Spider-Man: No Way Home – Recensione no spoiler

Dopo mesi di rumor e voci incontrollate, l’attesissimo Spider-Man: No Way Home arriva finalmente nei cinema di tutto il mondo. Riuscirà a essere all’altezza delle incredibili aspettative dei fan di tutto il mondo? Ve lo diciamo in questa recensione, assolutamente senza spoiler (e no, non è stato affatto facile evitarli…)

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Vi dico la verità: onestamente non pensavo che avrei mai vissuto certe sensazioni con questo film.
Il clima d’attesa che si era creato negli ultimi mesi – pari solo a quello che si era generato per un film generazionale come Avengers: Endgame – mi sembrava eccessivo.
Le aspettative di migliaia e migliaia di fan in giro per il mondo sono improvvisamente cresciute a dismisura e a ogni trailer si sono scatenate vere e proprie scene di panico, con analisi, teorie e congetture sempre più compesse. Su tutte, quella che vede Tobey Maguire e Andrew Garfield arrivare dai rispettivi universi cinematografici per unire le forze con Tom Holland, l’attuale Uomo Ragno titolare, arrivato nel Marvel Cinematic Universe dal mitico Captain America: Civil War. 

Proprio la presenza dei due ex Spidey ha acceso l’entusiasmo e la fantasia del mondo intero, che non vede l’ora di sapere. Ci sono o no? E se ci sono, cosa faranno?

Beh, in questa recensione non risponderò a nessuna di queste domande. Vi parlerò del film, ovviamente. Vi racconterò le emozioni, le sensazioni, la meraviglia di vedere sul grande schermo le evoluzioni di Spider-Man e le incredibili scene di combattimento che il nostro eroe si troverà a sostenere… Ma no, non alimenterò né i gossip, né tantomeno inutili spoiler.

Perché questo film, proprio come il già citato Avengers: Endgame, merita di essere visto al cinema. E voi, che non state più nella pelle, meritate di emozionarvi.
No, non perché potrebbero o non potrebbero apparire vecchie conoscenze… ma perché la storia è dannatamente solida. Regge bene, due ore e quaranta minuti volano via in un attimo, non riuscirete mai a staccare gli occhi dallo schermo. Vi divertirete, riderete, vi preoccuperete, vi verranno gli occhi lucidi e cercherete di nasconderli.

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Ma soprattutto, capirete perché Spider-Man è il più grande eroe Marvel, oggi finalmente anche sul grande schermo.

Ci troviamo di fronte a un film che cambierà tutto, per sempre. Stavolta non è un modo di dire, credetemi.
Da un grande potere derivano grandi responsabilità.
Una frase che noi lettori di fumetti conosciamo a memoria da una vita, che abbiamo imparato a fare nostra e sulla quale abbiamo anche spesso scherzato. Ora finalmente questa frase la sentiamo dire anche al Peter Parker del Marvel Cinematic Universe e – seppur con un contesto nettamente diverso – avrà lo stesso devastante impatto che ha avuto sul Peter Parker dei fumetti.
Il nostro eroe, che abbiamo imparato a conoscere con il nomignolo di Bimbo Ragno (ricordate? È così che Tony Stark lo chiama la prima volta che entra in scena, sempre nel già citato Captain America: Civil War) sta diventando grande. È all’ultimo anno delle superiori, sta per affrontare l’università. Accanto a lui l’amico di sempre, Ned (Jacob Batalon), ma soprattutto lei. MJ, che ha il volto e le fattezza di Zendaya.
La ragazza che ha rapito il cuore di Peter sin dal primo sguardo, l’amore della sua giovane vita, l’unica che ha capito che quel ragazzo impacciato è in realtà Spider-Man, che fino a qualche tempo fa era indicato da molti come l’erede spirituale di Iron Man.

Spider Man No Way Home

Il problema è che ora questa cosa la sa tutto il mondo. Pochi istanti prima di morire, Mysterio ha svelato a tutto il mondo che Peter Parker è Spider-Man e dal quel momento è successo letteralmente di tutto. Zia May (la splendida Marisa Tomei), Ned e MJ sono sempre al suo fianco, ma non è facile essere braccati dal mondo intero. Soprattutto quando un giornale non fa altro che additarti come minaccia o addirittura come assassino. Impossibile andare avanti in queste condizioni. La vita di Peter e dei suoi amici sembra essere precipitata. Occorre fare qualcosa e forse l’unico che può aiutarlo è il Doctor Strange interpretato da Benedict Cumberbatch: lo Stregone Supremo del Marvel Universe può fare il lavaggio del cervello a tutto il mondo? Far sì che nessuno ricordi l’identità segreta del nostro eroe? La risposta è sì. Può farlo. Ma proprio quando lancia l’incantesimo che dovrebbe restituire la privacy a Peter, qualcosa va storto e le porte del multiverso si spalancano sul nostro mondo.

Anziché far dimenticare a tutti che Peter è Spider-Man, l’ex Bimbo Ragno si ritroverà a combattere una battaglia inaspettata, folle, incredibile.
Che cambierà tutto.
Che metterà un punto e costringerà tutti noi ad andare a capo, insieme a Peter.

Perché noi siamo lì con lui. Combattiamo con lui, ridiamo con lui, soffriamo con lui.
Ritroviamo il Dottor Octopus, Electro, l’Uomo Sabbia, Lizard e Norman Osborn, il Green Goblin che abbiamo visto vent’anni fa nel primo film di Spider-Man diretto da Sam Raimi.
Tutti questi nemici, come probabilmente saprete se avete seguito i vari spot pubblcitari, sono interpretati dagli attori che li hanno portati sul grande schermo nelle precedenti incarnazioni cinematografiche di Spidey. Ritroviamo dunque gli iconici Alfred Molina, Jamie Foxx e soprattutto Willem Dafoe, che ha incarnato il più grande nemico dell’Uomo Ragno in una maniera pazzesca.

Ecco, loro ci sono.
Sono proprio loro, vengono direttamente dai film precedenti l’era Marvel Studios e non vedono l’ora di conquistare questo nuovo mondo… ma soprattutto, farla pagare a Peter Parker.
Ognuno di loro ha un conto in sospeso con l’Arrampicamuri, solo che quello che si ritroveranno di fronte non è esattamente quello che conoscono… ma non fa niente.
Vogliono distruggere il Ragno, uccidere Peter Parker. Non importa di quale universo.

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La prima reazione del nostro eroe non è quella di combattere o di rispedirli a casa loro (come suggerisce in modo piuttosto deciso Strange), ma di curarli. Far tornare Otto Octavius al posto di Doc Ock, ridare la lucidità mentale a Norman Osborn, rendere nuovamente umani l’Uomo Sabbia e Lizard. Ridare dignità a Electro.
Anche grazie ai preziosi suggerimenti di Zia May, che cerca sempre di tirar fuori da Peter la miglior versione di sé stesso, vedremo il nostro eroe fare di tutto per evitare di combattere.

Ragionerà, si metterà a pensare insieme a questi tizi provenienti da chissà quali universi un modo per salvarsi, per dargli una seconda possibilità.

Questo lo porterà a scontrarsi in modo serio con il Doctor Strange, a mettere ancor più in pericolo sé stesso e le persone che ama, ma non importa. Lui può salvarli, perché ha un potere speciale e… beh, lo sapete. Da un grande potere, derivano grandi responsabilità.

Questo terzo film da solista di Tom Holland nei panni dell’arrampicamuri certifica la fine del processo di crescita partito dall’ormai lontano Spider-Man: Homecoming. Lo abbiamo visto crescere sotto tutti i punti di vista, come ragazzo, come uomo e come eroe. Forse non si è mai definito tale, ma lo è.
Lo è sempre stato, anche se a volte l’inesperienza e la giovane età lo hanno portato fuori strada, poi ha sempre fatto di tutto per raddrizzare le cose. Da uomo, da eroe.

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Gli attori coinvolti in questo film sono semplicemente straordinari: detto dei “cattivi”, è bene sottolineare che lo stesso Holland è qui forse alla sua prova più difficile, al suo vero esame di maturità sia come attore che come Spider-Man. Se il suo alter ego è sempre divertente e aiutato nelle acrobazie dalla CGI, qui è Peter il cuore di tutto. Coadiuvato da una splendida Zendaya, attrice che ha evidentemente di fronte a sé un futuro luminoso e da una spalla perfetta come Jacob Batalon nei panni di Ned. Una menzione speciale ovviamente per Benedict Cumberbatch, non certo un comprimario, né tantomeno un mentore come poteva essere Robert Downey Jr., ma un elemento fondamentale per la riuscita di questo No Way Home.
Chiudiamo con Marisa Tomei, che finalmente ha più spazio per la sua Zia May, e per John Favreau, che torna ancora una volta nei panni di Happy Hogan. Da migliore amico di Tony Stark a consigliere del nostro giovane eroe, il suo è un ruolo prezioso.

La parabola è finalmente completa, questo arco narrativo comincia con la scuola, si espande con la prima volta del nostro eroe lontano da New York (in Spider-Man: Far From Home) e si conclude, come un volteggio tra i grattacieli della città, tra una ragnatela a l’altra.

Sapete perché amerete questo film?
Perché il protagonista è Peter Parker, l’amichevole Spider-Man di quartiere.

Quello che abbiamo amato nei fumetti, quello in cui ci siamo riconosciuti mille volte.
Sì, è proprio lui. Quello che cade e si rialza. Quello che si arrabbia, che non si arrende, che ti strappa una risata, che ce la mette tutta.
Non è un modello irragiungibile, ma potrebbe essere chiunque tra noi. Forse potremmo essere noi, sì. Che non ce ne va bene una, ma siamo sempre in piedi, a lottare per il nostro personalissimo universo, sempre in pericolo. Anche da noi stessi, ovviamente.

Non vi biasimo se pensate che dopo l’incredibile successo del film animato Spider-Man: Un nuovo universo sia fin troppo facile cavalcare l’onda delle dimensioni parallele. Io stesso lo pensavo prima di entrare in sala, ma il regista Jon Watts (artefice di inquadrature davvero mozzafiato) mi ha smentito dopo una mezz’ora di film. Sì, ci sono personaggi che vengono da universi paralleli, ma il fulcro non sono loro. Il fulcro è sempre Peter e tutto è assolutamente e totalmente fuzionale alla sua crescita, il ragazzo è diventato uomo. E anche se c’è del sano fan service, delle strizzate d’occhio sia ai fan di vecchia data che ai lettori di fumetti, nulla rovina un racconto partito in sordina, ma che diventa sempre più grande scena dopo scena.

Fino a lasciarti con gli occhi umidi. Perché capisci che non è la maschera, non sono i poteri.
Ma è il cuore a rendere un eroe tale.

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Questo terzo film da solista di Tom Holland nei panni dell’arrampicamuri certifica la fine del processo di crescita partito dall’ormai lontano Spider-Man: Homecoming. Lo abbiamo visto crescere sotto tutti i punti di vista, come ragazzo, come uomo e come (super)eroe. Forse non si è mai definito tale, ma lo è.
Lo è sempre stato, anche se a volte l’inesperienza e la giovane età lo hanno portato fuori strada, poi ha sempre fatto di tutto per raddrizzare le cose.
Perché Peter Parker è Spider-Man.

E Spider-Man è un eroe.
Alla faccia di J.Jonah Jameson.

 

 

Spider-Man: No Way Home

Spider-Man: No Way Home

Paese: USA
Anno: 2021
Durata: 148 minuti
Regia: Jon Watts
Interpreti e personaggi:
Tom Holland: Peter Parker/Spider-Man
Zendaya: Michelle "MJ" Jones
Benedict Cumberbatch: Stephen Strange
Jacob Batalon: Ned
Jon Favreau: Harold "Happy" Hogan
Marisa Tomei: May Parker
J. B. Smoove: Julius Dell
Martin Starr: Roger Harrington
Benedict Wong: Wong
Jamie Foxx: Max Dillon/Electro
Alfred Molina: Otto Octavius/Dottor Octopus
Willem Dafoe: Norman Osborn/Goblin
Thomas Haden Church: Flint Marko/Uomo Sabbia
Rhys Ifans: Curt Connors/Lizard
Casa di produzione: Marvel Studios, Columbia Pictures, Pascal Pictures
Voto:

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Mr. Kent

Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.

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