Film o videogioco? Entrambi! 5 videogiochi full motion video per comprendere questo genere

Nell’appuntamento di questa settimana, gli amici di Player.it ci aiutano a comprendere cosa siano i full motion video games, un genere che non è stato ancora completamente sdoganato e non è entrato pienamente nell’immaginario collettivo dei giocatori, soprattutto in Italia

Un full motion video (FMV) è una tecnica di narrazione utilizzata nei videogiochi che si basa su file video pre-registrati, piuttosto che su vettori o modelli 3D, in cui recitano attori reali. L’azione di gioco è dunque affidata a sequenze filmate registrate, durante le quali è previsto l’intervento del giocatore solo in talune circostanze per prendere delle decisioni che vanno a modificare il corso degli eventi.

Mentre molti giochi dispongono di FMV come un modo per presentare le informazioni durante i filmati, i giochi che vengono presentati nella loro interezza, quindi anche nel gameplay, attraverso FMV sono chiamati videogiochi full-motion o film interattivi. Non è raro incontrare persone che non considerano neanche videogiochi i titoli appartenenti a questo genere.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, vediamo insieme cinque esempi di videogiochi in full motion video.

 

Her Story

Un prodotto davvero particolare, un thriller che si consuma interamente di fronte allo schermo di un PC. Il giocatore ha il compito di interagire con il computer per visualizzare dei filmati, anche di pochissimi secondi, in cui viene mostrato l’interrogatorio di una donna, Hannah Smith, a seguito della scomparsa del marito, Simon.

Le clip non sono fin da subito disponibili, ma devono essere sbloccate digitando delle keyword che possono essere nomi di persona, oggetti, luoghi, stati d’animo, tutto ciò che può essere ricondotto alla vicenda della donna e al mistero di questa sparizione.

Più clip di sbloccano, più il giocatore si avvicinerà alla verità, ma dovrà fare attenzione a ogni minimo dettaglio, perché situazioni, aneddoti, dialoghi e date presenteranno spesso delle incongruenze.

 

Late Shift

Una crime story ambientata a Londra ben interpretata e dalla buona dose d’azione. Il protagonista è uno studente di matematica che lavora come custode in un parcheggio (late shift in inglese è il nostro turno di notte). Una sera che sembra uguale a tutte le altre, il giovane si ritrova suo malgrado invischiato in una faccenda più grande di lui.

Andando a controllare dopo aver udito dei rumori sospetti, viene preso con la forza e portato nel quartier generale di una banda di criminali che hanno intenzione di mettere a segno un colpo sensazionale: rubare una preziosissima tazzina durante un’asta di beneficenza. Purtroppo, loro non sono gli unici a volerla: anche una pericolosa e sanguinaria gang cinese è sulle sue tracce. Matt, il protagonista, ha visto troppo, dunque, dovrà collaborare se non vuole fare una brutta fine.

Qui entra in gioco il sistema a bivi che siamo abituati a vedere nei videogiochi della Quantic Dream, anche se in scala ridotta. Potremo prendere delle decisioni che cambieranno il corso degli eventi. A noi la scelta: seguire il piano o boicottare la rapina del secolo.

 

The Bunker

Un FMV dalle tinte horror che, per la storia, può ricordare vagamente Fallout. Il giocatore segue la routine quotidiana del protagonista principale, John, cresciuto in un rifugio antiatomico in Gran Bretagna a seguito di una guerra nucleare.

Un giorno viene attivato un allarme che costringe John ad avventurarsi in aree dimenticate del bunker. Il compito del giocatore è, risolvendo anche una buona quantità di enigmi, di recuperare i ricordi di John che sono stati sommersi da un passato lontano dalla civiltà e sbloccare i segreti del bunker.

Il giocatore viene messo di fronte a filmati di riprese dal vivo durante l’intero gioco, con uno stile di gioco che ricalca le avventure punta e clicca. Utilizzando una visuale in terza o in prima persona, il giocatore assisterà a flashback e a sequenze che gli faranno dubitare sulla sua sanità mentale.

 

The Infectious Madness of Doctor Dekker

The Infectious Madness of Doctor Dekker è uno dei titoli in full motion video che ho trovato più intriganti, nonostante il ritmo spesso sia molto compassato. Il personaggio che andiamo a impersonare è uno psicologo, chiamato a sostituire il dottor Dekker citato nel titolo.

Il Dottor Dekker, infatti, è stato assassinato. Il nostro compito è quello di fare sia da psicologo sia da detective. Sarà nostra premura ascoltare i problemi dei pazienti, cercando proprio in questo modo anche di determinare chi sia il colpevole dell’omicidio.

Tuttavia, i pazienti del dottor Dekker hanno tutti paranoie e problemi di varia natura che complicheranno la nostra indagine. L’apparenza inganna e non è detto che un paziente che presenta un’elevata aggressività possa poi essersi macchiato di un assassinio.

Dovremo fare attenzione a ogni dettaglio, alle espressioni, alle incongruenze, a frasi che ci sembrano senza senso. La particolarità di questo film interattivo sta anche nel fatto che in ogni run l’assassino cambierà, in modo da impedire di barare cercando la soluzione del mistero su Internet.

 

Hysteria Project

Hysteria Project non è il massimo, ma gli va dato atto di aver fatto quasi da apripista nelle ultime generazioni di console. Uscito nel 2009, ha portato alla luce questo particolare modo di narrare nei videogiochi.

Il protagonista si sveglia legato all’interno di un fatiscente capanno degli attrezzi. Il nostro obiettivo è scappare da lì prima che un serial killer sopraggiunga per farci a fettine. Una volta fuori, dovremo darci alla fuga, tampinati dal killer di cui sopra che proprio non ne vuole sapere di darsi una calmata.

Visuale in prima persona e buona atmosfera delle location. Non un capolavoro (d’altronde si tratta di un “mini” per PSP), ma un buon modo per capire cosa siano i full motion video games.

Michele Longobardi

Appassionato di videogiochi da circa venti anni. Il suo obiettivo principale nella vita è vivere avventure fantastiche e fuori dal comune... senza uscire di casa sarebbe meglio. I videogiochi gli vengono così in aiuto. La vita reale è per lui troppo sopravvalutata.

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