The Department of Truth – La fine del Mondo

The Department of Truth è un volume che ha tutte le caratteristiche per poter essere tra i migliori fumetti che leggeremo in questo 2022. In questa recensione Spoiler Free, vi raccontiamo perché.

 

recensione department of truth


“The Department of Truth volume 1 – La fine del mondo”
è un volume cartonato pubblicato da Panini Comics che raccoglie i primi cinque capitoli di una storia rivoluzionaria, ma che in fondo, abbiamo sempre avuto davanti.

Cole Turner è un docente dell’ FBI a Quantico. Si occupa di monitorare ed esaminare le immagini messe online dai nazionalisti di estrema destra e di controllarei loro siti Internet. Inoltre, essendo quasi tutti convinti che il governo voglia fregarli, studia dal punto di vista socio-antropologico, quanto siano facilmente influenzabili dalle teorie complottiste di cui è un grande appassionato. Proprio per questa sua curiosità, si autoinvita ad una riunione di terrapiattisti, in cui assiste a qualcosa che non doveva vedere. A causa di ciò verrà reclutato nel Dipartimento della Verità, organo segreto del governo predisposto a smascherare ogni forma di complotto prima che… diventi reale.
Esattamente, perché è proprio su questa teoria che si basa l’intera storia: la verità non è un dogma imprescindibile, ma un credo, una fede che prende vita a seconda del suo numero di fedeli.
Più crediamo a qualcosa, più diffondiamo il nostro credo, più persone si convincono che esso sia  giusto, ed ecco che una nuova teoria cospiratoria nasce e diventa reale, mettendo in pericolo la verità.
Il Dipartimento della Verità protegge la realtà come la conosciamo, distrugge le teorie complottiste più pericolose e cerca di scoprire chi c’è dietro ad esse. Si erge inoltre contro un’organizzazione segreta che sembra proprio essere la sua nemesi. Ma qual é davvero la verità? Chi decide che la teoria complottista sia quella realmente sbagliata?

Non è stato quindi Lee Harvey Oswald, (che qui ritroviamo come direttore del Dipartimento della Verità), ad assassinare Kennedy il 22 Novembre del 1963 in Texas, ma qualcuno sulla collina di fronte? Forse il governo stesso?

Obama è nato davvero alle Hawaii o, come sostenuto da Trump, è invece nato in Kenya ed è stato cresciuto fin da bambino per governare il paese dalla “Organizzazione dello Stato Profondo”?

Vengono davvero pagati degli attori per inscenare gli attentati?

Queste e altre sono le domande all’interno di questo fumetto, che forse, vuole cercare la risposta alla domanda che per anni tutti noi ci siamo posti: qual è la verità?

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L’opera si basa sull’idea della forza della manifestazione. Se tanti credono alla stessa cosa, questa cosa si avvera. Potremmo semplificarlo come il famoso “Io credo nelle fate” di Peter Pan ma in più ampia scala.

Potremmo anche vederci, dati gli innumerevoli e quasi obbligatori cenni storici, una sorta di analisi politica: Democratici contro Repubblicani, Fascisti contro Comunisti. La verità politica di una fazione contro la verità di un altra. E come sempre sarà il popolo a decidere a quale di essere credere.
In questo caso, se il popolo crede ad entrambe, entrambe prenderanno forma, come un ossimoro vivente.

In tutto questo, Cole, il protagonista, sarà l’esempio di come la giostra della verità potrebbe compromettere la stabilità emotiva e le fondamenta di una persona, se questa venisse messa di fronte ad una realtà in cui tutto, alla fine, è messo in dubbio. La domanda finale è la chiosa della storia: perché dovremmo credere a una verità rispetto che un’altra?

Il racconto tiene con il fiato sospeso per tutte le pagine, con uno stile grafico onirico che ci fa ambientare e immedesimare nella storia e come in trance, non ci permette di staccarci dalle pagine se non dopo aver voltato l’ultima. La copertina immaginifica ci permette di dare un primo sguardo a ciò che ci attende.

 

In questo volume, sono raccolte diverse teorie complottiste che hanno cavalcato l’onda dagli anni ottanta ad oggi: si passa dai rettiliani, alla morte di Kennedy, alla nascita di Obama fino ai Crisis Actor.

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Possiamo vederci inoltre, un’analisi della società odierna piuttosto calzante. In cui, come anche accennato nella prefazione, lo sviluppo della tecnologia e la possibilità di dare voce anche a chi, forse, non dovrebbe averne, ha portato a diverse problematiche.
Siamo figli di una società tecnologica in cui la disinformazione fa da padrona. In cui, gli esperimenti sociali ci regalano perle di psicologia spicciola. Ed ecco che, come una vecchia caccia alle streghe, si cerca una capro espiatorio per accettare una realtà che non ci va più a genio. E condividiamo il nostro rancore con persone vulnerabili e facilmente manipolabili che fomentano l’ ego cospiratorio.

In questi primi 5 capitoli, James Tynion IV e Martin Simmonds, gettano le basi di quello che con molta probabilità diventerà uno dei fumetti dell’anno. Attuale, intelligente, colto e sagace. Sono dell’opinione che possa non essere capito da tutti, ma che tuttavia possa essere uno spunto di riflessione profonda.

Spero davvero che il seguito valga la pena come questi primi capitoli.

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Vi aspettiamo nei commenti!

 

The Department of Truth vol. 1 - La Fine del Mondo

The Department of Truth vol. 1 - La Fine del Mondo

Autori: Martin Simmonds, James Tynion IV
Formato: 17x26; cartonato
Pagine: 144, a colori
Prezzo: € 17,00
Editore: Panini Comics
Dove trovarlo: Fumetteria e libreria
Voto:

Nissareading

Instagram Meganerd
Divoratrice di libri, fumetti e manga, affronta la vita un passo di libro alla volta, trovando ispirazione dai Samurai e da Batman.

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