Dopo mesi di silenzio e aspettative, Steven Spielberg è tornato a farsi sentire, e lo ha fatto nel modo più rumoroso possibile: con la diffusione del primo trailer di Disclosure Day, il suo nuovo film atteso nelle sale a giugno 2026. Non si tratta di un’uscita qualunque, perché questo è il primo progetto cinematografico del regista dopo The Fabelmans (2022), il film più personale e autobiografico della sua carriera. Ma soprattutto, Disclosure Day segna qualcosa di ancora più significativo: il ritorno di Spielberg alla fantascienza, il genere che lo ha consacrato come uno dei più grandi narratori visivi di sempre.
Negli ultimi anni il regista de Lo Squalo ha esplorato territori molto diversi tra loro, passando dal musical (West Side Story) al racconto intimista e familiare con il già citato The Fabelmans. Con Disclosure Day, però, sembra voler riallacciare il filo con il suo cinema più iconico, quello che ha fatto sognare, riflettere e tremare intere generazioni di spettatori.
La fantascienza, per Spielberg, non è mai stata solo astronavi ed effetti speciali. È sempre stata una lente per osservare l’umanità, le sue paure, le sue speranze e il suo rapporto con l’ignoto. Da Incontri ravvicinati del terzo tipo a E.T. – L’extra-terrestre, passando per A.I. – Intelligenza artificiale, Minority Report e La guerra dei mondi, il regista ha usato l’alieno come metafora, mai come semplice spettacolo.
E il trailer di Disclosure Day lascia intendere che anche questa volta il cuore del film sarà proprio lì: nell’impatto emotivo dell’inspiegabile sulla vita quotidiana.
Guardiamolo insieme:
Disclosure Day | Official Teaser
Emily Blunt, una meteorologa e qualcosa che non dovrebbe esistere
Dal primo trailer emergono pochi dettagli narrativi, ma abbastanza per delineare un’atmosfera inquietante e affascinante. Emily Blunt interpreta una meteorologa televisiva, una figura rassicurante, familiare, simbolo di normalità e controllo scientifico. Ed è proprio questa normalità a incrinarsi improvvisamente, quando il suo personaggio sembra essere posseduto o influenzato da una misteriosa forza extraterrestre.
Le immagini suggeriscono un cambiamento graduale, sottile, più psicologico che spettacolare, almeno all’inizio. Uno stile che richiama lo Spielberg più classico, quello che preferisce costruire la tensione lentamente, lasciando che sia lo spettatore a riempire gli spazi vuoti con le proprie paure.
Blunt appare al centro del racconto, ed è facile immaginare una performance intensa, giocata su sguardi, silenzi e trasformazioni interiori. Un ruolo che sembra cucito su misura per un’attrice capace di muoversi con naturalezza tra fragilità emotiva e forza drammatica.

Josh O’Connor e la verità sugli alieni
Accanto a lei troviamo Josh O’Connor, attore sempre più centrale nel cinema contemporaneo, qui nei panni di un uomo determinato a rivelare al mondo la verità sull’esistenza della vita aliena. Il suo personaggio sembra incarnare il ruolo del “portatore di verità”, una figura ricorrente nel cinema di Spielberg: qualcuno che vede qualcosa di più grande, ma che fatica a farsi credere.
Il rapporto tra i due protagonisti, almeno da quanto si intuisce dal trailer, sarà uno dei fulcri emotivi del film. Da una parte la razionalità che vacilla, dall’altra l’ossessione per una verità che potrebbe cambiare per sempre il destino dell’umanità.
Una vecchia, grande collaborazione che ritorna
A rendere Disclosure Day ancora più interessante è il ritorno della collaborazione tra Steven Spielberg e David Koepp, che firmano insieme la sceneggiatura. Koepp non è un nome qualunque: è uno degli sceneggiatori più importanti del cinema mainstream degli ultimi trent’anni e ha già lavorato con Spielberg in film fondamentali come Jurassic Park, La guerra dei mondi e Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo.
Questa partnership fa pensare a una storia solida, costruita con attenzione ai personaggi ma anche con una forte consapevolezza del ritmo e dello spettacolo. Koepp è noto per la sua capacità di rendere accessibili concetti complessi senza mai appesantire la narrazione, una qualità perfettamente in linea con il cinema spielberghiano.
Un cast ricco e trasversale
Oltre a Blunt e O’Connor, il cast di Disclosure Day include Eve Hewson, Colman Domingo e Colin Firth, tre nomi che aggiungono ulteriore prestigio e varietà al progetto. Domingo, in particolare, sembra sempre più presente in produzioni di alto profilo, mentre Firth porta con sé quell’autorevolezza elegante che potrebbe rivelarsi fondamentale in un racconto che ruota attorno a istituzioni, media e verità scomode.
La sensazione è quella di un film corale, dove ogni personaggio avrà un ruolo chiave nel mostrare le diverse reazioni dell’umanità di fronte a qualcosa che sfugge a ogni logica.

Spielberg oggi: meno spettacolo, più emozioni?
Una delle domande più interessanti che Disclosure Day solleva riguarda lo Spielberg di oggi. Dopo aver raccontato sé stesso in The Fabelmans, il regista sembra pronto a tornare al grande cinema di genere, ma con una sensibilità diversa, più matura, forse più malinconica.
Il trailer non punta sull’azione sfrenata, né sugli effetti speciali invadenti. Al contrario, suggerisce un approccio più intimo, quasi contemplativo, dove la fantascienza diventa uno strumento per parlare di identità, comunicazione e paura dell’ignoto. Un ritorno alle origini, sì, ma filtrato da decenni di esperienza e consapevolezza artistica.
Appuntamento al 2026
Disclosure Day arriverà nelle sale nel giugno del 2026, e fin da ora si candida a essere uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno. Non solo per il nome di Spielberg, ma per ciò che il film rappresenta: un dialogo tra passato e presente, tra il cinema che ci ha fatto innamorare della fantascienza e quello che oggi cerca nuove forme per raccontarla.
Se il film manterrà le promesse del trailer, potremmo trovarci di fronte a un’opera capace di parlare al pubblico di ieri e di oggi, ricordandoci perché Steven Spielberg resta, ancora una volta, uno dei più grandi narratori della storia del cinema.

