Sam Raimi, il visionario filmmaker conosciuto per aver rivoluzionato il genere supereroistico con la trilogia dell’Uomo Ragno nei primi anni Duemila e per aver dato vita alla saga cult di Evil Dead (conosciuto come La Casa, in Italia), ha recentemente condiviso alcune rivelazioni interessanti riguardo ai progetti che avrebbe voluto concretizzare ma che non hanno mai visto la luce.
Durante una conversazione con i giornalisti di Movieweb, avvenuta in occasione della promozione del suo ultimo lavoro cinematografico intitolato Send Help, un thriller che segna il suo ritorno a tematiche più vicine alle sue origini artistiche, il cineasta ha aperto il proprio cuore riguardo ai personaggi dei fumetti che lo hanno sempre affascinato. La discussione si è concentrata principalmente sull’icona di Gotham City, rivelando come Raimi abbia tentato senza successo di portare sul grande schermo una propria interpretazione del Pipistrello.
I tentativi falliti e le porte chiuse di Hollywood
Il regista ha confessato apertamente come nel corso della sua carriera abbia cercato di assicurarsi i diritti cinematografici per realizzare una pellicola dedicata all’eroe mascherato di Gotham, incontrando però ostacoli insormontabili che hanno impedito la concretizzazione di questo ambizioso progetto.
Oltre alla questione legata al personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger, Raimi ha anche menzionato un altro tentativo andato a vuoto relativo a The Shadow, il giustiziere con poteri ipnotici protagonista dei pulp magazine degli anni Trenta, dimostrando così il suo interesse per figure eroiche dal tono oscuro e misterioso.
Questi episodi evidenziano come anche cineasti affermati e di comprovato talento debbano confrontarsi con le complesse dinamiche dei diritti intellettuali nell’industria dell’intrattenimento, dove spesso le decisioni commerciali prevalgono sulle visioni artistiche individuali.
Sam Raimi – L’amore dichiarato per l’universo DC e Superman
Nonostante le delusioni del passato, il filmmaker ha espresso con entusiasmo la sua profonda ammirazione per numerosi personaggi appartenenti alla scuderia della DC Comics, sottolineando in particolare il suo legame affettivo con Superman, l’Uomo d’Acciaio di Metropolis che considera da sempre uno dei suoi eroi preferiti.
Raimi ha specificato che sarebbe disposto a impegnarsi nella regia di un lungometraggio supereroistico solamente se la sceneggiatura rispettasse determinati criteri qualitativi fondamentali: la narrazione dovrebbe essere originale pur rimanendo fedele all’essenza del personaggio, evitare di tradire le aspettative dei fan di lunga data, valorizzare i momenti più significativi dell’eroe e presentare conflitti autentici che mettano alla prova il protagonista in modo coerente con la sua natura. Questo approccio riflette la filosofia che il regista aveva già applicato con successo ai suoi film su Spider-Man, dove era riuscito a bilanciare spettacolarità e rispetto per il materiale originale.

Un’epoca cinematografica dove la passione guidava i progetti
L’articolo di Movieweb sottolinea un aspetto fondamentale del discorso: i film dedicati ai supereroi rappresentavano in passato delle autentiche espressioni personali, progetti portati avanti da registi con visioni distintive che erano riusciti a conquistare una posizione influente nell’industria hollywoodiana. Il Batman diretto da Tim Burton nel 1989 costituisce l’esempio perfetto di questo fenomeno, un’opera che portava impressa l’impronta stilistica inconfondibile del suo creatore, così come la trilogia di Spider-Man firmata da Raimi conservava elementi caratteristici del suo linguaggio cinematografico nonostante le pressioni commerciali.
Persino Doctor Strange nel Multiverso della Follia, realizzato vent’anni dopo e all’interno della ben oleata macchina produttiva dei Marvel Studios, riusciva a incorporare sporadicamente tracce dell’estetica raimiana, dimostrando come il talento individuale possa occasionalmente emergere anche nei progetti più controllati dalle major.
Sam Raimi – L’appello implicito a James Gunn e ai DC Studios
La conclusione naturale di queste dichiarazioni porta inevitabilmente a interrogarsi sulle possibilità future: gli Studios potrebbero finalmente concedere a Sam Raimi l’opportunità di realizzare la sua personale interpretazione del Cavaliere Oscuro? Con James Gunn attualmente alla guida creativa dei DC Studios e impegnato nella ricostruzione dell’universo cinematografico della casa editrice, il momento potrebbe rivelarsi propizio per considerare collaborazioni con filmmaker dalla visione autoriale così forte. L’ultimo tentativo di dare a Raimi le chiavi di Gotham risale a decenni fa, quando Hollywood scelse invece di proseguire con Joel Schumacher, ottenendo risultati divisivi che ancora oggi alimentano dibattiti accesi tra cinefili e appassionati di fumetti.
E voi cosa ne pensate? Vorreste vedere un film di Batman diretto dal grande Sam Raimi? Come sempre aspettiamo i vostri commenti per parlarne insieme!
Fonte: avclub.com

