Steven Universe e le Crystal Gems – Recensione

Tunué porta in Italia le avventure a fumetti di Steven Universe, che debutta questo mese nella collana Tipitondi. In questa prima uscita il nostro eroe, accompagnato dalle Crystal Gems, dovrà vedersela con una storia paurosa che rischia di diventare vera…

Steven Universe è una delle serie animate di maggior successo prodotti da Cartoon Network (in Italia è disponibile nell’immenso catalogo Netflix) e non è affatto difficile capire come mai migliaia di bambini in tutto il mondo siano letteralmente impazziti per questa serie: è fresca, divertente, appassionante. In grado di toccare temi importanti come l’inclusione e i rapporti personali. Proprio grazie a questa particolare sensibilità, il cartoon di Steven Universe è stato candidata a tre Emmy Award e cinque Annie Award, ricevendo consensi sia dalla critica che dal pubblico.

C’è davvero molto più di quello che appare in Steven Universe e Tunué, editore sempre attento alle tematiche sociali oltre che alla qualità dell’opera, non si è fatta sfuggire l’occasione di presentare la versione a fumetti di questo personaggio anche nel nostro Paese, confezionando un volume davvero molto bello, che farà certamente felici i fan del personaggio (e non solo).

Prima di addentrarci nella lettura di questo libro, è bene sapere che Steven Universe vive le sue avventure insieme alle Crystal Gems, un gruppo di Gemme (una specie extraterrestre ultramillenaria, munita di tecnologia avanzatissima e dotata di poteri sovrumani e “magici”) dedite a proteggere la Terra e l’intera umanità da qualsivoglia minaccia. Oltre al nostro piccolo eroe, che è un ibrido umano/Gemma, ci sono dunque Garnet, Ametista e Perla a difendere il nostro pianeta. Anche il nostro Steven ha dei poteri: li ha ereditati da sua madre, Quarzo Rosa, ex leader delle Crystal Gems ora scomparsa; anche lui sta diventando un piccolo, grande eroe, mostrando spesso una sensibilità davvero molto forte: gli autori vogliono in questo modo mettere in risalto sia il suo lato femminile che quello maschile, cercando così di rivolgersi a un pubblico più ampio possibile. 

Questa premessa è necessaria, in quanto questo primo volume non presenta le origini del personaggio: negli Stati Uniti in fondo questa miniserie è uscita in concomitanza con la seconda stagione della serie animata, dunque gli autori non hanno ritenuto opportuno ripartire da zero, ma bensì aggiungere altre avventure che siano sia complementari che assolutamente godibili a sé stanti rispetto al cartoon. 

Josceline Fenton confeziona una storia divertente e appassionante, che mette subito a dura prova i nervi del piccolo Steven (oltre che quelli di Ametista): il nostro eroe, insieme alle sue inseparabili amiche Gemme, decide di passare una notte in campeggio, proprio come faceva con suo padre. Mentre sono tutti raccolti intorno al fuoco, inizia a raccontare storie paurose, anche se non hanno esattamente l’effetto sperato su Garnet, Ametista e Perla. Cominciano così a raccontarne una loro: parla di un terribile fantasma che tramutava in vetro le Gemme cattive, frantumandole. Steven e Ametista rimangono piuttosto turbati dalla storia, anche perché la stessa notte scopriranno che non era esattamente una leggenda, anzi…

La trama conferma il valore della serie, che rispecchia in tutto e per tutto gli standard del cartone animato. Ritroveremo tutti i punti di riferimento che abbiamo imparato ad apprezzare dallo show televisivo, con in più la profondità che solo un libro riesce a trasmettere. Nonostante la semplicità della trama, piuttosto lineare, non ci ritroviamo mai di fronte a un qualcosa di scontato o prevedibile.

Steven Universe è senza ombra di dubbio la collana che mancava, nell’universo narrativo dedicato ai giovani lettori. La sua missione è farci pensare mentre ci divertiamo e sono davvero in pochi quelli che possono dire di esserci riusciti. Steven è sicuramente tra questi.
Benvenuto nelle nostre librerie, piccoletto.

 

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Mr. Kent

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Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.

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