Wonder Man ci porta nella Hollywood Marvelliana

Wonder Man sorprende dove meno te lo aspetti: una serie Marvel intima, ironica e inaspettatamente riuscita, che parla di identità, fallimenti e cinema più che di superpoteri. Una recensione sincera (e senza spoiler) su una delle sorprese recenti dei Marvel Studios

Francesco Rescigno
recensione wonder man

E se vi dicessi che Wonder Man è una delle serie più riuscite degli ultimi anni dei Marvel Studios?

Inizialmente lo scettiscismo che aleggiava nei miei pensieri era elevato. Ero convinto che fosse una serie senza infamia e senza lode, nata nel caos degli ultimi anni in casa Marvel Studios che non avesse nulla da raccontare, se non l’ennesimo eroe da buttare nella mischia. Insomma, avevo paura di essere deluso. Crescendo, però, ho imparato che non bisogna mai giudicare il libro dalla copertina e che non bisogna mai farsi influenzare dai commenti social della gente, soprattutto prima che venga pubblicato un prodotto, che sia televisivo, cinematografico o fumettistico.

Wonder Man esce quasi in sordina e nel bel mezzo del caos mediatico di Avengers: Doomsday, tra leak e mille anticipazioni. E forse, proprio questo scrolla di dosso alla serie un po’ di “ansia da prestazione”.

Si, okay ma di cosa parla Wonder Man?

wonder man recensione

Un attore con poteri

Simon Williams è un aspirante attore di Hollywood che, sin da subito, si mostra come un impeccabile rompiscatole. Un pignolo di prima categoria che mette troppa attenzione nei propri ruoli – perderà il ruolo di comparsa in America Horror Story –  in attesa di sfondare e rendere orgogliosi la madre e il fratello, con cui non ha un rapporto idilliaco.

Dopo svariati tentativi e la rottura con la sua fidanzata, conosce Trevor Slattery – interpretato da un colossale Ben Kingsley – un attore in decadenza che ha ancora qualcosa da dare all’industria cinematografica. I due fanno squadra quando vengono a sapere che Von Kovak sta realizzando un remake del film dedicato a Wonder Man. Entrambi, però, hanno un segreto che potrebbe cambiare il corso degli eventi. Da una parte c’è Simon che vuole tenere nascosta la sua dote di controllare l’energia ionica, mentre Trevor quella di lavorare come spia per il Damage Control – ancora protagonista dopo le apparizioni in Spider-Man: No Way Home e Ms. Marvel – che sta cercando di incastrare Simon.

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Allievo e mentore

Il rapporto tra Simon e Trevor è carico di una chimica a dir poco scoppiettante. I due, però, soffrono di un difetto chiaro della serie: l’estrema velocità. 8 episodi da circa 30 minuti l’uno non bastano per raccontare l’evoluzione dei due personaggi. L’impressione, infatti, è che ci siano carenze narrative dovute a una velocità quasi soffocante che non permette lo sviluppo attento di alcune dinamiche.

Esempio lampante è il rapporto familiare di Simon. A mio avviso poteva essere approfondito con maggiore attenzione. Si accenna a un rapporto complicato tra Simon e il fratello, ma nel giro di poco si risolve con un abbraccio. Magari qualche scena in più non sarebbe stata sgradita, anche perché le premesse erano interessanti.

Un fratello che “punta il dito” al fratello minore, Simon, dove un incidente casalingo che ha fatto luce sui poteri di Simon.

I segreti di Simon e Trevor, inoltre, vengono subito svelati e questo appiattisce la suspence della serie. La dinamica tra mentore e allievo, per quanto regga, decade presto una volta che tutte le carte sono sul tavolo.

Wonder Man John Byrne

Storia editoriale

Wonder Man non è novizio come personaggio, almeno nel mondo fumettistico. Simon Williams/Wonder Man è uno di quei personaggi Marvel la cui storia editoriale funziona meglio come parabola identitaria che come semplice “scheda poteri”. Nasce negli anni ’60 come infiltrato creato dal Barone Zemo per colpire gli Avengers, ma già nel suo esordio la scrittura lo spinge verso il tradimento della propria parte e il sacrificio, impostando il tema fondante di Simon – l’idea che l’eroismo sia una scelta contro natura, eppure inevitabile.

Da questo presupposto si diramano diverse linee narrative nel corso della storia. È considerato come l’eterno ritornante, per via delle sue morti apparenti, resurrezioni, ricostruzioni e ripartenze che riscrivono di volta in volta il suo posto nel mondo, fino a farlo diventare un Avenger stimato e un volto pubblico – anche come attore – , ma sempre attraversato da un’inquietudine morale che esplode quando si disillude della comunità supereroistica e tenta persino strade radicali.

Una tra queste è quella dei Revengers – The New Avengers Annual (vol. 1) del novembre 2011, scritta da Brian Michael Bendis e disegnata da Gabriele Dell’Otto – in cui Simon Williams si convinse che i Vendicatori non fossero degli eroi ma la più grande minaccia che l’umanità avesse mai avuto e che aveva intenzione di eliminarli.

È proprio questa oscillazione – tra icona di forza e uomo che teme ciò che la forza provoca – che rende Wonder Man interessante da recensire: non tanto “quanto spacca”, ma quanto costa, a Simon Williams, continuare a esserci.

wonder man the new avengers annual

Il ritorno della Marvel Spotlight?

Marvel Spotlight è nata come etichetta dei Marvel Studios con uno scopo ben preciso: riunire storie più ristrette, legate a singoli personaggi e pensate per un pubblico più adulto, la cui visione non presuppone la conoscenza più ampia dell’MCU. La prima serie è stata Echo, seguita poi da Wonder Man.

La domanda che mi pongo è: perché non arricchire parallelamente anche il catalogo Spotlight? Mi spiego meglio, con il passare delle decadi ci troveremo sempre di più dinanzi a nuove produzione che andranno ad espandere l’universo narrativo principale dell’MCU. Tutto molto bello, ma le nuove generazioni? Come si farà a coinvolgere neofiti del genere supereroistico che si dovranno guardare decine e decine di prodotti cinematografici e televisivi per capire rimandi e trame corali?

Marvel Spotlight è la soluzione a portata di mano, ma l’impressione è che sia utilizzata solo come calderone per piazzare serie, annunciate anni fa, che hanno avuto una gestione lunga e tortuosa post Endgame.

Visione che non condivido perché l’etichetta può essere utilizzata come nel mondo dei fumetti anni Settanta e Ottanta in cui venivano realizzate serie dedicate a personaggi minori con storie più piccole e concrete, che esulano dall’universo narrativo complessivi.

In questa sottocategoria potrebbe rientrare, quindi, il reboot di Ghost Rider ma anche Daredevil: Born Again, due titoli il cui destino è ancora in bilico a prescindere dalla sospensione dei lavori a causa degli scioperi di Hollywood. Echo, invece, rientra in parte in questa nuova categorizzazione.

Wonder-Man-Review

Quello di cui avevamo bisogno?

Credo che Wonder Man sia, nonostante alcuni difetti, la serie di cui avevamo bisogno, soprattutto in un periodo in cui siamo inondati di leak e spolier sul prossimo Avengers: Doomsday. Una serie dai toni leggeri e con un personaggio dalle grandi potenzialità che non avrà problemi a integrarsi nei futuri progetti su grande schermo.

Certo, non è per nulla paragonabile al periodo d’oro dei Marvel Studios, pero, non è neanche da criticare aspramente. Per tutti e otto gli episodi, il focus principale è sulla satira dell’industria cinematografica hollywodiana, andando a citare film e serie tv esistenti ma soprattutto i problemi degli ultimi anni, dalla ripetitività dei cinecomics alla crisi del cinema.

Lo stesso Destin Daniel Cretton, uno degli sceneggiatori della serie, ha ammesso che ha giocato molto su esperienze realmente vissute sulla sua pelle per consegnare un prodotto autentico.

Nonostante la presenza – quasi minima – di super poteri, Wonder Man è una serie tv sui supereroi atipica. I combattimenti sono assenti, come l’utilizzo degli effetti speciali ridotti a poche sequenze. L’essenza della serie è sulla parte “umana” dei personaggi, Simon Williams e Trevor Slattery, e riesce a far empatizzare con entrambi.

È una ventata di aria fresca per un nuovo ciclo di storie dell’universo Marvel.

Wonder Man

Wonder Man

Paese: USA
Anno: 2026
Episodi: 8
Durata: 30 minuti
Ideatore: Andrew Guest
Interpreti e personaggi:
Yahya Abdul-Mateen II: Simon Williams / Wonder Man
Demetrius Grosse: Eric Williams
Ben Kingsley: Trevor Slattery
Byron Bowers: Demarr Davis / Doorman
Arian Moayed: Agente P. Cleary
Zlatko Buric: Von Kovak
Josh Gad: Se stesso
Joe Pantoliano: Se stesso
Ashley Greene: Se stessa
X Mayo: Janelle Jackson
Doppiatori e personaggi:
Antonino Saccone: Simon Williams / Wonder Man
Francesco Sechi: Eric Williams
Stefano De Sando: Trevor Slattery
Gianluca Crisafi: Demarr Davis / Doorman
Alessandro Rigotti: Agente P. Cleary
Antonio Sanna: Von Kovak
Dove vederla: Disney+
Voto:
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Vivo di fumetti e cultura pop: i supereroi per me non sono fantasia, ma coinquilini di un universo parallelo. Quando non salvo il mondo leggendo, mi limito a scrivere articoli o a sconfiggere boss alla Play
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