Wonder Woman: Warbringer – La ragazza dietro l’eroina

Editrice Il Castoro, con la sua collana DC Graphic Novel for Young Adult, continua a regalarci perle. Oggi vi parliamo della graphic novel Wonder Woman: Warbringer, tratta dal romanzo di Leigh Bardugo. Adattato magistralmente da Louise Simonson e illustrata da Kit Seaton, quest’opera ci racconta di una giovane Diana, alla scoperta di sé stessa e alla ricerca del suo posto nel mondo.

recensione wonder woman warbringer

DC Comics sta cercando sempre di più d’innovare la sua linea editoriale, creando collane adatte ad ogni fascia d’età. Se le opere della collana Black Label, come Batman Dannato, sono indirizzate per lo più ad un pubblico adulto, quelle facenti parte delle collane DC Zoom e DC Ink sono invece rivolte ad un pubblico di giovani lettori, che la casa di Burbank vuole far crescere insieme ad i suoi iconici eroi. Ora, grazie ad Editrice Il Castoro, le opere della linea DC Ink sono arrivate anche in Italia, pubblicate nella collana DC Graphic Novels for Young Adults.

Tra le splendide opere di questa collana, troviamo Wonder Woman: Warbringer, graphic novel tratta dall’omonimo romanzo di Leigh Bardugo, adattato dalla celebre Louise Simonson, per i disegni di Kit Seaton.

Wonder Woman è sicuramente un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Creata nel 1941 dallo psicologo William Moulton Marston, che si lasciò ispirare dalle donne della sua vita, Diana di Themyscira ha fin da subito attirato l’attenzione dei lettori e delle lettrici. Personaggio rivoluzionario, prima donna di spicco in un panorama di eroi maschili, ha vissuto una parabola discendente. Questa toccò il suo punto più basso negli anni Cinquanta del secolo scorso, quando l’amazzone venne privata della sua dimensione supereroistica.

La sua stella si è poi riaccesa negli anni Settanta, con la serie TV che vide protagonista Lynda Carter. Ha poi brillato ancor di più quando, nel 2017, è arrivata nelle sale la prima pellicola stand-alone a lei dedicata, nella quale l’amazzone ha il volto di Gal Gadot.
Con Warbringer, Leigh Bardugo e quindi Louise Simonson, ci portano alla scoperta di una Diana che ancora non è la Wonder Woman che conosciamo. E che da principessa di Themyscira è alla ricerca del suo posto nel mondo, tra mitologia e “realtà”.

Prima di Wonder Woman, c’è stata Diana

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Prima di diventare una delle eroine più forti ed iconiche della nona arte, Wonder Woman era solo Diana, principessa di Themyscira, isola paradisiaca e casa delle amazzoni. La giovane Diana si trova a vivere in una società fatta di valorose guerriere, morte in battaglia pregando le dee, che ora vivono una seconda vita da amazzone. Lei, invece, è nata dalla terra di Themyscira, plasmata dalle mani della regina Ippolita. Per questo, viene messa costantemente alla prova dalle sue sorelle e quando finalmente arriva per lei l’occasione di mostrare il suo valore, Diana la spreca ed infrange la legge delle amazzoni, rischiando l’esilio, per salvare Alia Keralis, una mortale naufragata al largo dell’isola delle amazzoni.

Ma Alia non è una comune mortale, è una Warbringer, una “portatrice di guerra”, discendente di Elena di Troia. Con il suo gesto quindi, Diana potrebbe aver condannato la sua Themyscira ed il mondo intero. Insieme, le due affronteranno un esercito di nemici, sia mortali che divini, determinati a distruggere la Warbringer o ad usarla per lasciare che la guerra infuri. Riusciranno le due, divenute sorelle in battaglia, a salvare i loro mondi?

Una graphic novel tra romanzo, mitologia e realtà

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Che la storia sia nata dalla mente geniale di Leigh Bardugo, uno dei nomi di punta della narrativa fantasy e young adult è chiaro in ogni balloon. Ma la sua firma emerge soprattutto in merito alla caratterizzazione dei personaggi. La storia di Diana ed Alia è caratterizzata da una battaglia costante, che le porterà a crescere e a scoprirsi forti come non mai. Nelle prime battute di questa storia, ci troviamo dinanzi a due ragazze inconsapevoli del loro potenziale e del loro reale valore.

Tra le pagine di questa graphic novel le vedremo evolversi e ciò vale in particolar modo per Diana, protagonista assoluta di questa storia. Quella che ci presenta Leigh Bardugo, però, non è la supereroina che tutti noi conosciamo. Siamo di fronte alla giovane principessa di Themyscira, che compie scelte difficili e che si sacrificherà in prima persona, prima di diventare Wonder Woman.

Tuttavia, leggendo questa graphic novel, risulta chiaro che dietro ci sia un romanzo, ma non è detto che ciò sia un difetto. Il racconto del percorso che ha portato alla nascita dell’eroina vista nei fumetti della casa di Burbank è infatti ricco di eventi secondari. Questi funzionano bene in un romanzo, ma rallentano la narrazione fumettistica, in genere più immediata e canalizzata. Le stesse tavole sono ricche di balloon che, pur contribuendo alla caratterizzazione di tutti i personaggi che incontreremo tra queste pagine, finiscono col rallentare il ritmo della narrazione.

Il tratto di Kit Seaton, moderno, deciso e d’impatto, è invece perfettamente adatto a questa storia e allo stile di scrittura della Bardugo. Osservando le varie tavole ci perderemo infatti in scene ricche di dettagli, con protagonisti d’impatto e ben caratterizzati. Colpisce poi la scelta cromatica fatta da Sara Wooley. La colorista ha infatti optato per una palette di colori freddi, ed è soprattutto il blu a dominare per la maggior parte dell’opera. Questo colore freddo, usato in tutte le sue sfumature, da sempre associato alla pace e alla calma, lascia poi il posto al rosso, il colore del fuoco, e ad altri colori caldi, dominanti nelle tavole che ci narrano la guerra o il passato mitico del mondo di Diana.

La ragazza dietro l’eroina

Warbringer

Leggendo i vari fumetti a lei dedicati, più volte mi sono chiesta che tipo di ragazza fosse stata Diana, prima di diventare l’eroina che mi è entrata nel cuore. In queste pagine, ho trovato una ragazza che sente di dover dimostrare il suo valore, per poter avere il suo posto nel mondo. E lo fa seguendo il cuore, ed è lì che sta la sua forza più grande. D’altronde, la nostra Wonder Woman è fermamente convinta che solo l’amore possa davvero salvare il mondo. Questa sua convinzione inizia ad emergere già tra le pagine di questa graphic novel, in cui vediamo una Diana adolescente, determinata a dimostrare di non essere solo una figlia della terra.

Diana combatte per affermarsi, per avere il suo posto in un mondo che sembra rifiutarla e che la vede solo come la figlia di Ippolita. Tutti, soprattutto il generale Tecmessa, una delle fedelissime della regina, non fanno altro che chiamarla “pisside”, vaso di terra, facendola sentire una nullità.

Wonder Woman Warbringer

La Diana di Leigh Bardugo non si abbatte e reagisce. È un’amazzone forte fisicamente ma soprattutto mentalmente, pur avendo delle fragilità e delle insicurezze che la rendono vicina agli adolescenti che siamo stati, o che magari abbiamo avuto modo di incontrare nella nostra vita. Diana combatte per sé stessa e per l’umanità, con la quale avrà sempre un legame profondo. La vediamo infatti anteporre il bene di Alia al suo, scegliere di salvarla e, apparentemente, rinunciare alla gloria tra le sue sorelle.

Perché Wonder Woman è così: combatte e si prodiga per come il mondo potrebbe essere. E se tutti avessimo un pizzico di Diana, della sua determinazione e del suo cuore in noi, probabilmente questo mondo sarebbe davvero un posto migliore.

 

 

 

 

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Wonder Woman: Warbringer

Wonder Woman: Warbringer

Tratto dal romanzo di Leigh Bardugo
Adattamento: Louise Simonson
Disegni: Kit Seaton
Colori: Sara Wooley
Formato: Brossura, 192 pagine a colori
Prezzo: € 15,50
Editore: Il Castoro
Voto:

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