Wolverine – Gabriele Muccino era in lizza per dirigere il primo film

Il regista Gabriele Muccino ha svelato di essere stato avvicinato per la regia di Wolverine Origins e di averne scritto un trattamento. Ecco tutti i dettagli

muccino wolverine

Gabriele Muccino, attraverso le pagine del suo libro, La vita addosso, ha svelato diversi aneddoti riguardanti la sua lunga carriera.  Nello specifico c’è un intero capitolo dedicato al suo periodo americano che vanta collaborazioni con Will Smith (La ricerca della felicitĂ , Sette anime), Russell Crowe (Padri e figlie), e non solo: il regista ha raccontato di come la grande amicizia con Hugh Jackman lo abbia quasi portato a dirigere un film su Wolverine, il primo per l’esattezza.

Come apprendiamo dalle sue stesse parole (che riportiamo di seguito), questi redasse persino un trattamento di suo pugno:

«Sì, voleva che girassi un cinecomic tratto dai fumetti Marvel, lo spin-off su Wolverine che, all’epoca, si chiamava Wolverine Origins. L’obiettivo era un trattamento simile a quello di Christopher Nolan con Batman. Un film oscuro e autoriale. Io non sapevo niente di fumetti. Non sapevo di che stessimo parlando al punto che, subito dopo che mi fu proposto, mi appartai e chiamai Domenico Procacci in Italia, che invece è uno dei massimi appassionati, per chiedergli chi fosse Wolverine. Mi disse “Gabriele, prendo un aereo domani mattina e vengo”. Gli risposi “No, aspetta, si chiama Wolverine Origins tipo”. E lui: “Gabriele, sto prendendo il biglietto in questo momento”. Arriva davvero il giorno dopo con una pila di fumetti e mi spiega tutto di Wolverine. E devo dire che è una storia fichissima. Il copione invece era banalissimo, ma come sempre accade gli studios pur di conquistare i famosi quattro quadranti riescono a rovinare anche le storie più potenti. Compresa la vera potenzialità di quella storia, la riscrivo tutta a modo mio in un viaggio fra Londra e Los Angeles. Scrivo una outline, cioè una scaletta di cose che accade dalla prima all’ultima scena. Mi era chiarissimo l’iter del personaggio ed ero stato fedelissimo al fumetto, dalla madre uccisa al patrigno, al fratellastro cattivo con cui cercano di ammazzarsi alle ossa ad artiglio che escono fuori dalle mani proprio in quell’occasione.»
Muccino prosegue descrivendo dettagliatamente alcune sequenze dello script, dove avremmo visto l’artigliato canadese lottare persino con un orso:

«Poi veniva catturato dai servizi segreti russi (cosa che avviene nei fumetti ma nel primo copione non c’era) e lì subisce la sperimentazione per diventare l’Arma X, quella in cui gli mettono l’adamantio nelle ossa per trasformarlo in una macchina da guerra che solo lui poteva reggere per via del potere rigenerante che possedeva dalla nascita. C’era anche una scena bellissima in cui i russi lo facevano combattere a mani nude contro un orso polare per dimostrare l’efficacia dei suoi poteri.

Insomma, mi presentai con tutta questa cosa direttamente alla Marvel, quando non erano ancora uno studio di produzione autonomo, ma lavoravano con la 20Th Century Fox su tutto quello che è l’universo dei mutanti. E a loro piacque! Fu la Fox a non volermi perché, secondo loro, facevo film femminili e questo era un film da veri uomini. Teste di ca**o! Perché per loro i film che parlano di relazioni umane senza che s’imbracci un mitragliatore sono femminili».

Un po’ stupisce che il regista, anche in virtĂą della sua professione, non conoscesse affatto i fumetti Marvel, ma ciò non toglie che avrebbe potuto fare un ottimo lavoro. Anche Bryan Singer, quando si è approcciato al primo X-Men, non aveva alcuna idea di chi fossero i mutanti creati da Stan Lee, definendo i fumetti “robaccia”.

Eppure proprio il lavoro Singer è stato acclamato dalla critica, dando il via ai film di supereroi nell’era moderna, consacrando Jackman come idolo delle folle, ormai totalmente riconoscibile col personaggio di Wolverine.

Lo script di Muccino sembra anche piĂą interessante di quanto poi visto effettivamente nella pellicola diretta in seguito da Gavin Hood (che, come sappiamo, non ha riscosso certo le lodi della critica specializzata).

Secondo voi come se la sarebbe cavata Gabriele Muccino su un film del genere? Fatecelo sapere in un commento, così da poterne parlare insieme.


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Gianluca Testaverde

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Faccio un po' di tutto nella vita: perditempo a tempo pieno, disegno, amo il doppiaggio e scrivo ciò che vorrei leggere. E per l'amor di Dio... non fate i fumettisti!

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