WildC.A.T.s di Jim Lee è un incredibile tributo agli anni 90

L’uscita del bellissimo Absolute WildC.A.T.s di Jim Lee è l’occasione ideale per ripercorrere le gesta di un team che ci ricorda un decennio fatto di eccessi, apparenza e tanto, tanto, sano divertimento. Allacciate le cinture, perché stiamo per tornare all’alba dell’Image Comics, in quei pazzi anni 90 in cui tutto (o quasi) sembrava possibile. Anche che fondare una nuova casa editrice.

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Partiamo da un presupposto fondamentale: è impossibile parlare dei WildC.A.T.s di Jim Lee (scritto rigorosamente con i puntini, mi raccomando) senza citare i primi, incredibili, anni della Image Comics.
La storia del supergruppo emulo degli X-Men è intrecciata a quella della grande “I”, che negli anni 90 ha provocato un vero e proprio terremoto nel mondo del fumetto americano.
Ma andiamo con ordine: per iniziare il nostro viaggio nel tempo dobbiamo necessariamente mettere una qualche playlist anni 90 su Spotify, metterci comodi ed entrare nel mood di – ahimé – 30 anni fa, quando tutto (o quasi) sembrava possibile. Anche che delle superstar assolute del tavolo da disegno come Rob Liefeld, Erik Larsen, Jim Lee, Jim Valentino, Todd McFarlane, Marc Silvestri e Whilce Portacio – gente che aveva letteralmente il fandom mondiale ai propri piedi – decidano di mollare la Marvel per intraprendere un viaggio in solitaria, che li avrebbe condotti verso alcuni obiettivi che reputavano fondamentali: diritti dei personaggi creati che restano nelle mani degli autori, assoluta libertà creativa senza alcun tipo di paletto e un maggior guadagno grazie alla maggiorazioni delle royalties sui fumetti venduti.

Questi Artisti, abili soprattutto con la matita in mano, diedero il via a una vera e propria rivoluzione, anche piuttosto rischiosa: è vero che avevano fama e talento da vendere, ma sarebbero stati capaci di gestire un’azienda? Sarebbero stati in grado di gestire un nuovo universo narrativo e scontrarsi frontalmente contro colossi che rispondevano al nome di Marvel e DC? La sfida sembrava enorme, ma l’entusiasmo e il coraggio di questi giovani Autori li ha portati a rendere possibile l’impossibile, ovvero creare un terzo polo fumettistico grazie al fondamentale aiuto di Malibu Comics, una piccola casa editrice che si sarebbe occupata delle questioni burocratiche, come l’aspetto amministrativo, l’advertising e il marketing.
Questo piccolo e coraggioso editore decide di supportare i sette “transfughi” della Marvel, creando insieme a loro una sotto-etichetta di Malibu Comics chiamata proprio Image Comics, che sarà totalmente gestita dagli Artisti, i quali avranno il 90% dei profitti derivanti dalle loro pubblicazioni.

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I Fondatori della Image Comics (Jim Lee è quello con la Coca-Cola)

Nel febbraio 1992 attraverso un comunicato ufficiale firmato Malibu Graphics, nasce ufficialmente l’etichetta indipendente Image Comics, un consorzio editoriale di sei studios gestiti dai soci fondatori della Image:

  • Todd McFarlane Productions di Todd McFarlane
  • Extreme Studios di Rob Liefeld
  • WildStorm Productions di Jim Lee, in cui verrà coinvolto anche Whilce Portacio
  • Top Cow Productions di Marc Silvestri
  • Highbrow Entertainment di Erik Larsen
  • ShadowLine di Jim Valentino

Da lì in poi, il mondo del fumetto americano non sarà più lo stesso. Sì, lo so: questa frase nei nostri amati fumetti l’abbiamo letta davvero molte volte… ma in quel caso fu veritiera, il mondo dei comics subì uno scossone incredibile in seguito alla nascita di questa nuova realtà editoriale, che proprio nel 2022 ha spento 30 candeline. Ed è proprio grazie all’inizio di quest’avventura che Jim Lee nell’agosto del 1992 inizia a pubblicare le storie dei WildC.A.T.s, la cui parte finale del nome era l’acronimo di Covert Action Teams (letteralmente Squadre operative segrete, in italiano), supportato ai testi inzialmente dal suo amico e collega Brandon Choi, che ha contribuito in modo piuttosto importante alla creazione di trame e personaggi. Pensate che il numero #1 della serie diventa immediatamente uno degli albi più venduti dell’anno negli USA, parliamo di milioni di copie vendute, numeri oggi impensabili anche solo lontanamente, purtroppo.

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Mesi e mesi di riunioni creative notturne, idee, suggerimenti, discussioni: Lee – che all’epoca era lanciatissimo grazie agli X-Men di Chris Claremont –  voleva che la sua serie d’esordio per l’Image fosse una bomba. Giustamente, aggiungo io. La sua idea iniziale era quella di costruire un nuovo universo narrativo basato sulla fondamentale lotta tra il bene il male. La formazione cattolica di Choi si sposò bene con questa visione, ed ecco dunque delinerarsi una guerra tra due razze aliene: Cherubini (gli angeli, simili nell’aspetto agli essere umani, ma con grandi poteri) e Demoniti (ovviamente il corrispettivo dei diavoli, dall’aspetto spaventoso. Possono possedere corpi e avere un controllo mentale sugli umani. Hanno ambizioni di conquista), che si contendono il futuro dell’umanità. Entrambe volevano controllare il quadrante della Via Lattea in cui staziona la Terra e in seguito a una furiosa battaglia, le due razze sono precipitate sul nostro Pianeta. Il mondo non se n’è accorto, ma la guerra è continuata sulla Terra per centinaia di anni, influenzando storia e mitologia.

Con il passare del tempo, i Cherubini si sono amalgamati e mischiati ai terrestri, hanno sostanzialmente vissuto in mezzo a noi, come noi. Capita però che nel 1990, un barbone apparentemente senza futuro, venga in qualche modo risvegliato: è Jacob Marlowe, colui che un tempo era conosciuto come Lord Emp, uno dei quattro signori della forza, un campione dell’umanità. Certo, vedendolo vestito di stracci, ubriaco e senza alcuna prospettiva per il futuro, non lo direbbe nessuno… ma possiamo fidarci di Void, un essere precognitivo che ha riportato alla luce il glorioso passato di Marlowe, il quale di lì a poco non solo tornerà ad  essere un uomo facoltoso… ma fonderà anche una squadra d’assalto che avrà il compito di proteggere il nostro pianeta. I WildC.A.T.s sono nati.

I personaggi

Il primo team assemblato da Jacob Marlowe/Lord Emp comprendeva:

  • Spartan: Hadrian è un cyborg altamente sofisticato creato sul pianeta Khera, capace di emettere potenti raffiche al plasma; ricordava il leader degli X-Men Ciclope, dal carattere rigido e intransigente e aveva un analogo interesse sentimententale verso un membro del team, Voodoo. In seguito si scopre essere l’incarnazione di un eroe morto da tempo, John Colt, alias il signore dei Cherubini Yohn Kohl.
  • Zelota: Zannah è un membro della setta di ninja della Coda, una tribù guerriera esclusivamente femminile; è una guerriera straordinaria, che ha vissuto per migliaia di anni e ha avuto molte relazioni con gli esseri umani. È la maestra di Grifter, unico maschio addestrato dalle Coda. Zelota è basato sul personaggio della DC Comics Wonder Woman (essere immortale cresciuta in un ambiente matriarcale) e il personaggio della Marvel Comics Elektra (assassina esperta nell’uso delle armi bianche).
  • Voodoo: Priscilla Kitaen, un ibrido Umano-Demonita con poteri telepatici, ha la capacità di vedere i Demoniti che hanno posseduto gli esseri umani ed è in grado di separarli dai loro corpi. È l’unica in grado di calmare il compagno Maul quando perde il controllo.
  • Grifter: ex membro del Team 7, squadra militare governativa, Cole Cash è l’unico maschio mai addestrato dal Coda. Grifter rappresenta il solitario del gruppo, in contrasto con l’autorità di Spartan, anche se sembrava affezionato alla sua partner Zelota. È l’unico membro del team a non aver alcun potere super-umano ma è un pistolero eccezionale dalla mira infallibile.
  • Maul: ibrido umano-cherubino in grado di aumentare la sua massa a costo della capacità di ragionamento. L’aumento di forza a discapito dell’intelligenza richiama il personaggio della Marvel Comics Hulk: difatti anche Maul è in realtà uno scienziato, vincitore del premio Nobel, di nome Dr. Jeremy Stone.
  • Warblade: ibrido uomo-cherubino capace di trasformare parti del suo corpo in qualsiasi arma solida, Warblade è un esperto di arti marziali. Anche se potenzialmente è una macchina per uccidere, Reno Bryce ha anche l’anima di un artista, che ha scolpito diversi lavori esposti nelle gallerie d’arte. Ha un’insolita capigliatura verde. L’uso di artigli ricorda vagamente il mutante Wolverine.
  • Void: un essere capace di precognizione, teletrasporto e la manipolazione di altri dello spazio-tempo, Void ha la capacità di vedere linee temporali diverse a causa della sua relazione con l’alieno cosmico Orb. Si è scoperto essere una cosmonauta russa, Adrianna Tereshkova, morta dopo l’arrivo degli Orb dallo spazio.
  • Lord Emp: Jacob Marlowe è un multi-milionario che possiede i media/tecnologia della Corporation Halo. Anche se una volta era un signore della guerra Cherubino, Emp non ricorda il suo passato e non ha alcun controllo sui poteri che una volta ha esercitato. È stata la donna chiamata Void, che lo ha preso dalla sua vita come senzatetto e ne fece il ricco finanziere della WildC.A.Ts. È il leader dei Wildcat’s e ha l’aspetto di un nano dai capelli brizzolati.

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Come detto in apertura, nonostante l’incipit sia decisamente diverso, è chiaro che questo gruppo di supereroi sia stato creato sulla base degli X-Men, così come tutti i team lanciati nella prima fase dell’Image: questo non può stupirci, all’epoca i Mutanti Marvel dominavano le classifiche di vendita ed erano i personaggi più popolari nei comics, dunque se proprio bisognava partire da zero, meglio farlo con qualcosa che ricordasse uno dei più grandi successi di quel particolare momento storico. Come negli X-Men, anche qui abbiamo un mentore (decisamente meno “legnoso” e sognatore di Xavier…), un leader sul campo dal carisma spiccato, un personaggio solitario che racchiudie un certo mistero e una serie di ragazze toste dalle forme conturbanti che catturano immediatamente la fantasia del lettore. Grossomodo, questo è stato anche il canovaccio di Youngblood di Rob Liefeld, di Cyberforce di Marc Silvestri (decisamente più improntata verso la fantascienza, però) e dei Wetworks di Whilce Portacio.

Il che non vuol dire che fossero brutte serie, attenzione: i WildC.A.T.s soprattutto, avevano conquistato subito milioni di lettori e ben presto presero strade decisamente diverse, che hanno marcato ancor di più la differenza tra i personaggi creati da Jim Lee e i mutanti della Casa delle Idee.

Parliamo di un capolavoro? Probabilmente no, certo.
Parliamo però di storie belle, coinvolgenti, che sanno tenere alto il ritmo, divertendo e appassionando quanto basta. I WildC.A.T.s sono puro intrattenimento, oltre che una vera e propria goduria per gli occhi: le tavole di Jim Lee sono semplicemente meravigliose e non c’è pagina che non meriterebbe di essere incorniciata e appesa a una parete. Panini Comics recentemente ha ristampato tutto il ciclo dei ‘C.A.T.s di Lee in un formidabile Absolute: per chi non fosse particolarmente avvezzo a queste terminologie editoriali, basti sapere che è un libro cartonato di grande formato (20.5×31) racchiuso in un cofanetto rigido bellissimo, su cui compare un’illustrazione mozzafiato di Lee. Un’edizione così le Squadre operative segrete non ce l’hanno mai avute ed è un colossale tributo a un’epoca che forse viene bistrattata un po’ troppo spesso dagli appassionati di comics, ma che merita senz’altro di essere recuperata e rivalutata.

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Lo stesso Chris Claremont, artefice della rinascita degli X-Men, si unì alla causa dei WildC.A.T.s: molti episodi sono stati scritti proprio dall’uomo che aveva rilanciato i mutanti tra gli anni 70 e gli anni 90, dando prova che un’alternativa al “metodo Marvel” era assolutamente possibile e che si potessere creare nuovi e affascinanti personaggi anche in un decennio che sembrava aver portato tutto all’eccesso, anche – e soprattutto – grazie al nuovo stile Image, che nella fase iniziale puntava soprattutto sull’immagine e su eroi e personaggi estremi. Un’esca ideale per prendere all’amo diversi lettori, fidelizzarli e dargli esattamente ciò che volevano (o non sapevano di volere).

Il grande sucesso della Wildstorm non passò certo inosservato e dunque ecco che nel 1998 DC Comics acquista lo studio di Jim Lee (per questo l’Absolute WildC.A.Ts di cui abbiamo parlato esce con il logo della casa editrice di Burbank, California), garantendo a quest’ultimo un ruolo di primissimo piano nell’organigramma aziendale e la possibilità di occuparsi sostanzialmente di qualunque cosa volesse. È la prima grande rivoluzione per questa etichetta, che con la migrazione alla corte di Superman e Batman cambia pelle, fino a diventare sempre più autoriale. Ma questa è un’altra storia, è un’altra epoca. Gli anni 90 stavano finendo, un nuovo Millennio era alle porte e nuove storie avevano l’esigenza di essere raccontate, magari con altre metodologie.

Però questo gruppo, questi colori e soprattutto questi disegni, non possiamo proprio dimenticarli. E allora torniamo indietro nel tempo, tuffiamoci in questo fantastico Absolute e riviviamo la parte più divertente di quel pazzo decennio che ci ha portato qui, nel futuro, magari sperando che iniziative di questo tipo possano essere replicate anche per Gen 13 e Battle Chasers, altre due serie che hanno fatto epoca (soprattutto la prima).

No, non sono un nostalgico, né tantomeno uno di quelli che dice che “quando ero piccolo io era tutto più bello“. Era un tempo diverso, un decennio diverso.
Sono solo un lettore, un appassionato di fumetti che vi consiglia un gran bel volume d’intrattenimento, che in alcune pagine vi farà letteralmente impazzire per quanto sono belle alcune tavole.
Date una possibilità agli anni 90. Vi divertirete parecchio.


Abbiamo parlato di:

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WildC.A.T.S. di Jim Lee

Autori: Marc Silvestri, Chris Claremont, Jim Lee, Brandon Choi, AA.VV.
Formato: 20.5×31; Cartonato con cofanetto; 624 pagine a colori
Editore: Panini Comics
Prezzo: € 75,00


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Mr. Kent

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Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.

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