Samuel Stern – Il Quinto Comandamento

Il numero 27 di Samuel Stern ci mette di fronte a un dilemma morale molto delicato, dimostrando che una storia horror può (e deve) far riflettere anche su temi importanti. Riusciranno il Rosso e Padre Duncan a rispettare Il Quinto Comandamento?

recensione samuel sternNon uccidere.
Tra tutti i comandamenti, forse è quello che mettete tutti d’accordo.
Beh, con le dovute eccezioni, certo. Purtroppo c’è sempre qualcuno che fa finta di non leggerlo, di non averlo capito. Oppure, semplicemente, quella stessa persona non ci crede, non ha Fede.
E in quel caso cambia tutto, forse. Non pensi che ci sia qualcuno di superiore a giudicarti e magari il peso di quel gesto lo senti meno.

Chissà.
Non so cosa possa scattare nella mente di una persona quando arriva al punto di uccidere un altro essere umano e sicuramente non è neanche questa la sede per approfondire una cosa del genere.
Però quel comandamento è lì.
Non uccidere.
Breve, incisivo, imperativo: non si uccide, mai.

Padre Duncan lo sa bene: da uomo libero, prima ancora che da uomo di Chiesa. Per lui la Fede non è certo un gioco, è tutta la sua vita.
E quando un pezzo di quella vita ti chiama per chiederti d’infrangere proprio quel comandamento… Allora cambia tutto. Inizia una battaglia senza esclusioni di colpi, più con te stesso che con i demoni che inevitabilmente salteranno fuori.

Vi sto confondendo, credo sia meglio fare un passo indietro e contestualizzare questi ragionamenti: il numero 27 di Samuel Stern presenta “Il Quinto Comandamento“, un’intensa storia di Andrea Guglielmino disegnata da Annapaola Martello che tocca un argomento decisamente delicato, soprattutto nel nostro Paese. Parliamo di eutanasia, del diritto a scegliere come porre fine alla propria vita in caso di malattie irreversibili. Un tema ampiamente dibattuto, che ancora oggi divide in due l’opinione pubblica. È giusto “staccare la spina” se una persona malata lo richiede?
Secondo la religione cristiana, ovviamente no. Semplificando al massimo il concetto, potremmo dire che la spiegazione è che “finché c’è vita, c’è speranza” e che ipoteticamente, prima o poi si potrebbe guarire, grazie alla ricerca e alla Fede. È un argomento spinoso, che non si vede certamente tutti i giorni tra le pagine di un fumetto popolare come questo e colpisce molto per l’intensità con cui viene raccontato: non ci troviamo di fronte a nessuna lezione morale, su questo posso tranquillizzarvi. Gli autori dell’albo non si schierano a favore o contro l’eutanasia, semplicemente ci mettono di fronte a un caso come tanti nel mondo. Il volume inizia con una splendida citazione de Il Testamento di Tito, forse uno dei brani più belli che Fabrizio De Andrè ha regalato alla musica italiana e questo ci fa già capire, a grandi linee, quali percorsi prenderà questa nuova storia di Samuel Stern, che vede come protagonista il suo amico prete, del quale finalmente iniziamo a scoprire qualcosa di più.

samuel stern 27Jerome, amico di gioventù di Duncan dalle idee estremamente radicali, vuole morire. Nonostante non si frequentassero più da anni, i due erano rimasti in contatto e dunque non stupisce affatto che il primo abbia deciso di chiamare il secondo per assisterlo in quella che lui spera possa essere l’ultima fase della sua vita. Parliamo di una persona che non può più muovere né le gambe, né le braccia, ma solo la testa. È costretto a passare le sue giornate a letto, a farsi cambiare, imboccare, in quella che per lui non è più una vita decorosa. Non potrebbe esserlo per nessuno, in effetti.
Ma è sereno, Jerome. In cuor suo pensa di stare scontando una sorta di pena per quanto fatto in gioventù, durante gli anni della ribellione, in cui era persino entrato in contatto con un’organizzazione spaventosa come l’Ira. Parafrasando il Maestro Yoda di Star Wars, forzando un po’ le parole, potremmo dire che l’ira conduce all’odio, l’odio conduce alla sofferenza.

E Jerome, scopriremo che di sofferenza ne ha causata davvero molta, anche se inconsapevolmente (o quasi). Duncan era un suo buon amico, uno di quelli pronti a tutto pur di salvarti la pelle… a meno che non sia tu stesso a voler rovinare tutto per forza, in nome di ideali che forse stai travisando. Le strade dei due si separarono inevitabilmente e come sappiamo, Duncan ha scelto d’intraprendere un cammino che lo ha portato a diventare prete, mentre Jerome ha passato gli anni a pentirsi di… beh, questo lascio che siate voi a scoprirlo tra le pagine di Samuel Stern #27.

A proposito del nostro eroe esorcista, probabilmente vi starete chiedendo come mai finora non è stato praticamente mai nominato: semplice, perché il protagonista della storia stavolta non è lui. Ve lo avevo anticipato qualche riga più in alto, il Rosso (come lo chiama Duncan) è sostanzialmente un comprimario in questa vicenda che coinvolge soprattutto il suo amico, che per questo mese gli ruba la scena.

samuel 27Duncan vivrà una delle lotte più estenuanti della sua vita, quella contro le sue granitiche convinzioni. Staccare o no, questa famosa spina? Soprattutto considerando che nell’animo di Jerome è nato un demone che – colpo di scena – lo ha rimesso in piedi! I dubbi non fanno altro che crescere a dismisura: esorcizzare l’amico, facendolo così tornare totalmente immobilizzato su un letto di dolore (ma con il desiderio di morire), o lasciare che il demone viva e cresca dentro di lui, dandogli così una rinnovata forza fisica e la guarigione totale da tutte le malattie?

No, la risposta non è affatto semplice, ve lo posso garantire. Bisognerà prendere in esame davvero tantissime variabili e nel fare questo, faremo un piccolo viaggio a ritroso bel tempo, andando alle origini del demone che infesta Jeorme, scoprendo come al solito non solo il momento esatto in cui si è creata quella maledetta crepa nel suo cuore, ma anche quali sono stati gli eventi che lo hanno spinto a fare quello che ha fatto. Erano anni difficili, un cui l’impegno civile spesso si trasformava in terrorismo, la linea che separava la speranza dall’odio era sottilissima e cadere nella parte sbagliata era tragicamente facile. Specialmente per un giovane a cui era stato strappato un affetto enorme e che covava rancore da tutta la vita.

Dicevamo prima del ruolo di Samuel – uomo libero da convinzioni cattoliche e pronto a fare quel che va fatto, senza troppi dilemmi morali. Detto che stavolta non è lui al centro della vicenda, sarà comunque fondamentale per aiutare Duncan a capire cosa fare, a combattere questa battaglia che sembra condurre solo a una sconfitta, fisica e morale, in qualunque modo finisca.

Qualunque scelta verrà presa, sarà giusta e sbagliata allo stesso tempo.

ss 27 bugs comicsLa forza di una serie come Samuel Stern è sempre stata questa: far pensare il lettore, mentre è intento a leggere una storia horror (componente che anche in questo numero così particolare non verrà certo trascurata, potete starne certi…). Se la storia colpisce così tanto, il merito è anche dei disegni di Annapaola Martello, che con un tratto deciso riesce a far emergere tutta la frustrazione di chi non sa cosa fare, mentre le forze del male cercando di approfittarsi di una situazione tremenda.

Quinto comandamento, non uccidere.
Ma se di fronte hai un demone, che fai? E se quel demone tiene in vita un tuo caro amico?

Il finale della storia vi sorprenderà, non tanto per le scelte fatte dai protagonisti, ma per il modo in cui vengono raccontate.
Un altro gran bel numero di Samuel Stern, da prestare a chi ancora è indeciso se iniziare questa serie.

 

Samuel Stern n.27 - Il Quinto Comandamento

Samuel Stern n.27 - Il Quinto Comandamento

Autori: Andrea Guglielmino, storia
Annapaola Martello, disegni
Formato: 16×21 cm; Brossurato; 96 pagine in bianco e nero
Prezzo: € 3,50
Editore: Bugs Comics
Voto:

Mr. Kent

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Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.

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