The Guardian denuncia: traduttori sottopagati dalle piattaforme streaming

Il quotidiano britannico lancia l’allarme: moltissimi traduttori che lavorano alle dipendenze delle grandi piattaforme streaming digitale sarebbero sottopagati. Scopriamo insieme qualche dettaglio in più di questa notizia.

The Guardian

A dare l’indiscrezione è uno dei quotidiani più famosi ed autorevoli del globo, The Guardian. La rivista britannica ha pubblicato i risultati di una inchiesta condotta sul campo, e i risultati sono incredibili.

Nonostante infatti nel 2021 la domanda per prodotti streaming digitale sia a livelli di massimo storico, il salario di coloro che lavorano a tradurre i vari prodotti sarebbe ben al di sotto delle aspettative.

Anne Wanders ad esempio, traduttrice e copywriter tedesca, sostiene che non varrebbe addirittura la pena di svolgere questo tipo di mansione nel 2021. Un paradosso assurdo. Stress, non rimuneratoria a sufficiente, piena di difficoltà non ripagate: le case di distribuzione di prodotti in streaming digitale sottovalutano forse una delle figure più importanti del settore.

La media del salario sia aggirerebbe attorno al dollaro per minuto di programma: considerando le sottigliezze, le sfumature linguistiche, le immense difficoltà di questo mestiere, una retribuzione sicuramente scarna.

Max Deryagin, ai vertici della British Subtitlers’ Association, ha esternato pubblicamente il proprio disappunto sul tema: «Non c’è un limite verso il basso [nelle paghe], siamo sempre più prossimi allo zero. Dovrebbe essere un momento d’oro, dato il volume di lavoro. Ma quando i referenziati abbandonano il campo, da chi sono subito sostituiti? Amatori, lavoratori part-time, studenti, gente di questo tipo. E questo influisce sulla qualità, che si abbassa».

Forse non è un caso, quindi, se a volte scoppiano dei veri e propri casi mediatici sul tema delle traduzioni o dei doppiaggi, come successo per titoli di primissimo livello come Neon Genesis Evangellion o Squid Game.

Riconoscere un salario adeguato e proporzionato alla fatica spesa per chi svolge una professione così difficile e delicata, forse, sarebbe la panacea di tutti i mali, in questo caso.

E voi cosa ne pensate di questa notizia? Diteci la vostra nei commenti, li leggeremo come sempre.

 

 

 

 


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Giacomo Pellegrini

Mi piacciono gli anime, i manga, il cinema, ma soprattutto gli spaghetti. A volte mi chiamano il dittatore della grammatica e della sintassi, ma giuro che non sono così violento (non sempre)

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