Andrea Sgaravatti, CEO di Brandon Box: «L’Uomo Tigre è solo l’inizio»

Abbiamo incontrato in esclusiva Andrea Sgaravatti, CEO di Brandon Box, la società che si sta occupando della produzione del film live action de L’Uomo Tigre, per saperne di più su questo clamoroso progetto internazionale. Che a quanto pare sarà solo l’inizio di una serie di cinecomics Made in Italy

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Abbiamo conosciuto Brandon Box lo scorso anno, quando il film di Dampyr ha ufficialmente aperto il Bonelli Cinematic Universe: un’operazione ambiziosa, che mirava a fare un qualcosa che in Italia non era mai stato fatto prima: creare un universo narrativo condiviso, sulla stregua di quanto fatto Oltreoceano da realtà come Marvel o DC. La pellicola è stata apprezzata soprattutto dai fan di vecchia data, che hanno ritrovato sul grande schermo lo stesso spirito che ha animato i primi numeri della serie a fumetti pubblicata da Sergio Bonelli Editore.

Ora, non sappiamo se Brandon Box continuerà la sua collaborazione con la casa editrice di Tex e Dylan Dog, ma una cosa è certa: continuerà ad attingere a piene mani dal mondo del fumetto.

Andrea Sgaravatti, CEO di Brandon Box, ha accettato di fare quattro chiacchiere con noi per parlare dell’annuncio più clamoroso degli ultimi tempi: un film live action dedicato all’Uomo Tigre (Tiger Mask) interamente prodotto e realizzato tra Italia e Giappone. E pare non sarà il solo adattamento che vedremo prossimamente per la sua casa di produzione…


Benvenuto su MegaNerd, Andrea. Dopo Dampyr, che sta scalando le classifiche di Netflix USA tra i film più visti, ecco l’Uomo Tigre. La vostra società è sempre più connessa con il mondo del fumetto e ora si appresta a vivere questa nuova sfida, che stavolta coinvolge un’icona globale: com’è nato questo progetto?

Grazie! Sono molto contento di essere qui ospite da voi, in questo momento così importante per noi. Dampyr ha finalmente trovato il suo pubblico, anche se voglio sottolineare come qui da noi le persone che lo hanno apprezzato siano molte di più di quanto si pensi, e soprattutto è alta la percentuale presso un target giovane, che non conosceva il fumetto. Dopo questa fantastica esperienza abbiamo iniziato a tessere rapporti con i publisher giapponesi. Abbiamo questo sogno di fare molte trasposizioni di manga, anime e videogiochi, e siamo riusciti ad interfacciarci con la Kodansha. Sul mio iphone ho una nota con le principali trasposizion che vorrei fare, l’ip e il publisher fra parentesi. Della Kodansha c’era l’Uomo Tigre… ci ho provato e incredibilmente era libero.

Come detto in apertura, uno dei grandi meriti del film di Dampyr è stato senza alcun dubbio l’assoluta fedeltà all’opera originale. Immaginiamo che – per forza di cose – non potrà essere esattamente lo stesso per l’Uomo Tigre, dunque che approccio avrete?

Si, immaginate bene. Sono passati più di 50 anni dalla sua pubblicazione originale, era il 1968! È cambiato il mondo ed è cambiato soprattutto il wrestling. Queste sono le prime due considerazioni da cui siamo partiti. La stessa Kodansha, prima di darci i diritti, ci ha chiesto di mostrare come volevamo raccontare la storia, e dove la volevamo ambientare. Siamo ancora in lavorazione, ma alcuni aspetti sono chiari: la storia sarà principalmente ambientata in Europa ai giorni nostri.

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La storia dell’Uomo Tigre è profonda, ruvida e d’ispirazione: è un eroe atipico, che insegna a lottare non soltanto in senso fisico, ma anche contro le avversità della vita. Ritroveremo questi aspetti nel film?

Assolutamente. Il DNA della storia sarà rispettato, vogliamo che i fan di vecchia data si ritrovino quando guarderanno questa trasposizione. Ci sono degli elementi imprescindibili: Tana delle Tigri, i combattimenti violenti, il fatto che Naoto si senta responsabile nei confronti degli spettatori più giovani dei suoi combattimenti e che provi a mitigare la violenza, unico elemento che lui conosce per sconfiggere gli avversari. L’arco narrativo che compie il protagonista è attuale come non mai, in questi giorni in cui giustamente si parla tanto di violenza maschile. Questo concetto non può non essere ripreso.

Quanto ci vuole, normalmente, per realizzare un progetto del genere?

Avete presente quanto tempo è passato dall’annuncio di Dampyr fino alla sua release? Ecco! Speriamo di metterci meno, ma è un film complesso e non vogliamo che la fretta possa in qualsiasi modo compromettere la qualità. Anche perché con Marco e Nicola De Angelis (i coproduttori), condividiamo l’ambizione di fare un film action di livello altissimo, così come con Diego Malara che fa parte del team di Fabula Pictures.

Una regola non scritta dei cinecomics americani è quella della trilogia: nella stra-grande maggioranza dei casi, un personaggio riceve un arco narrativo completo sviluppato su (almeno) tre film. Ovviamente i tempi sono prematuri, ma eventualmente vi sentireste di seguire questa strada?

E aggiungo che normalmente il primo è un origin story, e il secondo ed il terzo a volte sono collegati 😉 La materia la conosciamo bene, poi ovviamente la pratica è un’altra cosa. Quindi se ci stai chiedendo se abbiamo pensato all’ipotesi di fare più di un fim, o meglio di creare un contesto che ci consenta di sviluppare più di una storia, la risposta è assolutamente sì. Se mi chiedi se ci sarà più di un film, la risposta non te la so dare. Dipende da tanti fattori, in primis dalla ricezione del pubblico. La mia idea è che con i cinecomic all’inizio devi sempre avere in testa una strada che potresti seguire per un sequel o per una trilogia. Allo stesso tempo devi dimenticartene quando inizi a lavorarci, fare un all in su quel film.  Esattamente come è successo in Dampyr. Le base narrative per il sequel sono state inserite nel primo film, come avrete visto. La scena finale che si ricollega all’opening e serve a rimettere al centro il padre, Draka, vero artefice di quello che abbiamo visto. Faremo il sequel? Dipende da tante cose, sicuramente oggi noi produttori abbiamo un’idea diversa rispetto ad una settimana fa.

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Un film come l’Uomo Tigre avrà una grande eco internazionale (anche per l’ambientazione), pensate di affidare il progetto a un regista già affermato sul mercato estero o preferite una regia italiana?

Pensare ad una regia Italiana per il film che vogliamo fare è obiettivamente difficile. Non lo dico assolutamente per snobbismo, ma perché per tradizione film di questo tipo non si fanno da noi. E come regista, l’action non lo puoi improvvisare. Devi esserci cresciuto, devi avere avuto quell’ambizione visiva fin dal tuo primo corto. In Italia invece hai la sensazione che i film action vengano gestiti da action unit e da direttori della fotografia, mentre il regista si concentra sulla parte “drama”. No, non è così che abbiamo intenzione di fare Tiger Mask.

Ora stiamo dialogando con un talent anglosassone. Lo stimiamo tantissimo, sarebbe perfetto ed è molto intrigato dal progetto. Vediamo, speriamo di poter annunciare la regia nei prossimi mesi. Chiaro che oltre che talentuoso, il regista dovrà avere in qualche modo amato questa property. O innamorarsene ora, visto che in Uk e negli USA l’Uomo Tigre non ha avuto la stessa risonanza che ha avuto qui da noi.

Dal giorno dell’annuncio in rete è partito il fanta-casting, molti appassionati sognano questo o quell’attore per il ruolo del protagonista. Quando pensi potremo avere un primo sguardo al cast de L’Uomo Tigre?

Non so dirti quando, ma ti posso dire che siamo molto più avanti sul cast del protagonista, rispetto alla regia. Direi che potrebbe essere la prossima cosa che annunciamo. Un attore su cui noi, Fabula e Kodansha non abbiamo avuto il minimo dubbio.

Abbiamo detto che Brandon Box ha per sua vocazione un’attenzione particolare al fumetto e al mondo della cultura pop, dunque non ci si limiterà a Dampyr o all’Uomo Tigre. Su quali altri personaggi avete rivolto la vostra attenzione?

Siamo recentemente stati a Tokyo per incontrare tutta una serie di partner, e vi possiamo dire che abbiamo molte trattative in piedi. Un paio sono ip pazzesche, ma manca ancora un po’ a quando potremo annunciarle. Posso dirti che nel 2024 contiamo di fare un film action con Riccardo Chemello (regista di Dampyr), un film thriller high concept visionario e un action commedy. Quest’ultimo è l’adattamento di un manga. Ma veramente in questo momento abbiamo molte trattative in piedi. Inoltre pubblicheremo a brevissimo Ride with Me, il nostro primo webcomic da cui faremo un film (nel 2025). Uno young adult ambientato in un’Europa divisa in due da un enorme muro tecnologico.

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Quali sono gli obiettivi che Brandon Box si pone con queste proprietà intellettuali?

L’obiettivo è quello di raccontare ad una nuova generazione tutte le storie che per noi sono state importanti. Non vogliamo fare i “nonni”, ma pensiamo che ci sia dannatamente bisogno di modelli, e spesso tutte quelle ip portavano dei grandi messaggi. L’Uomo Tigre in questo è un esempio straordinario. Pensiamo che queste storie ripensate per un pubblico più giovane possono essere ispirazionali, così come lo sono state per noi. E questo vale anche per le ip più recenti. Stiamo lavorando anche ad adattamenti di videogiochi e anime degli anni 2000, ma ci concentriamo su quelle che abbiano qualcosa di importante da raccontare.

Grazie davvero per la disponibilità e il tempo che ci hai concesso, Andrea. In bocca al lupo a te e al team di Brandon Box per questo nuovo, incredibile viaggio che state per intraprendere.


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Mr. Kent

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Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.

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