C’è un personaggio che, in Superman, è riuscito a rubare la scena praticamente a chiunque. Indossa anche lui un mantello, ma non pronuncia discorsi eroici e – anzi – spesso crea più problemi di quanti ne risolva. Eppure il pubblico se ne è innamorato all’istante. Stiamo parlando ovviamente di Krypto, il Super Cane.
Il film diretto da James Gunn è ricco di personaggi memorabili. Dal nuovo Uomo d’Acciaio interpretato da David Corenswet ai membri della Justice Gang, passando per figure come Eve Teschmacher, la stravagante fidanzata di Lex Luthor innamorata segretamente di Jimmy Olsen, ogni componente dell’ensemble contribuisce a dare personalità al film. Eppure è proprio quel cane superpotente tanto adorabile quanto ingestibile ad aver conquistato il cuore degli spettatori.
Nel finale della storia arriva anche la rivelazione che spiega il suo comportamento indisciplinato: in questo universo, Krypto non appartiene affatto a Superman. Il suo vero padrone è la cugina di Kal-El, ovvero Kara Zor-El.
Un dettaglio che diventa immediatamente importante guardando al futuro del DC Universe: Krypto tornerà infatti nel prossimo film dedicato a Kara, Supergirl, in uscita nel nostro Paese il prossimo 25 giugno e questa volta il suo ruolo sarà tutt’altro che marginale.
Il trailer pubblicato di recente lo lascia intendere con chiarezza: dopo essere stato avvelenato, il cane diventa il fulcro della vicenda, costringendo Kara a intraprendere una corsa contro il tempo per trovare un antidoto e salvarlo. Una premessa emotiva molto forte, che sta già spingendo molti fan a vedere Supergirl come una possibile risposta del DCU ai Guardiani dell Galassia di casa Marvel.
Kara e Krypto: una relazione che definisce il personaggio
Una delle principali differenze tra Superman e Supergirl riguarda le loro origini profondamente diverse.
Kal-El è cresciuto sulla Terra come Clark Kent, allevato da genitori amorevoli. Kara, invece, ha assistito alla distruzione del suo pianeta natale. Un trauma che ha inevitabilmente segnato la sua visione del mondo.
La versione cinematografica di Kara interpretata da Milly Alcock appare infatti molto più cinica e disillusa rispetto al cugino. Piuttosto che dedicarsi totalmente al ruolo di eroina, preferisce trascorrere gran parte del suo tempo viaggiando da un pianeta all’altro, facendo festa e annegando i propri problemi nell’alcol.
È il suo modo di affrontare il dolore e le perdite che ha subito.
In questo contesto, l’unica vera luce nella sua vita è proprio Krypto. Nel trailer, Kara dice al suo fedele compagno una frase destinata a diventare il cuore emotivo del film:
“Casa è ovunque tu sia, amico.”

Una battuta semplice ma significativa, che chiarisce immediatamente quale sarà il fulcro narrativo della storia: il legame tra Kara e il suo cane.
Questo rapporto è ciò che rende il personaggio accessibile al pubblico. Senza questa dimensione emotiva, Kara rischierebbe di apparire soltanto come una figura sarcastica e disinteressata all’eroismo, magari persino irritante. Invece, il mix tra il trauma del suo passato e l’amore genuino per Krypto la rende sorprendentemente umana e comprensibile.
Attraverso questo legame, gli spettatori possono capire meglio il suo atteggiamento disincantato e il motivo per cui affronta la vita in quel modo. Se ci trovassimo nei suoi panni, probabilmente reagiremmo allo stesso modo.
Flashback e origini: una struttura narrativa alla Guardiani della Galassia
Supergirl non racconterà soltanto la missione disperata di Kara per salvare Krypto nel presente.
Le anteprime hanno già confermato la presenza di diversi flashback che mostreranno un Krypto cucciolo, raccontando come lui e Kara si siano incontrati e come sia nato il loro legame. Una scelta narrativa che ricorda molto da vicino la struttura utilizzata in Guardiani della Galassia Vol. 3.
Nel film Marvel diretto da Gunn, la storia alternava gli eventi del presente con il passato tragico di Rocket Raccoon, mentre i Guardiani facevano di tutto per salvarlo. Questo approccio ha permesso al film di diventare uno dei capitoli più emotivamente coinvolgenti dell’intero genere supereroistico.
Naturalmente, in Supergirl il tono dei flashback sarà probabilmente diverso. Più che mostrare sofferenza e crudeltà come accadeva con Rocket, queste sequenze potrebbero avere una sfumatura più malinconica e dolceamara, raccontando i momenti felici vissuti da Kara e dal suo cane prima della distruzione di Krypton.

In ogni caso, l’obiettivo rimane lo stesso: approfondire il rapporto tra i personaggi e rafforzare il coinvolgimento emotivo dello spettatore. Se queste sequenze funzioneranno davvero come previsto, l’affetto del pubblico per Krypto potrebbe diventare ancora più forte rispetto a quanto visto in Superman.
Perché Supergirl viene paragonato ai Guardiani della Galassia
Già prima dell’uscita del trailer, Supergirl aveva iniziato a essere paragonato ai film dei Guardiani.
I materiali promozionali — ricchi di musica pop e ambientazioni cosmiche — suggerivano un’avventura intergalattica con una protagonista ribelle, più interessata a vivere la propria vita che a salvare il mondo. Un’impostazione che ricordava inevitabilmente lo spirito dei Guardiani.
Nonostante il film sia diretto da Craig Gillespie, molti fan hanno notato come l’atmosfera sembri quasi quella di un film di Gunn.
Per anni la DC ha cercato di replicare il successo dei Guardiani — basti pensare a Suicide Squad — senza riuscirci davvero. Questa volta, però, potrebbe finalmente aver trovato la formula giusta.
Va detto che i paragoni non convincono tutti. Alcuni spettatori temono che Supergirl stia cercando troppo di imitare lo stile dei film Marvel di Gunn. Tuttavia, questa direzione deriva in parte anche dal materiale originale: il film prende infatti ispirazione dalla celebre miniserie a fumetti Supergirl: La Donna del Domani di Tom King e Bilquis Evely, che presenta una Kara più dura, disillusa e imperfetta rispetto alla versione classica.

Krypto è la chiave che può rendere Supergirl qualcosa di unico
La presenza di Krypto nella trama — un elemento che rappresenta una deviazione rispetto alla storia dei fumetti — potrebbe essere ciò che distingue davvero Supergirl.
Il film non si limita a imitare superficialmente lo stile dei Guardiani della Galassia. Piuttosto, sembra voler replicare ciò che ha reso quei film così efficaci: personaggi emotivamente credibili e relazioni autentiche.
I Guardiani non hanno conquistato il pubblico solo grazie alla colonna sonora o alle ambientazioni spaziali. Il loro successo è nato soprattutto dalle dinamiche tra i personaggi e dai temi universali di famiglia, perdita e redenzione.
Supergirl sembra voler seguire lo stesso principio. L’intera premessa narrativa ruota attorno al rapporto tra Kara e Krypto, e questo potrebbe trasformare il film nel vero equivalente DC dei Guardiani della Galassia.
Le battaglie cosmiche e le ambientazioni spettacolari funzioneranno davvero solo se sostenute da questa relazione emotiva.
In altre parole, Krypto non è soltanto una simpatica mascotte: è l’elemento che potrebbe elevare il film oltre una semplice imitazione, rendendolo uno dei blockbuster più promettenti dell’estate.

Il vantaggio di avere James Gunn dietro le quinte
Da questo punto di vista, il coinvolgimento di James Gunn nel nuovo universo cinematografico DC potrebbe rivelarsi decisivo.
Quando un film sorprende Hollywood — come accadde con il primo Guardians of the Galaxy — l’industria tende spesso a trarre le conclusioni sbagliate, concentrandosi sugli aspetti più superficiali invece che sul cuore della storia.
Gunn, però, conosce meglio di chiunque altro la formula dei Guardiani, avendo scritto e diretto tutti e tre i capitoli della saga. Sa perfettamente che non bastano eroi sarcastici o situazioni folli nello spazio per replicarne il successo.
Servono personaggi, emozioni e relazioni credibili.
E, da quanto mostrato finora, Supergirl sembra intenzionato a premere proprio sui tasti giusti.

