-schiena”), la traduzione e la spiegazione dei nomi originali delle manovre (“la mossa di Albert si chiama baldo-bomb, da bald che vuol dire calvo come lui e bomb che vuol dire bomba”) e le esclamazioni nei momenti clou (“ohò, ohò, ohò…”). Musica per le mie orecchie!

albert

Certo, non mancavano gli errori dettati da una conoscenza dell’attualità pari alla mia capacità di danzare sulle punte. In quel periodo Eddie e Chavo Guerrero erano diventati campioni di coppia con il motto di “imbrogliamo, freghiamo, rubiamo” (la vittoria) ed erano impegnati in un’accesa rivalità con Kurt Angle e Chris Benoit. Dan si ritrovò a commentare gli highlights da Smackdown! di un match fra Kurt Angle e Eddie Guerrero (che tempi meravigliosi erano quelli!) chiamando saltuariamente il primo Chris Benoit e chiamando tutto il tempo il secondo Eddie Chavo, secondo lui compagno di coppia di Eddie Guerrero (che in realtà era Chavo) a bordo ring.

Oppure attraccava nel porto più sicuro, cioè faceva riferimento ai wrestler che conosceva meglio per descrivere quelli attuali. Nella stessa puntata, per esempio, venne fatto un recap della contesa fra Brock Lesnar e Big Show che aveva portato quest’ultimo – complice il tradimento di Paul Heyman – a conquistare il titolo ai danni dell’allora giovanissimo Brock. Quest’ultimo per Dan era “veramente terrificante” e, per farci capire cosa intendesse lui per “terrificante”, specificava: “mettete Hogan e Goldberg insieme”, giusto per non sbagliare. Ma in fin dei conti come si poteva criticare uno che ti raccontava l’F5, cioè la mossa finale di Lesnar, definendola “aeroplano”, che faceva il paio con “avvitamento con schiaccia-testa” e col sempreverde “placcaggio tipo football”? Risentendo, dopo anni, queste chicche proferite con quell’accento, mi sentivo immediatamente dieci anni di meno e dimenticavo tutti gli Eddie Chavo e gli altri errori. Chissenefrega.

dan peterson

Giusto il tempo di cantare le lodi della pippa Funaki, “bravo… tecnico… come tutti i lottatori giapponesi” e dire che “se fanno un conteggio tipo pugilato vince lui”, che il suo avversario Matt Hardy eseguì la mossa vincente e si aggiudicò il main event della puntata. Anche se, per me, sin dall’inizio della puntata, ai punti il vincitore indiscusso di tutto era stato Dan Peterson.

Richieste per i doni di Natale: nel caso in cui qualcuno fosse in grado di portare indietro le lancette dell’orologio, se non fosse possibile tornare fino all’inizio degli anni Novanta, mi basterebbe tornare almeno al 2002. In alternativa mi accontento anche solo di una puntata di Velocity raccontata dal mitico Dan. Grazie.

 

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1 Comment

  • il wrestling x me e e restera’ sempre e solo quello della wwf dell’era gimmick, quello dei tempi d’oro dei primi anni 90 ,la wwf del 2002 ma direi dal 1997 in poi e solo una scadente e mediocre imitazione da 4 soldi x motivi e scelte troppo lunghe da spiegare qui, il wrestling wwf e morto nel 1996 con la fine dell’era gimmick. la robaccia venuta dopo non era piu roba x noi vecchi fan, hai ragione e finito tutto il 31 dicembre 1994..me lo ricordo bene il giorno e l’ultima puntata…e’ andata cosi puaahh!!

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