Controcorrente: a me Star Wars: Gli Ultimi Jedi non è piaciuto


Se avete letto il nostro speciale, saprete che a noi – tutto sommato – l’ottavo capitolo di Star Wars non è dispiaciuto. Ovviamente abbiamo alcune riserve, ma tendenzialmente non l’abbiamo bocciato del tutto. Diciamo solo rimandato. Oggi vogliamo ospitare sulle nostre pagine il parere di chi questo film proprio non l’ha sopportato: diamo il benvenuto sulle nostre pagine a Kinn, che a un mese esatto dall’uscita, ci teneva a dire la sua sua sul capitolo più controverso della saga. Occhio, l’articolo è pieno di spoiler

 

Ci ho messo molto a scrivere questo pezzo. Ho letto pareri più o meno autorevoli e tantissimi commenti, per cercare di farmi un’idea precisa del motivo per cui questo nuovo Guerre Stellari mi ha lasciato insoddisfatto, anche se sicuramente l’ho trovato migliore rispetto al Risveglio della forza.

Il peso maggiore che si porta dietro questo film è in effetti l’eredità del precedente, un contesto che non viene spiegato. Come ha fatto il Primo Ordine, rimasuglio dell’Impero che ormai era a pezzi e sconfitto ne Il ritorno dello Jedi a diventare così potente? E al tempo stesso, come mai i buoni, usciti vincitori, sono così pochi e deboli? In due film non ci viene data non solo nessuna risposta, ma nemmeno un appiglio. Il personaggio di Snoke è determinante in questo senso, perché sembrerebbe che è lui che ha capovolto la situazione dopo episodio VI. È il motivo per cui era necessario saperne qualcosa in più, mentre viene liquidato come se niente fosse. In pratica, al di là delle citazioni e degli ammiccamenti, non c’è il minimo rispetto per la storia raccontata prima di Episodio VII e io lo trovo imperdonabile. Se vuoi girare un seguito di Guerre Stellari non puoi prendere solo la parte che ti piace e far finta che il resto non esista, soltanto perché è più semplice scrivere un film in cui i buoni sono in difficoltà.

Anche facendo finta che non ci fosse questo enorme ed esagerato peccato originale, Episodio VIII è un film mediocre, nonostante alcuni momenti riusciti (ad esempio il combattimento tra Rey e Kylo Ren, con Snoke come terzo incomodo o il finale con Luke Skywalker). Innanzitutto è inutilmente troppo lungo: tutta la parte in cui Rose e Finn sono nel casinò ci poteva essere risparmiata, è decisamente molto brutta e inutile. Ma in generale i fatti raccontati sono pochi e si arriva nei punti chiave grazie a comportamenti sconclusionati e malintesi (a titolo di esempio, ma purtroppo il film ne è pieno: Finn e Rose che dicono tutti i piani segreti a un loschissimo – e poco in forma secondo me – Benicio Del Toro; Hamil Holdo che non spiega a Poe che c’è un piano per salvare la nave). Al di là dei riferimenti a L’impero colpisce ancora, tutto si esaurisce in: il Primo Ordine sta per catturare i ribelli e qualcuno si sacrifica per farli scappare per tre volte, senza variazioni significative.


Personalmente trovo la maggior parte dei protagonisti senza alcun carisma, a partire dall’insopportabile Finn. Il disertore, colui che si ribella al Primo Ordine. Era uno sviluppo interessantissimo, ma palesemente è stato creato solo perché serviva qualcuno che sapesse tutti gli affari dei cattivi (e anche quelli del Primo Ordine sono proprio fessi a rendere pubblici a tutti i soldati ogni informazione che possa minare la loro sicurezza). È stato sviluppato talmente male che molti tra i commentatori e recensori che ho letto hanno confessato che speravano morisse a ogni scena in cui compariva (io compreso). C’è da dire che fa a gara con Rose, che ha il comportamento più insensato di tutto il film: fregandosene del sacrificio della sorella, va a sbattere contro Finn per evitare che quest’ultimo si gettasse come un kamikaze contro la super arma dei cattivi (salvando lui ma mettendo in pericolo tutti gli altri, oltre che rischiando di morire). Poe sarà anche il miglior pilota dei ribelli, ma fa così tante idiozie che sarebbe dovuto essere messo agli arresti o addirittura fucilato dopo l’ammutinamento. Ovviamente non solo si salva sempre dalle giuste punizioni per le sue enormi minchiate, ma è sempre in prima fila per farne altre, senza conseguenze per le sue azioni. Purtroppo anche Rey, che nell’episodio VII risultava un minimo interessante, in questo film è noiosa e scontata. Mi è piaciuto molto il fatto che abbia dei genitori normali, ammesso che non ci ripensino nell’ultimo capitolo.

Durante il film ci sono due momenti a dir poco imbarazzanti: Leia che si salva nello spazio (ok, ha usato i poteri jedi, ma a livello cinematografico per come è costruita quella scena è terribile) e tutta la scenetta all’inizio con Poe che prende in giro il generale Hux. Quest’ultima in particolare mi ha infastidito parecchio perché fa parte di quello stile Disney che proprio non riesco a capire (ma nel mondo a qualcuno fanno ridere queste battute cretine?) In generale è stato criticato un po’ tutto l’umorismo presente nel film, ma secondo me c’è da fare una distinzione: una parte è caratteristico di Guerre Stellari (anche le suore aliene, per dire) ma quelle battute a cui segue il silenzio perché ci si aspetta che la gente rida o che vanno avanti per svariati secondi sono presenti anche nei cinecomic Marvel e sinceramente le trovo fuori luogo.

Siamo al secondo capitolo e qualche riflessione è permessa: il limite più grande di questa nuova trilogia è che fino ad ora non ha aggiunto nulla all’immaginario collettivo, cosa che è riuscita benissimo ai suoi predecessori (anche ai tre prequel di Lucas, con tutti i loro difetti) e che probabilmente è il vero motivo per cui questa saga è così amata. In questi nuovi film si riprendono vecchi protagonisti, ammiccando ai vecchi fan, ma mancano gli ingredienti più importanti: personaggi carismatici e appunto, lavoro sulla fantasia intesa come capacità di osare.

Probabilmente è proprio questo il punto che mi ha dato più fastidio del film: la sensazione di non dovermi confrontare con un prodotto cinematografico con una trama, una regia, un montaggio e con tutti gli altri elementi, su cui si può ragionare, ma con un brand, un marchio a cui è tolta ogni possibile autorialità. Sembra che contino gli X-wing, le spade laser e la gente mascherata indipendentemente da ciò che succede sullo schermo, se ciò che viene narrato (e come viene narrato) vale la pena di essere visto. È un processo che mi sembra stia molto a cuore alla Disney (si salvano forse i fratelli Russo dell’universo Marvel), una sorta di omologazione prepotente, dove il marketing è lo strumento principale per costruire film e tutto il resto passa in secondo piano. Basti notare il continuo avvicendarsi di registi e sceneggiatori. È evidente come Episodio VIII sia stato costruito in base alle critiche ricevute dopo il primo: Snoke non piace? Eliminato. L’elmo di Ben Solo è ridicolo? Lo cancelliamo. Giusto per fare qualche esempio palese. A me questo processo spaventa molto, perché anche se si parla d’intrattenimento e non di film d’autore, trovo rischioso il processo di appiattimento dove tutto in fin dei conti è abbastanza simile, come ad esempio le battute cretine di cui parlavo sopra. Mi sento stretto quando sento dire: “è comunque Guerre Stellari, mi ha emozionato anche se non è un granché”. Un film deve essere giudicato per quello che è, non per quello che per ognuno di noi rappresenta, altrimenti rischiamo di far valer tutto, che in un altro modo significa che niente vale davvero.

Ovviamente ci sono anche degli elementi positivi, ad esempio il tanto criticato Kylo-Ren è uno dei pochi personaggi che ho trovato moderni e la sua evoluzione è sempre più interessante. Anche tutta la parte che riguarda Mark Hamill mi è piaciuta (anche se ho rosicato tantissimo per la fine di Luke Skywalker). Purtroppo nel giudizio complessivo le cose negative pesano di più di quelle positive e mi chiedo: ma val davvero la pena vedere al cinema anche il terzo capitolo?

 

Kinn

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Kinn

Fumetti, letteratura, cinema, animazione, musica: sono capace di esprimere un'opinione (possibilmente ipercritica) su tutto senza essere esperto di niente. Visto che non mi basta parlare (male) delle cose degli altri, scrivo racconti sul blog Spazinclusi

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