The Boys: Diabolical – Liberi di Essere Diabolici

La prima serie animata ambientata nell’universo di The Boys è sbarcata su Prime Video e noi siamo pronti a svelarvi com’è, epispodio per episodio… ovviamente senza spoiler.

recensione the boys diabolical
Violento, esagerato, volgare, originale, sanguinolento, rivoltante persino, senza limite, vergogna o censura, animato, in ogni senso e stile.
Ma THE BOYS DIABOLICAL ha anche dei difetti.
Perché l’antologia animata, in nome di tutto ciò che vuol dire libertà creativa, decide di sacrificare altro, sopratutto il canone, più che la decenza.
Fatemi spiegare subito, a scanso di equivoci: al termine di questi otto corti (durata media: un quarto d’ora ciascuno) ho urlato un sentito, sincero e liberatorio DATEMENE ANCORA!, perché mi sono divertito in questa folle incursione nel mondo dei Ragazzi di Prime Video, una continua gioia per gli occhi, un continuo cazzotto al buon gusto e un continuo omaggiare l’Animazione nelle sue forme più riconosciute.

Ma passato il fomento, mi sono reso conto, cosa già palese durante la visione, ma che ho preferito lasciare in disparte per godermi il viaggio, che la Serie TV con Karl Urban e Antony Starr è qui sopratutto un pretesto, più che una regola ferrea.
Il mondo di “The Boys” ha i suoi principi generali, ravvisabili come delle storture di quello reale, a partire dalla sospensione dell’incredulità del fatto di avere dei supereroi che corrono per le strade o volano nei cieli, su cui sicuramente si può costruire altro, si possono voler raccontare delle storie, in questo caso animate, ambientate in quell’universo, usando i suoi punti di forza per sviluppare questi piccoli scorci a colpi di Amore, Morte e Composto V.
Proprio quest’ultimo è praticamente il leit-motiv di quasi tutte le storie, l’escamotage narrativo preferito.
Ma per evitare che il canone fosse un guinzaglio troppo stringente, si è scelto di lasciare le personalità coinvolte libere di creare, scrivere ed ideare a proprio piacimento. Prendendo questo o quello spunto, e usandolo, come del resto fa anche la serie originale, per mostrare qualcosa di quotidiano diventare tutt’altro, anche a costo però di eccedere con l’assurdo.
Tralasciando i doppiatori, altrettanto numerosi ed importanti, bastino qui i nomi degli sceneggiatori, diversi per tutti gli otto episodi, come diversi sono gli stili utilizzati.
Al punto che, per l’occasione, proprio per capire meglio il discorso, li analizzo uno per uno, così evitiamo di perderci:

laser-baby-va-in-citta“Laser Baby va in città”
Opera di Evan Goldberg e Seth Rogen, rilettura in chiave “Animaniacs” di quel neonato con gli occhi laser diventato a suo efferato modo un must della serie televisiva. Mi ha divertito proprio perché aggiunge alla comicità classica alla Looney Tunes, tutto il sapore splatter che ci si aspetta da “The Boys“, con un effetto finale di totale contrasto, tra la dolcezza della piccola e il bagno di sangue intorno a lei.

the-boys-diabolical-super-scazzatiUn corto d’animazione dove piccoli Super scazzati fanno fuori i genitori
Del Justin Roiland di “Rick and Morty” e “Solar Opposites” ha non solo lo scrittore, appunto, ma anche lo stile visivo, al punto che non stupirebbe vederlo come programma sulla tv della coppia nonno-nipote più famosa degli ultimi dieci anni. Qui mi rifaccio al discorso iniziale, col canone che viene infranto per raccontare altro, per far propria la storia seguendo un personale estro artistico, quindi ecco un ragazzo con una cassa audio al posto della testa o un altro con dei testicoli roventi. Si ride a denti strettissimi e con trovate intelligenti, come d’abitudine con questo autore, e levando alcune note di stile, potrebbe anche essere in parte plausibile nel mondo di Homelander, e difatti lo showrunner di “The Boys“, Eric Kripke, assicura che qualcosa qui raccontato ritornerà nella Stagione 3 della serie. Anche se dubito possa essere il giovane scazzato con i seni al posto del viso.

the-boys-diabolical-hughieIo sono il tuo pusher
Qui il lettore di fumetti che è in me ha avuto un moto d’amore incondizionato: a firmare il corto è infatti Garth Ennis, che i Ragazzi li ha creati sulle pagine dei comics. E l’episodio contiene tutto quello che caratterizza l’originale, senza prendersi la briga di dover adattare o mutuare qualcosa per il pubblico seriale televisivo. È un omaggio, concesso in primis proprio allo sceneggiatore, una piccola perla che ben esemplifica le potenzialità del mezzo animato, a cui viene concessa sì carta bianca, ma anche il rispetto dovuto all’idea da cui nasce tutto. Indubbiamente, uno dei più convincenti del pacchetto, al punto che piacerebbe vederlo diventare un “The Boys” parallelo. Da una parte il live action, dall’altra, solo per cultori, una rilettura animata del fumetto, giusto per vedere l’effetto che fa.

The-Boys-presents-Diabolical-4Boyd del 3D
Scritto a quattro mani dagli attori Eliot Glazer e Ilana Glazer (quest’ultima non vi dovrebbe essere nuova, se avete seguito “The Afterparty” su AppleTV), prende lo stile dell’animazione francese per descrivere una parabola tra Amore e Social Network, di come lo schermo del cellulare sia un filtro (di Instagram) distorto di come davvero ci vediamo allo specchio. Insicurezze, desiderio di notorietà, voglia di rivalersi su un presente che riteniamo un nemico, solo per arrivare ad esacerbare tutte le nostre insicurezze, i nostri piaceri proibiti e le nostre ambizioni personali. È un corto di concetto, molto ben realizzato dal punto di vista tecnico, ma che poteva essere ambientato praticamente in un qualsiasi universo di fantasia, con il solo Composto V ad ancorarlo alla Vought e il suo impero del Male mediatico.

The-Boys-presents-Diabolical-5Le migliori amiche
Un Anime “puccettoso”: così mi viene da definire il corto firmato da Awkwafina, che decide di cavalcare l’assurdo anche più di Roiland o di Laser Baby, giocando sul tema dell’amicizia eterna e di come spesso nessuno ci conosce meglio di noi stessi. Anche qui il composto V la fa da padrone, e poco importa per il “cameo” eccellente. Una ragazzina ingerisce la pericolosa sostanza, e invece di un superpotere, ottiene che le sue feci diventano senzienti, pronte a farle avere quella sorellanza che ha sempre desiderato. Rivoltante, se lo guardate con gli occhi della logica e non della “puccettosità” (la stessa della emoji della cacca, insomma), demenziale in ogni sua angolazione. Penso sia il corto che mi è piaciuto meno, ma forse dico così perché è anche quello che non riguarderei, in caso di rewatch futuro.

The-Boys-presents-Diabolical-6“Nubian contro Nubian”
Ecco, Aisha Tyler, che di “The Boys” ha condotto “Il Dietro le Quinte” per Prime Video, ha capito il compito assegnatole. Anche lei prende ispirazione dall’animazione di stampo orientale, con influenze a stelle e strisce, dando vita ad una storia che non sfigurerebbe nel mondo della serie televisiva. Una coppia di supereroi, dopo un amore che sembrava destinato a durare per sempre, decidono di divorziare, ma la piccola di casa non è assolutamente d’accordo. Pungente, cattivo nel senso migliore del termine e animato con il giusto ritmo, merita il plauso anche solo per non aver cercato troppe “scappatoie” di comodo per essere “diabolico”.

The-Boys-presents-Diabolical-7“John e Sun-Hee”
Amate i film come “Tokyo Godfathers“? Quella cifra stilistica sa farvi stringere la mano al cuore anche solo a vederne poche immagini? Allora questo è il corto per voi. Lo ha scritto, con molta intelligenza e un pizzico di poesia, l’Andy Samberg di “Brooklyn Nine-Nine“, declinando in salsa Vought la triste storia di un’anziana coppia, dove lui non vuole arrendersi al cancro inoperabile della moglie, e pensa che il Composto V possa essere la chiave per un miracolo. Quello che avverrà non si può raccontare, ma se, arrivati ai titoli di coda, sul vostro viso si dovesse dipingere una smorfia triste, va benissimo così.
Anche qui, si preferisce concedere il fianco alla licenza poetica, ma in nome della piccola emozione sincera che sa regalare, si chiude un occhio.

The-Boys-presents-Diabolical-8“Uno più uno uguale due”
Qui arriviamo al corto che definirei l’eccezione che conferma la regola, lasciato apposta per ultimo da Prime Video stessa, viatico per qualcosa che vedremo svilupparsi meglio nella terza stagione di “The Boys“, assicura il già citato Eric Kripke. A scriverlo uno degli sceneggiatori della serie animata di “Invincible, Simon Racioppa, che ci racconta un fatto mai mostrato dal live action. L’ingresso nei Sette di Homelander, qui protagonista assoluto insieme con Black Noir. Lo stile è quello tipico delle produzioni di supereroi americane, e lo scopo, ovviamente, è sovvertire le aspettative in nome di quel dualismo folle alla base del personaggio. Da un lato Eroe, dall’altro dannazione peggiore di qualsiasi Villain.
È l’inizio della sua carriera come Super, e anche di una straordinaria amicizia. Ma sopratutto è canonico sino al midollo, in ogni sua parte, in ogni suo dialogo. Non si fa nessuna fatica ad inserirlo di diritto all’interno dell’universo dell’originale, e anzi andrebbe visto da tutti gli appassionati, a mo’ di assaggio per gli episodi che verranno.

Nel complesso, tra molti alti e qualche leggera caduta di tono, “Diabolical” è un esperimento che vince la sua personale sfida. Declinare qualcosa di apparentemente già codificato in tutt’altro, al solo scopo di dimostrare la forza della serie televisiva, e il titolo di cult che ha saputo guadagnarsi dopo sole due stagioni.
È anche un modo per sfruttare il franchise, senza sembrare troppo indulgenti nel farlo, non dando mai l’impressione che possa essere solo mungere la mucca, ma giocando a dovere la carta bianca concessa dalla produzione, dichiarando di fatto che quello di “The Boys” è un mondo che ha molto da offrire in termini d’ispirazione artistica.
Ma il rammarico per storie che, sfruttando la libertà concessa dall’animazione, esulano spesso da ogni logica e canone, un poco comunque rimane. Non si è voluto ingabbiare nulla, non si è voluto costringere nessuno a sentirsi “castrato” dal dover rispettare paletti, sia di censura che di narrativa, con il rischio, mai veramente corso per fortuna, di andare troppo fuori tema.
Il risultato è sicuramente pregevole, e non posso questionare a nessuno dei team artistici di aver lesinato nel proprio lavoro. Anzi, sottolinea questo sguardo “adulto” che Prime sta riservando all’animazione, dopo “Invincible” e “Vox Machina“, pregevoli da vedere e corrosivi nella presentazione, uno schiaffo sonoro a chi pensa che i cartoni siano solo roba per bambini.
Bambini con occhi che sparano raggi laser mortali, se proprio vogliamo far polemica.

Se siete fan di “The Boys” e avete tanto pelo sullo stomaco da divertirvi anche con le peggiori nefandezze (deiezioni, sangue, budella, e chi più ne ha più ne metta), allora “Diabolical” mantiene fede al proprio nome e saprà divertirvi.
Se invece “The Boys” manco sapete cosa è… ok, che ci state a fare qua?!
Correte a recuperare la serie, che a giugno arrivano i nuovi episodi e questo piccolo cabaret animato ha solo fatto salire la voglia di ritrovare i Ragazzi dove li avevamo lasciati.
Ovviamente, a patto di voler sollevare al cielo un bel dito medio e gridare “F**k Supes!” a tutte le tutine là fuori!

The Boys: Diabolical

The Boys: Diabolical

Paese: USA
Anno: 2022
Stagioni: 1
Episodi: 8
Dove vederlo: Amazon Prime Video
Voto:

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