Torna Miracleman – Storia del personaggio (ri)creato da Alan Moore

Il Miracleman di Moore, ma anche di Gaiman e di Morrison, torna con un nuovo one-shot e si unisce agli eroi dell’Universo Marvel con una serie di variant cover che celebrano il 40° anniversario della rinascita del personaggio. In spasmodica attesa delle sue nuove storie, riscopriamo un personaggio tanto sfortunato quanto affascinante

speciale miracleman

 

Quest’anno Marvel Comics ricorderà i 40 anni dell’era moderna di Miracleman con Miracleman #0, un nuovo One-Shot Giant-Size in arrivo in autunno. Sarà scritto da Neil Gaiman, Jason Aaron, Alan Davis, Mike Carey, Ty Templeton e altri, con disegni di Mark Buckingham, Ryan Stegman e altri. Il volume fungerà da preludio al nuovo  e attesissimo capitolo di Miracleman. Sarà preceduto da  una lunga serie di cover realizzate da alcuni dei migliori artisti del momento, tra cui Peach Momoko, Pepe Larraz, John Cassaday, Mark Bagley, Terry Dodson, Jim Cheung, Mark Buckingham, Salvador Larroca.

La serie di variant cover sarà pubblicata in USA a partire da settembre e accompagnerà gli albi Marvel per il resto dell’anno.

Il personaggio ideato dallo sceneggiatore e disegnatore britannico Mick Anglo nel 1953 per la casa editrice Len Miller & Son era già passato dalle mani di Gaiman e Buckingham dal 1990 al 1993, con l’ultimo arco narrativo di Miracleman (vedi più avanti).

L’ingresso di Miracleman nell’universo Marvel era stato di recente preannunciato nell’albo speciale Timeless, incentrato su Kang il Conquistatore, pubblicato lo scorso gennaio negli States e giunto in Italia grazie a Panini in aprile. Il one-shot, che ha anticipato storyline e trame della Casa delle Idee di cui vedremo lo sviluppo nel corso dell’anno, conteneva indizi sul fatto che il personaggio sarà integrato nel roster di supereroi di casa Marvel.

L’indizio sul One-Shot Timeless

La storia editoriale di Miracleman è tanto complessa quanto interessante. Marvel detiene i diritti di Miracleman solo dal 2009, dopo averli rilevati da Neil Gaiman,  a seguito di una lunga battaglia legale con Todd McFarlaine. Ma andiamo con ordine.

Le origini 
Siamo in piena Golden Age e Superman è tra i supereroi più amati dai giovani lettori americani. La casa editrice Fawcett Comics decide così di entrare nel business e crea il personaggio di Capitan Marvel. In questa serie un ragazzino di nome Billy Batson, dopo aver ottenuto strani poteri da uno stregone, diventa una sorta di Superman pronunciando la parola magica Shazam! (vi dice nulla? Abbiate pazienza e andate avanti…). Il fumetto ha da subito un enorme successo, tanto da superare lo stesso Superman nelle vendite. La casa editrice britannica Len Miller & Son acquista i diritti per la pubblicazione nel Regno Unito.

La prima causa legale: DC Comics contro Fawcett Comics
Ma DC Comics (che allora si chiamava DC Publication) non sta a guardare. Fa causa alla Fawcett per plagio, sostenendo l’eccessiva somiglianza di Capitan Marvel con l’Azzurrone. Una diatriba legale che oggi farebbe ridere i polli, visto l’infinito numero di supereroi che DC Comics, Marvel e Image Comics (giusto per citare i principali) si sono copiati a vicenda negli anni. Ma allora era tutto nuovo e la piccola Fawcett Comics nel 1951 abbandona le aule di tribunale e cede tutto a DC, che acquisisce così i diritti sul personaggio.

Diritti che chiude in un cassetto per 20 anni. DC Comics deciderà di riprendere le pubblicazioni di Capitan Marvel solo nel 1972. Ma il Karma, lo sappiamo, non perdona. Nel 1967 Marvel Comics aveva infatti dato alla luce il suo Capitan Marvel (Mar-Vell) e quindi DC Comics, sperando di evitare noie legali, cambia nome alla testata, che diventa Shazam! (la parola magica che trasforma il giovane Billy Batson), sebbene il personaggio continui a chiamarsi Capitan Marvel.

La seconda causa legale: DC Comics contro Marvel Comics
Ma non basta. Marvel, al fine di mantenere il Trademark, pubblicava ormai periodicamente fin dagli anni ’70 storie con personaggi aventi il nome di Capitan Marvel – ragion per cui l’eredità di Mar-Vell sarà raccolta negli anni da una miriade di supereroi: Maria Rambeau, Phyla-Vell, Genis-Vell fino ad arrivare a Carol Danvers. L’ambiguità verrà risolta, ancora una volta, nelle aule dei tribunali. Il Capitan Marvel della Distinta Concorrenza è costretto così a subire un reboot nel 2011, dove Geoff Johns e Gary Frank cambiano definitivamente nome al personaggio in Shazam!

Nascita di Marvelman
Ma torniamo in Europa e, più precisamente in Inghilterra. E torniamo al 1951. A seguito della sconfitta in tribunale della Fawcett, l’editore inglese Len Miller & Son è costretto ad abbandonare la pubblicazione di Capitan Marvel. Ma la piccola casa editrice non ci sta. Il fumetto vende bene e quindi decide di farsi il suo Capitan Marvel. Alla versione inglese viene dato il nome di Marvelman. Qui le similitudini con il Capitan Marvel originale si sprecano. Billy Batson diventa Mike Moran, la parola magica non è più Shazam! ma Kimota! (Atomic al contrario) e i poteri sono praticamente identici, anche se non c’entra più la magia, ma la scienza. La creazione del nuovo personaggio è opera di Mick Anglo. L’operazione commerciale ha successo e la serie dura dal 1954 al 1963.

 

Prima apparizione di Marvelman

L’arrivo di Alan Moore
Il personaggio rimane nell’oblio editoriale fino al 1982, quando un giovane e sconosciuto Alan Moore lo ripropone all’interno della rivista antologica britannica Warrior, pubblicata dalla Quality Communications. Per capirci, si tratta della stessa rivista che pubblicava anche la serie V for Vendetta.

Alan Moore realizza un ciclo di storie di Marvelman che ripropone lo stesso personaggio ma in un contesto narrativo completamente nuovo. Il suo ciclo di storie può essere considerato il vero e proprio manifesto al decostruzionismo del supereroe, tema poi ripreso e ampliato dallo stesso Moore con Watchmen e da tanti altri autori come Frank Miller e Rick Veitch.

Le storie del Miracleman di Moore raccontano, per la prima volta, il dramma di un personaggio ormai adulto, Mike Moran, che non sa come gestire il suo enorme potere. Un potere che lo rende al pari di un Dio. E come il Dio dell’Antico Testamento, può essere vendicativo e incontrollabile. Una furia divina in grado di sterminare popoli, come accade allo psicotico Kid Marvelman, che nei fumetti originali di Anglo era la gioiosa spalla di Marvelman. Ma Marvelman è tanto altro. È un peccato che le sue storie non abbiano mai avuto il riconoscimento che gli spetta di diritto, a causa delle infinite vicende legali, ben lungi dall’essersi chiuse…

Marvelman arriva in USA. Nasce Miracleman
Le storie del giovane Moore vengono notate dalla casa editrice americana Eclipse Comics che ne acquista i diritti per proporle negli Stati Uniti. Qui Marvel Comics minaccia di intentare una nuova causa, sempre per l’utilizzo del nome Marvel (poco conta che Marvelman sia stato creato molti anni prima che nascesse Marvel Comics…). La Eclipse decide così di cambiar nome al personaggio in Miracleman e inizia le pubblicazioni.

Vengono inizialmente stampati i cicli narrativi inglesi, per un totale di sei numeri. Poi, la Eclipse commissiona a Moore altre storie, che saranno pubblicate fino al numero 17 del 1990. Al Bardo di Northampton succederà, dal 18, Neil Gaiman, che continuerà le trame di Miracleman fino al numero 24 del 1993. La serie chiude infatti bruscamente, a seguito della bancarotta della Eclipse Comics.

La terza causa legale: Neil Gaiman contro Todd McFarlane
Nel 1998 Todd McFarlane acquista all’asta tutte le licenze della Eclipse e, quindi, anche i diritti su Miracleman. L’autore americano vorrebbe addirittura inserirlo nella sua serie di grande successo Spawn. I giochi sembrano fatti ma, manco a dirlo, non è così. La maledizione dei tribunali incombe.

Tutto nasce dal fatto che i diritti di Miracleman/Marvelman non erano di fatto proprietà della Eclipse Comics, poiché non lo erano neanche dell’editore britannico Quality Communication!
Quando quest’ultima decise di riproporre il personaggio, nel 1982, lo ritiene una proprietà di pubblico dominio. Questo perché l’editore originale Len Miller & Son è ormai scomparso da anni e lo stesso creatore Mick Anglo non aveva mai registrato il copyright sul personaggio.

Di fatto, ai tempi delle pubblicazioni Eclipse, i detentori dei diritti del personaggio erano gli scrittori e i disegnatori che vi lavoravano. Questi si passavano i diritti via via che i team creativi cambiavano (tanto che Alan Moore, in segno di rispetto per Mick Anglo, firmerà la sua Run come Lo scrittore originale e mai con il suo nome). L’ultimo autore è Gaiman che, quindi, quando fallisce la Eclipse, resta il legale detentore dei diritti di Miracleman.

Siamo più o meno nel  2004. Scoppia l’ennesima causa, questa volta tra Gaiman e McFarlane. Inizialmente il primo sembra non reggere la disputa. Le disponibilità finanziarie del cofondatore di Image Comics sono decisamente superiori a quelle del giovane autore britannico. Inaspettatamente, entra in gioco Joe Quesada, allora Editor in Chief di Marvel Comics. Quest’ultimo offre diversi lavori a Gaiman – tra cui la miniserie 1602 i cui proventi gli permettono di reggere testa in tribunale a McFarlane che, alla fine, capitola.

Intanto, Mick Anglo è riuscito a farsi riconoscere la proprietà delle storie di Marvelman pubblicate originariamente tra il 1954 e il 1963.

Arriva Marvel Comics
Quesada si accorda quindi sia con Anglo che con Gaiman e fa il colpaccio. Siamo nel 2009 e i diritti sono ufficialmente una proprietà della Casa delle Idee. Inizialmente, Marvel Comics si limiterà a pubblicare le storie classiche di Anglo, con il nome di Marvelman. Nel 2014 inizia, finalmente, la ristampa del ciclo di storie della Eclipse.

Oltre a ristampare quelle tratte dalla storica serie Miracleman degli anni ottanta e novanta, la Marvel pubblica due nuove storie. La prima di Grant Morrison e Joe Quesada. La seconda di Peter Milligan e Mike Allred. Ma l’ultimo ciclo narrativo di Neil Gaiman, quello che si era interrotto bruscamente con il numero 24 della Eclipse Comics nel 1993, non verrà più chiuso.

Miracleman

Cosa succede adesso?
Ora, dopo quasi 30 anni di assenza di nuove storie (escludendo la brevissima parentesi di Morrison e Milligan), dopo infiniti rumors che davano Gaiman e Marvel pronti a pubblicare le nuove avventure di Mike Moran, arriva il One-Shot e l’annuncio delle nuove storie. Originariamente, il ciclo narrativo di Gaiman prevedeva tre volumi. The Golden Age, The Silver Age e The Bronze Age. Come abbiamo visto, il progetto s’interruppe dopo The Golden Age.

Se 2+2 fa ancora 4, scommetto che le nuove avventure riprenderanno il ciclo interrotto a suo tempo. Probabilmente con gli adattamenti  necessari ad integrare nell’Universo della Casa delle Idee uno dei supereroi più bistrattati ma, anche, più interessanti di sempre. Voi che ne pensate?

Marvel Comics ha anche annunciato una ristampa del primo ciclo di Gaiman, sempre per ottobre. In Italia, tutto il ciclo di Miracleman di Moore e Gaiman è stato di recente ripubblicato da Panini in quattro volumi, dal 2020 al 2021.


RobyOne

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Le mie passioni sono i comics, i paradossi temporali e il Commodore 64. Leggo fumetti da quando ero un tenero bimbo biondo. Oggi sono uno scontroso nerd attempato. Problemi?

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