Perché siamo tutte innamorate di Nana?

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A volte ce ne dimentichiamo per un po’, siamo prese da altro, leggiamo un’infinità di storie, guardiamo così tanti anime da far venire il mal di testa, solo nominandoli, a chi non ha la nostra stessa passione. Poi, come un fulmine a ciel sereno, ci  ricordiamo del Grande Demone Celeste. Ripensiamo a due ragazze che s’incontrano per caso su un treno diretto a Tokyo. E allora eccola lì, la maledetta nostalgia canaglia.

L’ossessione per Vivien Westwood, i Black Stones  e i Trapnest, e quel “Sai Nana”. L’amicizia, l’amore. Il dolore.

Il mondo di Nana creato da Ai Yazawa è agrodolce, malinconico e maledettamente perfetto. Diversi indizi ci hanno sempre fatto essere diffidenti su quell’happy ending tipico degli shojo. Le esistenze di due ragazze di nome Nana si sono legate alle nostre vite su un doppio piano temporale. Loro ci rendono partecipi delle loro vicende passate, ma c’è dolore vivo. E noi siamo tutte qui, in attesa di sapere come andrà a finire… se mai succederà.

È una tale frustrazione parlare di Nana che non so da dove iniziare a ragionare. Periodicamente Ai Yazawa annuncia che riprenderà a disegnare, che concluderà la storia di Nana e poi nulla di fatto.

Veniamo a noi. Perché siamo ancora tutte innamorate di Nana?

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Nessuno che abbia letto l’opera della Yazawa, visto l’anime che ne è stato tratto, ha smesso di pensarci. Nana Osaki e Nana Komatsu con le loro storie, parlano di tutte noi. Hanno impersonato un’intera generazione che scappa dalla provincia per reinventarsi, i sogni e i desideri legati a un mondo che di perfetto, ha solo la copertina. C’è la nostra paura di rimanere sole, gli uomini sbagliati, il lavoro che odiamo e quello che vorremo avere. C’è l’amicizia di due ragazze che condividono un nuovo inizio, così diverse ma in fondo uguali. Ai Yazawa racconta, con la sua peculiare delicatezza, una storia che va oltre i canoni del manga per ragazze a cui siamo state abituate. Non siamo tra i banchi di scuola ad aspettare che si sbrogli il solito triangolo amoroso.

Nella Tokyo d’inizio millennio, le due Nana sono costrette a imparare velocemente a cavarsela, a decidere se volere un figlio concepito con l’uomo sbagliato, a rincorrere il sogno di vivere di musica. Già. La musica. Quel punk goffo, modaiolo che abbiamo perdonato alla Yazawa, la rivalità tra chi scala le classifiche, l’ossessione dei fan club per le band, l’avidità delle case discografiche che spremono i loro artisti.

La storia di Nana è un susseguirsi di emozioni, senza continuare a girarci intorno. Ogni personaggio della Yazawa è ben definito, ha una storia da raccontare e le interazioni tra gli stessi, sono abilmente dirette, sia che si tratti di amicizia, sia che sia l’amore a guidare i fili di questa travagliata storia senza finale.

I punti di forza dell’universo di Nana sono diversi. Prima di tutto credo sia giusto dire che la trasposizione animata è splendida. Il materiale originale è stato trattato con i guanti e grazie alla musica dei Blast e dei Trapnest acquista un valore aggiunto. Da una parte, la voce di Nana è presa in prestito dalla cantante Anna Tsuchiya che ha un timbro roco e caldo; sembra restituire la voce rabbiosa di Nana Osaki, resa profonda dal fumo e dall’alcol costantemente presente nelle sue giornate. Dall’altra, la voce di Reira, la cantante dei Trapnest, venne affidata a Olivia Lufkin. Il suo timbro è dolcemente malinconico e calza perfettamente al mood della band, decisamente più commerciale rispetto a quello dei Blast. Altro aspetto fondamentale con cui gioca la Yazawa è la moda. Tutti i protagonisti di Nana riescono, con le loro scelte di look, a comunicare la propria personalità. Per noi alcune selezioni risultano indubbiamente troppo drastiche, oso dire pacchiane, ma i ragazzi giapponesi non conoscono mezze misure quando si tratta di moda.

E ora le cose davvero importanti. Il vero punto di forza è la capacità dell’autrice di trattare i temi prescelti senza filtro. Quasi compiendo un giro di vite completo, Ai Yazawa affronta prendendo di petto, contesti difficili, molti estremamente gravi, non risparmiandosi su nulla. Droga, prostituzione minorile, abbandono scolastico. I suoi ragazzi scappano da una casa che non li vuole, o addirittura non ne hanno una, e imparano da giovanissimi a cavarsela con le proprie forze.

Dove ci siamo lasciati? Ripercorriamo la storia e cerchiamo insieme di capire, cosa dovremo aspettarci quando verrà scritta la parola fine.

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Nana Komatsu  decide di trasferirsi a Tokyo per raggiungere il suo ragazzo, Shoji. Ad aspettarla a Tokyo ci sarà anche la sua migliore amica, Junko, con il suo fidanzato Kyosuke. Junko sarà per tutta la storia il grillo parlante di Nana, una ragazza che crede nel grande amore ma, ahimè, sceglie sempre quello sbagliato. Prima di Shoji, Nana aveva frequentato un uomo molto più grande di lei, Asano. È convinta che Shoji sia quello giusto. Peccato che Shoji la tradirà con Sachiko, una sua collega di lavoro. Scoperto il tradimento, Nana e Shoji si lasceranno.

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Nana Osaki è una ragazza rimasta sola dopo la morte della nonna. Cresciuta da quest’ultima poiché abbandonata dalla madre quando aveva appena quattro anni, lascerà la scuola dopo la falsa accusa di darsi alla prostituzione. Il suo unico amico è Nobuo (Nobu). Grazie a lui, farà la conoscenza di Yasu e Ren e di quest’ultimo si innamorerà follemente. I quattro ragazzi fonderanno i Black Stones, Nana alla voce. Per Ren e Nana sarà amore a prima vista. Insieme vivranno un’intensa storia, arrivando alla dipendenza vera e propria l’una dall’altro; sennonché Ren deciderà di trasferirsi a Tokyo per debuttare con un’altra band prossima al grande salto: i Trapnest. Passano due anni e anche Nana decide di trasferirsi a Tokyo per tentare il suo debutto come cantante professionista.

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Il destino vorrà che le due Nana prenderanno lo stesso treno diretto a Tokyo. Entrambe bisognose di una sistemazione, si rincontreranno per caso durante la ricerca di un appartamento. Le ragazze decideranno di vivere insieme, sembra quasi destino in fondo, visto il loro secondo fortuito incontro, nel leggendario ormai appartamento 707.

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Tra le nostre Nana, s’instaurerà un’amicizia profonda e sincera nonostante la loro recente conoscenza. Nana Osaki, visto il carattere della sua coinquilina, la chiamerà da subito affettuosamente Hachiko, come il mitico cagnolino.

Yasu e Nobuo raggiungeranno immediatamente Nana a Tokyo per ricomporre i Black Stones (i Blast). Ben presto si aggiungerà il bassista Shin che prenderà il posto originariamente di Ren.

Il legame tra i Blast e l’adorabile Hachiko è uno degli aspetti più belli della storia della Yazawa. I ragazzi della band si affezioneranno da subito ad Hachi, che diventerà immediatamente una loro grande sostenitrice. Hachi adora la musica, soprattutto quella dei Trapnest, ormai famosi, e per parecchio tempo verrà tenuta all’oscuro, da Nana e dagli altri, sulla storia d’amore tra la sua coinquilina e Ren. Quando Nana e Ren si rincontrano, il loro legame li travolge come se non fossero rimasti separati per due anni.

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Hachiko, tra tutti i componenti dei Trapnest, ha un debole per Takumi la cui fama di donnaiolo lo precede. Dopo la fine della storia con Shoji, ii due iniziano ad andare a letto insieme e la cadenza dei loro incontri sarà diretta dalle voglie di Takumi.

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Questo modo bieco di comportarsi fa soffrire molto Hachiko, che deciderà d’interrompere bruscamente questa relazione malsana, scoprendosi nel frattempo innamorata di Nobuo, che da tempo lo è a sua volta di Hachiko. Il destino è beffardo si sa, e Hachiko scopre di essere incinta. Non sa con certezza di chi sia il figlio che porta in grembo. Fatto sta che Takumi, scoperta la gravidanza, riuscirà a imporsi nella sua vita, deciderà di prendersi cura di lei e del bambino, allontanando Nobuo dalla vita della donna che reputa di sua proprietà.

Questi eventi non sono i soli a guidare la storia. La vita di ogni personaggio di Nana è una sorta di microcosmo che s’inserisce nell’universo delle due protagoniste.

I Blast debuttano; i Trapnest sono all’apice del successo. Nana e Hachiko si allontanano soprattutto a causa della gravidanza di Hachi. Nana detesta Takumi e passa progressivamente meno tempo nel loro appartamento per evitare di incontrarlo. E infine, sarà Hachi a lasciare la loro casa per trasferirsi in un posto dove poter vivere con Takumi. Le due ragazze soffrono la reciproca distanza, poichè il loro legame è quanto di più importante hanno per affrontare il susseguirsi degli eventi e le decisioni che dovranno prendere.

Passiamo esclusivamente al manga perché l’anime soffre l’interruzione molto prima degli eventi verso il capitolo finale. Nobuo inizia una relazione con Asami, un’attrice di film hard, ma non smetterà mai di pensare ad Hachiko. Anche Yasu (non ne ho praticamente parlato di Yasu, ma è il personaggio che in assoluto preferisco, ed è il vero regista di tutta la storia) inizierà una relazione con Miu, un’attrice che lavora per la stessa casa di produzione dei Blast. Shin avrà una relazione amorosa con Reira che tuttavia lei sarà costretta a troncare per tutelare la sua figura professionale di cantante. Poco prima dell’inizio del primo tour ufficiale dei Blast, Shin viene arrestato per uso di sostanze stupefacenti. Dopo una breve permanenza in carcere si ricongiunge con la band. Reira che come ho appena detto ha avuto una relazione clandestina con Shin, in realtà è innamorata segretamente di Takumi da sempre. Cederanno entrambi alla passione, nonostante tutte le possibili implicazioni.

E ora arriviamo a Ren. Partendo dal grande amore di Nana, procederemo a briglia sciolta verso la fine di quanto ci è dato sapere finora, cercando di capire cosa ci dobbiamo aspettare. Ren inizia a fare uso di Hashish e cocaina. Le sue abitudini lo portano a vivere gravi crisi e a fare i conti con il biasimo di Takumi che sa essere spietato anche quando il suo intento è aiutare un amico. Ren e Nana, che chi ha letto il manga sa che nel frattempo si sono “sposati”, non si vedono da molto tempo: quasi violentandosi a vicenda infatti, decidono di non vedersi, ognuno dedicandosi al proprio lavoro. Tuttavia la loro sofferenza è quasi tangibile, grazie alla Yazawa. Prendiamo in considerazione uno degli eventi principali. Nana sta per compiere ventuno anni. Hachiko telefona a Ren per convincerlo a raggiungere Nana per il suo compleanno. Tuttavia Ren vuole prima andare a riprendere Reira che nel frattempo, vive una delle sue innumerevoli crisi esistenziali convincendosi di non voler più cantare.

Ed eccoci qui.

I flashforward utilizzati per lo scorrere della storia, non ci fanno vedere Nana Osaki. Quanti temono il peggio per questa scelta di regia della Yazawa? Non posso raccontare a me stessa fandonie, ho pensato che Nana Osaki fosse morta. Fortunatamente, grazie agli ultimi capitoli, vediamo Nana cantare a Londra, capelli lunghi e fede al dito.

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Chiaramente Hachi e i Blast non hanno notizie di lei da parecchio tempo, però eccola. Bellissima come sempre, la nostra amata Nana.

Purtroppo la nostra certezza è un’altra. L’amore della vocalist dei Blast, Ren, è morto in un incidente stradale. Il Sid Viciuos di Nana, il chitarrista dei Trapnest, non c’è più. Ren è in macchina diretto verso Reira, perderà il controllo della macchina, per colpa della neve e delle zanzare (così Nana chiama i paparazzi). Morirà sul colpo.  Sarà intanto questo il motivo, la morte di Ren, per cui Nana è scappata così lontano facendo perdere le sue tracce?

Al funerale di Ren, Nana stringe tra le mani il suo regalo di compleanno che Ren non è mai riuscito a consegnarle. Non sappiamo cosa ci sia dentro al pacchetto, ma sicuramente ha un’importanza fondamentale per la Yazawa che si sofferma su questo dettaglio. Nana lo stringe violentemente al funerale di Ren.

Hachiko nel frattempo si è sposata con Takumi. Vi ricordate quando scoprimmo che rimase incinta di lui nonostante stesse con Nobuo? Ora hanno divorziato e lei ha un lavoro. Con lei c’è la piccola Satsuki.

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Non sappiamo se Satsuki sia realmente sua figlia. Ciò che in realtà siamo indotte a pensare è che Satsuki sia la figlia di Nana e Ren. Si perché Nana, poco prima di sapere della morte di Ren, si sente male e collega questo malessere al ritardo con cui ha preso la pillola anticoncezionale. Gli eventi a seguire purtroppo non daranno modo a Nana di continuare a pensarci e dovrà fare i conti con il dolore della perdita di Ren. L’altro indizio che ci porta a pensare che la bimba non sia figlia di Takumi e Hachi, riguarda la conversazione che Ren ha con Hachiko prima di morire. Ren pensa a quanto sarebbe bello il nome Satsuki se dovesse nascere una bambina.

Non c’è solo Satsuki nel presente della nostra storia. C’è anche il piccolo Ren, che si trova a Londra con Takumi e Reira. Allora. Intanto, sono la sola a pensare che questo potrebbe essere il figlio che Takumi ha avuto con un’altra donna (Reira per esempio)? Ora guardiamola in un altro verso. Se la madre del piccolo Ren è Hachi, chi è il vero padre? Ancora la questione sulla paternità non è che sia chiara, Ren potrebbe essere anche il figlio che Hachi ha avuto con Nobuo. Takumi, vi ricorderete, prese di petto la notizia della gravidanza di Hachi e lei scelse lui per assicurare una stabilità economica e lei e al nascituro.

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Nonostante il passare degli anni si vede chiaramente che Nobuo e Hachiko provano ancora qualcosa l’uno nei confronti dell’altra. Tra l’altro Asami non compare nel presente e con tutta probabilità si è lasciata con Nobuo. Credo di non essere la sola che spera con tutto il cuore di vederli finalmente insieme.

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L’altro nodo da sbrogliare riguarda la relazione tra Reira e Shin.  È vero, Reira in questo momento è a Londra con Takumi (probabilmente i due sono sulle tracce di Nana). Se vi ricordate bene, Reira nei flashfoward dice di voler imparare lo svedese, la lingua del paese d’origine di Shin.

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Altro aspetto chiave riguarda il passato della nostra Nana. Come abbiamo ricordato, Nana è stata abbandonata dalla madre, Misuzu, quando era molto piccola. Si sa, il successo ha il suo lato oscuro. I giornali scandalistici inizieranno a scavare nel passato di Nana fino a scovare la madre che scopriamo nel frattempo essersi rifatta una famiglia. Misuzu non ha nessuna intenzione di rivedere la figlia. Tuttavia sul finire dei capitoli disponibili, cederà a un confronto con la figlia. Nana rivedrà la madre quindi?

E così siamo arrivate alla fine. Ci sentiamo tutte un po’ come Hachiko. Aspettiamo il ritorno di Nana e finalmente di rivederle insieme. La Yazawa caratterizza Hachiko con una dolcezza che fa stringere il cuore. Da quando la sua migliore amica, la sua vera metà, è scomparsa, lei ogni anno l’aspetta nell’appartamento 707 insieme a Yasu, Nobuo e Shin. La vita è andata avanti, c’è la piccola Satsuki con lei ma nulla le farà smettere di pensare a quella ragazza incontrata per caso sul treno. Il finale che aspettiamo è sicuramente questo. Potremmo soprassedere su tutti gli altri aspetti ma speriamo con tutte noi stesse di assistere al loro incontro, allo scorrere delle lacrime sui loro visi e sui nostri.

Vedete, Nana è una storia davvero difficile da raccontare. Ed è chiaro a chi è arrivato fin qui che non sono stata in grado di fare una sintesi esaustiva. Ho tralasciato avvenimenti fondamentali, personaggi come la piccola Misato. La difficoltà credo che risieda nella vera essenza di questa storia. Nana tocca in profondità cosa vuol dire essere donna e quanto sia immenso il legame che ognuna di noi ha con la migliore amica. Gli uomini, il lavoro, i figli sono tutti gli spigoli su cui andiamo a sbattere mentre ci tiene per mano qualcuno. Nessuno può raccontare con facilità il rapporto profondo con la propria vera metà, l’amica che sopra tutte condivide ogni cosa con noi. Nana e Nana si salvano a vicenda per tutta la storia senza episodi al limite. Ciò che conta è esserci, è far sentire la propria presenza anche quando la vita le divide. Tutto va a rotoli nel momento in cui non riescono più a stare insieme come prima. In fondo, potremmo anche lasciarci così, perché questo la Yazawa ce l’ha trasmesso dall’inizio alla fine, fino a quando ha potuto lavorare prima di ammalarsi, fino a quando se l’è sentita di raccontare.

Potete scrivere ad Ai Yazawa lo sapevate? Qualche mese fa è stata battuta questa notizia e in effetti abbiamo l’indirizzo a cui inviare le nostre lettere. Forse l’autrice ha bisogno di essere motivata, forse si aspetta suggerimenti. Non lo so. È una sua richiesta. Ha espresso il desiderio che i fan di Nana le scrivano e io l’ho fatto. Se volete farlo anche voi ecco l’indirizzo: Yubinbango 101-8050 Hitotsubashi, Chiyoda-ku, Tokyo 2-5-10 Ai Yazawa.   

Il tempo sembra essersi fermato anche per noi. Siamo tutte nell’appartamento 707 e guardiamo fuori dalla finestra. Un giorno, fra uno, due, cinquant’anni, vedremo Nana comparire lungo il fiume mentre fuma una Seven star. Noi abbasseremo lo sguardo e lei lo alzerà verso di noi. Il sorriso di Hachi sarà il nostro perché non abbiamo aspettato invano.

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Dal salotto della Sig.ra Moroboshi

 

Abbiamo parlato di:

NANA (manga)

Autore: Ai Yazawa
Formato: 11,2×17,5 cm., 104 pp.
Volumi: 42 prima edizione + volume 7.8 / 21 edizione collection + volume 7.8 INCOMPLETO
Editore: Panini Comics/Planet Manga
Prezzo: € 2,00 prima edizione – € 5,90 seconda edizione

Voto: 8

Per chi volesse iniziare oggi a leggere Nana: i volumi sia in prima che in seconda edizione, sono di difficile reperibilità. Non perdete la speranza, tra ristampe, usato e fiere prima o poi riuscirete a recuperarli tutti.

NANA (serie animata)

Soggetto: Ai Yazawa
Regia: Morio Asaka
Studio italiano: Dynit
Stagioni: 2
Prezzo: € 26,00 prima stagione – € 29,90 seconda stagione

Voto: 8,5

 

Sig.ra Moroboshi

Contro il logorio della vita moderna, si difende leggendo una quantità esagerata di fumetti. Non adora altro Dio all'infuori di Tezuka. Cerca disperatamente da anni di rianimare il suo tamagotchi senza successo. Crede ancora che prima o poi, leggerà la fine di Berserk.

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