Wrestling Vintage Classics: The Lost Tapes – 1989, mai fidarsi di Bobby ”The Brain” Heenan

E se anche questa settimana mettessimo in funzione quel pezzo d’antiquariato chiamato videoregistratore e rispolverassimo ancora una volta i vecchi nastri con le puntate di wrestling trasmesse fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta? Le immagini, magari, non saranno un granché, ma siamo certi che i ricordi riaffioreranno in 4K.

copertina wrestling vintage the brain

Nella scorsa puntata di Wrestling Vintage Classics abbiamo messo in pausa il videoregistratore (per andare a fare merenda) alla fine del match fra Hulk Hogan e Akeem disputatosi nella diciannovesima edizione di Saturday Night’s Main Event. E   questa settimana vogliamo ripartire proprio da lì, dallo USF Sun Dome di Tampa, in Florida, dove si tenne lo show trasmesso in differita sugli schermi americani il 7 gennaio del 1989 e, in seguito, anche da noi all’interno di Superstars of Wrestling.  Durante la stessa serata, infatti, si affrontarono Tito Santana, non ancora reinventatosi come El Matador, e The Red Rooster, un talentuoso wrestler che aveva ottenuto grande successo in vari “territori” americani ma che, una volta approdato nella World Wrestling Federation, si era ritrovato ad interpretare un “galletto”…

Terry Taylor, questo il suo nome, aveva debuttato nella federazione di Vince McMahon solo qualche mese prima, a luglio del 1988. Inizialmente si era schierato dalla parte dei “cattivi” presentandosi al Brother Love Show (uno dei tanti segmenti talk all’interno delle puntate settimanali in cui venivano intervistati i lottatori) insieme a Bobby “The Brain” Heenan, scelto come proprio manager. Il problema è che, in quella stessa occasione, ai microfoni del paonazzo intervistatore, Heenan si era prodotto in una devastante descrizione del proprio assistito: secondo The Brain, infatti, Taylor era al massimo un wrestler di medio livello, non molto dotato fisicamente e dalle capacitĂ  abbastanza limitate. Ma nessun problema, aveva concluso, seguendo la sua guida e le sue indicazioni sarebbe ugualmente riuscito ad arrivare al top.

Un promo di qualche minuto per distruggere sul nascere, con un’illogica storyline, la carriera di un lottatore dal grande potenziale che, fino a quel momento, aveva vinto una ventina di titoli, fra cui anche il prestigioso NWA World Junior Heavyweight Title, e aveva sfidato campioni del calibro di Ric Flair per la massima corona della National Wrestling Alliance. Una prece.

Con queste premesse è facile immaginare cosa sarebbe successo al sodalizio Taylor-Heenan da lÏ a poco.

La sera del 7 gennaio, quindi, The Red Rooster si ritrova di fronte Tito Santana, che lo aveva già battuto nel suo match di esordio in WWF. Neanche il tempo del gong d’inizio contesa che Heenan è già col fiato sul collo del suo cliente con metodi motivazionali non proprio ortodossi: ogni movimento del povero Terry è accompagnato da una qualche critica o esclamazione di disappunto (“che diavolo fai???”).

Terry-Taylor-Red-Rooster
The Red Rooster

I due contendenti all’inizio si studiano e si scaldano tagliando il ring di corsa da una parte all’altra senza mai colpirsi. Dato che la cosa dura per qualche secondo, quando arriva il primo colpo, Dan Peterson commenta: «finalmente qualcuno si decide…». Il vero spettacolo, di fatto, è a bordo ring e The Brain ne è il protagonista assoluto. Seduto in prima fila fra il pubblico c’è anche George Steinbrenner, proprietario dei New York Yankees dal 1973 fino alla sua morte che sarebbe avvenuta nel 2010. E Dan non si lascia scappare l’occasione per raccontarci che Steinbrenner è l’emblema del presidente rompiscatole che vuole mettere becco anche nelle scelte tecniche che spetterebbero all’allenatore. Una specie di Berlusconi o di Zamparini con le rispettive squadre di calcio, per capirci.

È proprio a lui che Bobby Heenan si rivolge per commentare la pessima prestazione che, a suo parere, The Red Rooster sta offrendo. Coach Peterson traduce a modo suo alcuni passaggi: “devo licenziare questo ragazzo!” (rivolto a Steinbrenner, che annuisce)…“lui ti sta facendo carne tritata…è il tuo proprietario!” (rivolto a Terry Taylor per rimproverargli l’apparente incapacità di reagire agli attacchi di Santana). Insomma, uno spasso nello spasso.

Ad un certo punto, con un braccio teso, Tito spinge Rooster fuori dal ring. The Brain, che in precedenza nel corso del match era quasi venuto alle mani con il suo assistito, piuttosto che aiutarlo, con un gesto di stizza lo fa rialzare e lo ributta sul quadrato per continuare, da fuori, la dura reprimenda. Ne segue un battibecco che distrae Taylor e permette a Tito Santana di chiudere l’incontro applicando una semplicissima schoolboy (o culla, come la chiamava Dan). Ma il meglio deve ancora arrivare.

tito santana
Tito Santana

Dopo il conto di tre, Heenan si catapulta sul ring per rimproverare ancora il suo cliente. Questi prova ad andarsene ma Bobby lo ferma e gli molla addirittura un ceffone (pensando di farla franca, probabilmente). Questo è il classico punto di svolta a cui ci ha sempre abituato il wrestling, la goccia che fa traboccare il vaso: Red Rooster, che ha sopportato fin troppo l’atteggiamento del suo irascibile manager, ne ha abbastanza. E così il buon Heenan si ritrova a volare da un paletto all’altro, rotolandosi sulle corde e provocando l’ilarità di Dan Peterson che, fra una risata e l’altra, riconosce a The Brain di essere “un grande attore”.

Ma la nostra cassetta ci mostra anche la coda di questo episodio.

Qualche settimana dopo, nella puntata di Prime Time Wrestling del 21 gennaio, Bobby Heenan e il suo co-conduttore Gorilla Monsoon ospitano in trasmissione proprio The Red Rooster. Durante lo show, a sorpresa, The Brain porge le proprie scuse al suo ex cliente e si offre di stringergli la mano. Ma si tratta solo dell’ennesimo tranello del perfido manager. Infatti, al posto della stretta di mano, Taylor si becca uno schiaffo a tradimento e, prima che possa reagire, viene colpito alla schiena con uno sgabello da un losco individuo. “Bobby Heenan ha un killer”, commenta Dan Peterson, ancora ignaro di chi possa essere il nuovo scagnozzo di The Brain. Il bruto, che in seguito avremmo scoperto essere il mitico “Brooklyn Brawler” Steve Lombardi, esegue alla lettera gli ordini: “Soffocalo!”, “prendilo a calci!”, “distruggilo!”. Rooster finisce a terra, kappaò, mentre gli altri due se la ridono soddisfatti.

Regola numero uno: mai fidarsi di Bobby”The Brain” Heenan.

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Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

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