Tron – Il videogame che non ti aspetti

Oggi la macchina del tempo di Passione Arcade ci porta indietro nel tempo fino al 1982: è tempo di esplorare la storia di un videogioco davvero particolare. Oggi parliamo infatti di Tron, un videogame tratto da un film che sorprendentemente… era bellissimo. Insert coin, si parte!

copertina tron

 

È cosa risaputa, o per lo meno sovente capita così, che quando esce un videogioco ispirato ad un film spesso si tratta di una mezza ciofeca.
Capita però che a volte si verifichi una eccezione, come per il videogioco di Tron.
Mi sembra quasi di sentirvi… “ma Mike vuoi mica dire che Tron è un gioco bello?”; “ma questo è del mestiere?!”.
Calma, calma, arrivate fino alla fine di questo articolo e capirete la fondatezza della mia affermazione.

Ma procediamo per gradi.
Non sapendo l’età media di chi legge questa rubrica, cercherò di riassumere brevemente a quale Tron mi riferisco e perché l’uscita del suo videogioco arcade è così importante.
Siamo nel 1982, anno in cui al cinema escono tantissime pellicole di spessore come Conan il Barbaro, Star Trek l’ira di Khan, Rocky III, Blade Runner e in mezzo a questi miti del cinema si affaccia un film che sarà destinato a rimanere nella storia, ma non subito… diciamo con calma.
Già, perché Tron nel periodo della sua uscita non ebbe il successo che la produzione si aspettava e nonostante le tecniche innovative utilizzate per realizzarlo, venne mal considerato anche dagli stessi addetti ai lavori, alcuni dei quali si rifiutarono persino di lavorarci.

Tron Movie Poster 1982 1 Sheet (27x41)

Per come vedo le cose io, probabilmente tutto il progetto fu troppo avanti per l’epoca e semplicemente non venne compreso.
Pensate che Tron fu il primo film della storia del cinema ad utilizzare la CGI in maniera così massiva e proprio per questo venne penalizzato dall’Academy, che non lo prese in considerazione per nessun Oscar.
Ci sarebbero tantissime altre cose da dire su questa pellicola cult degli anni 80, ma la rubrica si chiama Passione Arcade e non Passione Cinema, quindi veniamo al videogioco di Tron ed al suo meraviglioso cabinato.
La Bally Midway, società che si occupava di importare videogiochi arcade dal Giappone, nei primi anni 80 andava molto forte e quando si presentò l’opportunità di comprare i diritti di un film Disney per farci un videogioco non ci pensò due volte e si fece avanti.
Una volta ricevuta la sceneggiatura del film si mise subito al lavoro dando l’incarico a due sue società esterne della divisione ricerca e sviluppo che si misero al lavoro su dei progetti da presentare in Disney.
Contemporaneamente a queste due realtà, anche un piccolo team di sviluppo interno della Bally chiese di partecipare, il che a conti fatti sarebbe potuto tornare utile nel caso la Disney non avesse trovato interessanti gli altri 2 progetti.

Prima di procedere lasciatemi fare una piccola premessa, ovvero che solitamente i videogiochi tratti dai film servivano per sfruttare la scia di successo di una pellicola, ma il destino del videogioco di Tron sarebbe stato diverso. Infatti l’idea era quella di organizzare un torneo qualche mese prima dell’uscita nei cinema del film in modo da creare una specie di tour promozionale. Questi tornei si sarebbero disputati all’interno della catena di sala giochi di proprietà della Bally Midway e le finali si sarebbero disputate al Madison Square Garden di New York. Il vincitore avrebbe portato a casa il biglietto per assistere alla premiere del film.

tron torneo

Ecco, ora che il disegno è completo, torniamo negli uffici della Bally dove sono tutti in attesa di vedere i vari progetti per questo lavoro.
Come sempre il tempo stringe e alla fine gli unici in grado di presentare un progetto interessante saranno proprio i tre ragazzi del team di sviluppo interno a Bally.
Tale progetto prevedeva un gioco al cui interno ci sarebbero stati 7 minigiochi selezionabili dal giocatore e per non farsi mancare niente uno dei tre membri del team presentò il concept del cabinato che avrebbe avuto una sorta di joystick illuminato internamente (effetto wow assicurato).
Considerando che gli altri due studi non presentarono nulla di veramente concreto, la dirigenza diede luce verde a  Bill Adams, George Gomes e Attish Ghosh, che partirono così con il vero e proprio sviluppo del gioco di Tron.

Con una mossa da abile stratega, Bill Adams (capo progetto) delegò i sette minigiochi a sette programmatori differenti in modo da potersi concentrare sul metterli assieme.
Il poco tempo a disposizione e il ridotto quantitativo di memoria disponibile, costrinsero il team a scegliere 4 dei 7 giochi selezionabili, opzionando uno degli esclusi come sequel nel caso il progetto avesse avuto il successo che tutti speravano.
Questi 4 giochi racchiudevano dei momenti chiave del film, anche se uno dei 4 in fase di post produzione verrà eliminato dalla pellicola.

tron cab2

I quattro giochi sono: la corsa con le light cycle, uno dei momenti più iconici di entrambi i capitoli della serie, lo scontro con i carri armati, la lotta contro i bug di sistema e infine la distruzione della barriera per entrare nel cono del MCP (master control program).
A inizio partita è possibile selezionare una delle quattro aree presenti che dà accesso in maniera casuale ad uno dei quattro minigiochi. Una volta completati tutti il gioco riparte da capo aumentando il livello di difficoltà.

Cosa molto interessante è il sistema di controllo del videogioco che unisce l’utilizzo di uno spinner (una sorta di manopola simile a quella per comandare il volume dello stereo) a quello di un joystick a forma di cloche con tanto di grilletto per sparare.
Per quanto i minigiochi non presentassero una grafica troppo elaborata, l’uso dei colori e le musiche svolgevano bene il loro lavoro, il fattore che però più di tutti catturò l’attenzione del pubblico fu sicuramente il cabinato. Una fusione perfetta tra il mondo creato dalla pellicola e quello reale, dove i colori fluorescenti sampientemente illuminati creavano un incredibile contrasto con il colore dominante del cabinato, ovvero il nero. Di fatto si aveva l’impressione che la stessa macchina arrivasse direttamente dal mondo virtuale di Tron.

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Io stesso sono rimasto rapito dalla bellezza quando la vidi per la prima volta, la cloche blu trasparente illuminata internamente, le grafiche che riprendono in pieno lo stile del film, il fondale olografico retroilluminato sopra lo schermo di gioco, per non parlare della lampada di wood posta sopra il control panel in grado di far brillare le linee fluo di tutto il cabinato, una vera e propria gioia per gli occhi!
Insomma come il film nacque con lo scopo di catturare l’attenzione dello spettatore con una estetica ricercata, allo stesso modo fece il cabinato.
In rete è possibile trovare diversi video di collezionisti che ne mostrano le forme, ma ad essere sincero vederlo dal vivo ha tutto un’altro effetto.

Come ho accennato all’inizio dell’articolo, la pellicola non ebbe il successo sperato ma quello che posso dirvi è che il videogioco incasso più del film il che convinse la Bally Midway a mettere in cantiere il sequel del videogioco, ovvero quel minigioco eliminato per problemi di memoria, Discs of Tron (altro cabinato incredibile che però ho visto solo a New York).
Chi come me è nato negli anni 70/80 e amava i videogiochi non può essere rimasto indifferente di fronte a questa pellicola, anche perché un po’ tutti abbiamo sognato almeno una volta di entrare nella sala giochi di Flynn (se non sapete di cosa sto parlando dovreste proprio recuperare questo film), ad ogni modo per quanto Tron risulti un po’ lento per gli standard di oggi è senza dubbio un film che ha lasciato un segno, al cinema e nelle sale giochi.

A questo punto non rimane che attendere l’uscita del terzo capitolo già in lavorazione e sperare che abbiano imparato dagli errori commessi con il secondo e riescano a creare una storia nuova e avvincente.
Quanti di voi hanno giocato a questo titolo sul cabinato originale e quanti hanno apprezzato il primo film della serie?
Io sono Mike e ringraziandovi come sempre vi do appuntamento alla prossima settimana con un nuovo articolo di Passione Arcade, a presto!

chiusura passione arcade


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Arcade Mike

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Io? sono Mike! cresciuto a pane e videogiochi non perdo occasione per infilare qualche monetina in un vecchio cabinato arcade facendomi rapire dalla storia che queste macchine sono ancora in grado di raccontare.

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