Il Primo Vendicatore ha vissuto all’interno del Marvel Cinematic Universe uno degli archi narrativi più apprezzati dal pubblico, diventando nel tempo una delle figure centrali degli Avengers e arrivando a rivaleggiare in popolarità con Tony Stark. Oggi, dopo il teaser trailer di Avengers: Doomsday, i fan si interrogano su quale destino attenda Steve Rogers e Captain America all’interno dell’MCU. Ripercorriamo il suo cammino cinematografico, dal primo – e ormai storico – film del 2011, sino ad arrivare al prossimo blockbuster dei Marvel Studios, passando ovviamente per il passaggio di consegne tra Steve e Sam Wilson, l’attuale Sentinella della Libertà.

- Le origini di Captain America: Steve Rogers, un ragazzo di Brooklyn
- Captain America e il mondo moderno: dagli Avengers alla crisi d’identità
- Captain America: The Winter Soldier, il punto di svolta dell’MCU
- Avengers: Age of Ultron e la frattura con Tony Stark
- Captain America: Civil War, la scelta di Steve Rogers
- Avengers: Infinity War ed Endgame, la conclusione dell’arco narrativo
- L’eredità dello scudo: Sam Wilson e il futuro di Captain America
Le origini di Captain America: Steve Rogers, un ragazzo di Brooklyn
A differenza di Thor, Steve Rogers non viene introdotto da una scena post-credit. Il personaggio, interpretato da Chris Evans, debutta ufficialmente nel 2011 con Captain America: Il primo vendicatore, diretto da Joe Johnston. Ambientato durante la Seconda guerra mondiale, il film racconta le origini del Capitano presentando Steve come un giovane fragile ma determinato, incapace di tollerare ingiustizie e soprusi.
Il rifiuto dell’esercito a causa del suo fisico gracile rende ancora più potente la trasformazione successiva: grazie al siero del supersoldato, Rogers diventa Captain America. Tuttavia, il film sottolinea fin da subito che la vera forza del personaggio non risiede nei muscoli, ma nei suoi valori morali.
Nonostante incassi moderati, il film viene lodato per la profondità del protagonista e introduce i tre conflitti fondamentali che accompagneranno Steve Rogers per tutto l’MCU: la perdita di Bucky Barnes, l’amore incompiuto con Peggy Carter e il trauma del risveglio in un mondo che non gli appartiene più.

Captain America e il mondo moderno: dagli Avengers alla crisi d’identità
In The Avengers (2012) di Joss Whedon, Steve Rogers affronta il difficile adattamento al presente. Isolato, nostalgico e disorientato, il Capitano appare come un uomo fuori dal tempo, incapace di trovare il proprio posto in una realtà che sembra aver dimenticato il sacrificio della sua generazione.
Grazie al successo del film e alla performance di Chris Evans, Captain America si afferma come uno dei personaggi più amati del Marvel Cinematic Universe. Il pubblico si affeziona al suo conflitto interiore e alla sua difficoltà nel convivere con compagni tanto diversi, come Tony Stark e Thor, senza mai rinnegare i propri ideali.

Captain America: The Winter Soldier, il punto di svolta dell’MCU
Con Captain America: The Winter Soldier (2014), diretto dai fratelli Russo, il personaggio raggiunge una nuova maturità narrativa. Il film, considerato da molti il miglior capitolo dell’MCU, fonde thriller politico, azione e introspezione psicologica.
La scoperta del complotto dell’HYDRA all’interno dello S.H.I.E.L.D. e la rivelazione dell’identità del Soldato d’Inverno come Bucky Barnes costringono Steve Rogers a mettere in discussione tutto ciò in cui crede. Il tema centrale diventa la libertà personale contro la sicurezza imposta, un conflitto che avrà conseguenze durature nelle fasi successive dell’universo Marvel.

Avengers: Age of Ultron e la frattura con Tony Stark
In Avengers: Age of Ultron (2015), emergono con forza le prime crepe nel rapporto tra Steve Rogers e Tony Stark. La creazione di Ultron segna uno spartiacque ideologico tra i due leader degli Avengers, anticipando lo scontro che esploderà di lì a poco.
Il film approfondisce ulteriormente il tema dell’identità di Captain America in un mondo che non riconosce più i suoi valori, rafforzato anche da scene simboliche – come quella del murale con la scritta “fascista” – che evidenziano il distacco tra il simbolo e la nazione che dovrebbe rappresentare.

Captain America: Civil War, la scelta di Steve Rogers
Con Captain America: Civil War (2016), il conflitto ideologico diventa aperto. Gli Accordi di Sokovia dividono gli Avengers e costringono Steve Rogers a scegliere tra obbedienza e coscienza. Il suo rifiuto di sottostare a un’autorità che non tutela le persone segna la trasformazione definitiva del personaggio in un ribelle morale.
Lo scontro finale con Tony Stark, alimentato dalla rivelazione della morte dei suoi genitori per mano di Bucky, rappresenta uno dei momenti emotivamente più intensi dell’intero MCU.

Avengers: Infinity War ed Endgame, la conclusione dell’arco narrativo
Con Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame l’MCU ha raggiunto il picco di incassi e di apprezzamento della critica, oltre al suo apice narrativo, e Captain America è stato uno dei principali protagonisti dei due film-evento.
Nonostante in Infinity War lo spazio sullo schermo sia molto ridotto — tanto che tecnicamente quello di Chris Evans viene considerato un cameo, poiché il tempo complessivo è inferiore ai diciassette minuti — ciò non ha influito sulla riuscita della conclusione della storia di Steve Rogers, che verrà acclamata dagli appassionati come una delle migliori.
Nel corso delle due pellicole, infatti, nonostante gli sforzi per proteggere Visione in Wakanda si rivelino infruttuosi contro Thanos, Steve mantiene la guida del gruppo degli Avengers anche dopo la sconfitta. Dopo aver avuto un ultimo scambio con Tony, nel quale quest’ultimo gli rinfaccia che, nonostante la promessa, Steve non c’era, sarà comunque il Capitano a guidare gli Avengers durante il viaggio nel passato. Arriverà persino a scontrarsi con una versione di sé stesso durante la battaglia di New York, senza però riuscire a recuperare il Tesseract e venendo così costretto, insieme a Tony, a viaggiare ancora più indietro nel tempo. Questo lo porterà a rivedere Peggy Carter da giovane.
Dopo aver riportato tutti in vita grazie allo schiocco di Hulk con il Guanto dell’Infinito e aver guidato gli Avengers nella battaglia finale contro Thanos, durante la missione di restituzione delle Gemme Steve decide di non tornare nel presente, scegliendo invece di vivere nel passato con Peggy. Finalmente può condurre una vita senza guerra né combattimenti, una vita semplice, come quella di un uomo qualunque, riuscendo a godersi un po’ di quella pace che sente di meritare, per poi tornare nel presente solo da anziano.
Con un gesto finale che segna l’inizio di una nuova generazione di eroi, Steve Rogers consegna il suo scudo a Sam Wilson. Captain America, ormai, è diventato un simbolo, e un simbolo può essere indossato da chiunque. Affidarlo a Sam Wilson sancisce anche l’idea che l’America possa essere rappresentata da chiunque, perché, come afferma spesso Steve Rogers citando la Dichiarazione d’Indipendenza, tutti gli esseri umani sono stati creati uguali, senza alcuna distinzione. È dunque tempo che Captain America incarni anche l’epoca moderna, testimone di un mondo nuovo e coraggioso.

L’eredità dello scudo: Sam Wilson e il futuro di Captain America
Il personaggio di Sam Wilson, interpretato da Anthony Mackie, attore fino a quel momento poco noto, si presenta fin da subito con un conflitto molto chiaro: la responsabilità di portare il titolo di Captain America per un afroamericano in un’America sempre più divisa e polarizzata, sia dentro che fuori dallo schermo. Questo conflitto sarà al centro di tutte le opere che vedranno protagonista il nuovo Captain America.
Il debutto di Mackie avviene in una delle prime serie televisive appartenenti all’MCU: nel 2021 approda infatti su Disney+ The Falcon and the Winter Soldier, miniserie di sei episodi creata da Malcolm Spellman, già noto per il suo lavoro sulla serie Empire. La serie racconta il viaggio di Sam Wilson e Bucky Barnes all’interno di un’America che appare fortemente riluttante ad accettare il nuovo Captain America. Il governo nomina infatti John Walker come nuovo simbolo nazionale, andando in completa contraddizione con l’ultima scelta di Steve Rogers. Sam dovrà quindi dimostrare di essere all’altezza del titolo, con l’aiuto di Bucky, nonostante i media e l’opinione pubblica sembrino non accettarlo.
Nonostante la serie sia passata relativamente in sordina, complice l’attenzione del pubblico rivolta ad altre produzioni Marvel come WandaVision e Loki, la critica ha accolto molto positivamente tutti e sei gli episodi. In particolare sono state elogiate la capacità di affrontare un tema profondo e delicato come la discriminazione, consapevole e non, all’interno di un prodotto Marvel, e la scrittura dei dialoghi, capace di esprimere i conflitti interiori dei personaggi attraverso un uso costante della metafora, senza mai risultare troppo esplicita. La serie si pone inoltre come trampolino di lancio per il primo film con il nuovo Captain America come protagonista, previsto per il 2025.

Con la regia di Julius Onah, Captain America: Brave New World racconta il ruolo di Sam Wilson, ormai definitivamente Captain America, nel contesto di un’importante trattativa internazionale sulla spartizione dell’adamantio estratto dal Celestiale deceduto visto in Eternals. La negoziazione diventa il fulcro di un complotto che coinvolge direttamente il Presidente degli Stati Uniti, Thaddeus Ross, e che costringe Sam Wilson a dimostrare ancora una volta di essere degno dell’eredità di Steve Rogers.
La pellicola è stata accolta freddamente sia dal pubblico che dalla critica. Superando a fatica i quattrocento milioni di dollari al box office, il film è stato criticato per una regia giudicata anonima e per la qualità poco convincente degli effetti speciali. A questo si aggiunge il fatto che uno dei misteri centrali della storia, ovvero la rivelazione del Presidente Ross come Hulk Rosso, venga svelato apertamente in poster e materiali promozionali, rovinando quello che avrebbe dovuto essere uno dei principali colpi di scena del film.
Con il ritorno dei fratelli Russo nell’MCU, i fan sono ora curiosi di scoprire quale destino riserverà il futuro a Steve Rogers e a Captain America, ora personaggi separati ma entrambi confermati nella nuova pellicola dedicata agli Avengers. Questa volta la storia verrà raccontata da una prospettiva diversa, con l’ex Capitano alle prese con una nuova fase della sua vita. Ciò che è certo è che, nel corso della sua permanenza nell’MCU, Captain America è diventato uno dei personaggi Marvel più amati e apprezzati di sempre.

