Il 31 ottobre scorso, Orbit Orbit ha bucato il silenzio dello spazio profondo per arrivare fino al pubblico, nella doppia forma di fumetto (Sergio Bonelli editore) e vinile che Caparezza, suo ideatore, ha immaginato.
Il successo è stato immediato: presentato al Lucca Comics & Games 2025, il fumetto è andato esaurito nel giro di pochi giorni, mentre il disco è diventato l’album in formato fisico più venduto in Italia nel 2025 secondo la classifica FIMI/NIQ, guadagnandosi la certificazione di disco di platino.
A distanza di pochi mesi, a chiusura del panel Caparezza: il viaggio musicale e visivo di Orbit Orbit al COMICON Napoli 2026, il cantautore ha ricevuto a sorpresa il disco di platino fisico da alcuni rappresentanti della BMG Italy, etichetta che ha prodotto l’album. Un completamento ideale per un evento indimenticabile, ma anche la tappa di un viaggio tra immaginazione e realtà che trascende i limiti di carta e musica per parlare a tutti.

Caparezza: il viaggio musicale e visivo di Orbit Orbit
L’immaginazione è infatti una parte cruciale di Orbit Orbit, ma non deve assorbire tutto il resto. Come esprime il personaggio di Idea, disposto a sacrificare tutta la compagnia per raggiungere il suo scopo di avere un corpo, non tutte le idee sono sane.
«Ho voluto dire a me stesso ‘occhio, va bene realizzare le idee, ma attenzione’. L’immaginazione è importante perché esiste la realtà, ma non può e non deve sostituirsi alla realtà, perché ne è un prodotto.
Cioè, per quanto mi riguarda, è la mia frizione con la realtà a creare questo stimolo forte per l’immaginazione. Se io vivessi nell’immaginazione, sarei un danno per la realtà e per le persone che mi circondano; ci ho fatto una canzone, che si chiama Occhi della mente.
Dico sempre ‘piedi per terra, testa per aria’».

È su questa tensione costante — questa frizione, come la chiamerà più volte — che è costruito Orbit Orbit, già a partire dal titolo che rimanda a un’orbita che avvicina e allontana i corpi, ma ha comunque una traiettoria ben definita che permette loro di perdersi nello spazio.
Affascinante, poi, la parte dell’incontro che si è trasformata in viaggio sonoro: attraverso degli ascolti guidati, Caparezza ha accompagnato il pubblico nella scoperta delle citazioni e degli easter egg inseriti nei campionamenti dei brani.
Se infatti i suoi testi sono noti per essere zeppi di riferimenti e rimandi, non da meno è la sua musica.
Galaxy Express, Doctor Who, 2001: Odissea nello spazio, gli anime con i robottoni: con l’amore di un fan e l’abilità di artista, Caparezza ha “saccheggiato” sintetizzatori, ritmi, rumori, dettagli sonori che dovevano raccontare il viaggio spaziale e gli scenari fantascientifici dell’opera.

Mentre ci parla di strumenti e artisti stupefacenti, aiutando il nostro orecchio a scovare ispirazioni e somiglianze, i suoi occhi brillano di gioia.
«C’è tantissimo lavoro dietro le cose che si fanno; le citazioni non sono soltanto quelle che si trovano all’interno dei testi ed è il motivo per cui abbiamo spinto per far uscire la versione strumentale di Orbit Orbit.»
In questi mesi, infatti, Orbit Orbit si è moltiplicato: due edizioni sonore — strumentale e con voce —, un bundle con fumetto e vinile, il fumetto in edizione standard e una nuova edizione arricchita di 16 pagine con i testi delle canzoni, una prefazione, due postfazioni di Caparezza e un’intervista esclusiva raccolta da Matteo Stefanelli, che ha moderato l’incontro insieme a Betty Senatore.
La gioia che Caparezza ha negli occhi quando racconta da dove arriva la sua musica è la stessa di quando, in apertura di panel, ha ricordato il suo amore per il fumetto, aggiungendo di essere stato fan di Matteo De Longis — copertinista per il volume — prima ancora di lavorare con lui.
«Sono un fanboy dei fumettisti, perdo la grazia di Dio quando incontro un fumettista, regredisco allo stato di infante»
ha detto ridendo, e c’è da scommettere che almeno metà della sala abbia capito perfettamente di che parlasse.
