Gli Stupefacenti X-Men – Il grande ritorno del ciclo di Whedon e Cassaday

Ritornano, nella collana Must Have di Panini Marvel Italia, i primi due capitoli di Astonishing X-Men, pubblicati per la prima volta in America nel 2004. Scritto dal futuro regista di Avengers, Joss Whedon e disegnato dalla star di Planetary John Cassaday, questo iconico ciclo rappresenta uno dei momenti migliori degli X-Men del nuovo millennio, grazie ad un sapiente mix tra tradizione ed innovazione. Ecco tutto ciò che bisogna sapere su questa run

recensione gli stupefacenti x-men

I primi anni del Duemila furono un periodo di grande fermento per gli X-Men. Il gruppo di testate dedicate al mondo mutante era stato per buona parte degli anni Novanta il maggior successo di vendite e critica della Marvel (grazie al ciclo di Chris Claremont e Jim Lee, ancora oggi campione di incassi difficile da battere e a L’Era di Apocalisse, maxisaga che aveva prima chiuso e poi fatto ripartire tutte le testate mutanti, catapultando i protagonisti in un universo alternativo distopico dominato dal malvagio En Sabah Nur)e, dopo una flessione alla fine del decennio, era entrato nel nuovo millennio col botto. Per cavalcare l’onda lunga dell’uscita del film di Bryan Singer (ottimo prodotto, per essere il primo esperimento di quello che negli anni seguenti diventerà un vero e proprio filone cinematografico ovvero il cinecomic), la serie ammiraglia cambia di nuovo nome in New X-Men e viene affidata ad una coppia di autori scozzesi, Grant Morrison e Frank Quitely, che ne rivoluziona le atmosfere e, in parte, le tematiche. Dopo l’uragano Morrison, nel 2004 le alte sfere Marvel decidono di riportare i mutanti verso lidi più rassicuranti (recuperando per esempio i costumi, abbandonati nella run precedente in favore di uniformi nere e gialle di pelle, che richiamavano quelle viste sul grande schermo) anche per i fan di vecchia data, senza abiurare lo stile moderno impostato dello scrittore precedente.

Per riuscire in questa operazione, la Casa delle Idee vara un nuovo titolo, che in realtà tanto nuovo non era: Astonishing X-Men. La serie che nel 1995 era stata realizzata da Scott Lobdell e Joe Madureira e nel 1999 da Howard Mackie e Brandon Peterson, qui era destinata a fare da traino a tutto il sottobosco mutante, grazie ad un team creativo di primo piano: Joss Whedon e John Cassaday.
Si, Joss Whedon è proprio lui: il regista superstar che ha realizzato i primi due film degli Avengers. Nel 2004, però, l’autore era famoso solo (si fa per dire) per aver creato Buffy l’Ammazzavampiri, serie TV di grande successo, ma anche per Firefly, serial a metà tra fantascienza e western, che invece fu chiuso dopo pochi episodi; mentre nel campo fumettistico l’autore aveva all’attivo solo alcuni spin-off della stessa Buffy, come Frey, Tales of the Slayers e Tales of the Vampires, editi da Dark Horse.

John Cassaday era invece un disegnatore sulla cresta dell’onda grazie a Planetary, illustrato su testi di Warren Ellis, che gli avrebbe fruttato un Eisner Award, e con una discreta esperienza, avendo lavorato infatti per tutte le case editrici su serie come Flash, Superman/Batman, Teen Titans, Capitan America, Ka-Zar, Union Jack, X-Men/Alpha Flight, Gen13, dopo essere stato scoperto da Mark Waid al Comic-Con di San Diego a metà degli anni Novanta. La coppia di autori non tradirà le attese, tanto che il loro ciclo di Astonishing X-Men sarà premiato con un Eisner Award per “Best penciler” ed uno per “Best continuing series“. Panini Marvel Italia ha deciso di ripresentare, all’ interno della collana Must Have, dedicata alla riproposizione di tutte le storie che un fan della Marvel non può non conoscere, i primi due capitoli (Talenti e Pericoloso) di quello che può essere considerato un unico ciclo narrativo in quattro parti (le ultime due si intitolano Lacerati e Inarrestabile), in un volume cartonato uscito a fine aprile.


In Talenti si parte subito col botto. Una misteriosa azienda privata sconvolge la vita dei nostri eroi: viene annunciata la scoperta di una cura per il gene X, che viene subito messa a disposizione di chiunque voglia usufruirne. Gli X-Men decidono di indagare con una nuova formazione composta da Ciclope, Bestia, Wolverine, Emma Frost e Kitty Pride. I pupilli di Xavier scoprono che dietro la cura si cela qualcosa di più, una vicenda complessa innescata da una serie di nuovi personaggi: l’alieno Ord (preoccupato che il suo mondo natale, Breakworld, venga distrutto da un mutante); la genetista che sviluppa la cura, Kavita Rao; e infine l’agente Abigail Brand, capo dello Sword, agenzia parallela allo Shield con lo scopo di difendere la Terra da minacce aliene. E cosa c’entra in tutto questo il ritorno di Colosso?

In Pericoloso, la squadra deve affrontare qualcosa che fa parte della vita degli X-Men fin dalle loro prime avventure: la Stanza del Pericolo, diventata consapevole di sé e decisa a rivalersi su colui che l’ha oppressa sin dalla nascita, il Professor X. Per salvare la situazione, gli X-Men volano di nuovo a Genosha e fanno i conti, oltre che col nuovo nemico, anche con la sentinella responsabile del massacro di milioni di mutanti sull’isola, scoprendo un lato ancora inesplorato del concetto di oppressione.
Joss Whedon non è Grant Morrison: non ne ha la carica innovativa dirompente e, del resto, non ha alcuna intenzione di seguire le orme del suo predecessore. È un fan sinceramente innamorato del periodo glorioso di Chris Claremont, che non vede l’ora di fornire la sua interpretazione di quei personaggi che per lui sono un mito, cercando di creare un’alchimia tra rispetto delle atmosfere tradizionali ed uso di metodi di narrazione più moderni. I tratti distintivi di questo stile si notano in diversi aspetti delle storie: per esempio, il recupero di personaggi storici da tempo lontani dalle scene, cominciando da quella Kitty Pride che è la vera ossessione di Whedon (pare che la sua Buffy fosse ispirata proprio alla più giovane delle X-Woman) e la vera protagonista del suo ciclo, oppure i vari Colosso ed Emma Frost.

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In particolare i personaggi femminili si prendono subito la scena e subiscono una trasformazione rispetto al passato: mentre Kitty, tornando alla scuola di Xavier ancora scossa dalla tragedia di Genosha, trova finalmente la sua maturità, dimostrando a più riprese il suo valore e assumendo il ruolo di bussola morale del team, Emma trova sempre più difficile far convivere il suo ruolo di insegnante e il suo amore per Ciclope con i lati oscuri del suo passato. Tra gli uomini X, il personaggio meno sotto i riflettori, per una volta, è Wolverine, utilizzato da Whedon per lo più per alimentare risse interne fra gli insegnanti della scuola, che si traducono spesso in siparietti comici. Se siete fan del canadese, quella di Astonishing X-Men non è certo la sua miglior versione.

Mentre gli X-Men rinfoltiscono le loro fila di personaggi già conosciuti, completamente nuovi sono i cattivi: se Ord di Breakworld si rivela meno pericoloso di quanto si potesse pensare, l’agente Brand sembra nascondere molto di più di quanto mostra. La verità è che entrambi sono i protagonisti di una trama a lunga gittata di cui nei primi capitoli vengono solo gettate le basi; per valutarli appieno è necessario quindi recuperare tutto il ciclo di Whedon, che è anche uno splendido esempio di come creare una trama a fumetti. Fin dal primo episodio infatti, tutto appare studiato per essere parte di un piano più grande, svelato a poco a poco con piccoli indizi e sottotrame che, assieme all’evoluzione dei rapporti tra i personaggi, crescono all’ombra della storia principale di ogni episodio, raccontata sempre senza fronzoli ed in modo chiaro.

In questo aspetto la lezione di Claremont appare recepita in pieno; dove invece Whedon opta per un approccio moderno è la narrazione. È su questo lato che si nota di più la provenienza televisiva dello scrittore: con uno stile decompresso e widescreen, Whedon riempie le sue storie di dialoghi taglienti e scene memorabili, capaci di descrivere situazioni e personaggi meglio di mille parole. Basti pensare al momento in cui Kitty rivede Colosso, rimanendo impietrita e intangibile mentre lui l’attraversa, o lo scambio di battute tra Wolverine e lo stesso Piotr prima dell’ennesimo “lancio speciale”. E poi non mancano le battutine: il vero marchio di fabbrica di Whedon, non possono proprio mancare mai!


John Cassaday col suo stile dettagliato e realistico, da aspirante regista ed ex studente di cinema qual era, lavora in sinergia con Whedon per valorizzare la fluidità della narrazione, forte di un tratto naturalistico che ha il suo punto di forza nella realizzazione dei personaggi, dei loro movimenti e dei volti. Non troviamo così una sola inquadratura poco chiara, un combattimento poco plastico, un’ espressione non marcata a dovere. Spesso la tavola viene ridotta all’osso per rendere più chiare possibili le sequenze, ed il ritmo è sempre ben dosato, in attesa della splash-page immancabile, in cui l’artista può esaltarsi con maggiore libertà. Se si può trovare un lieve difetto, bisogna menzionare il character design: per i protagonisti, il ritorno alla tradizione dei costumi è un po’ banale (si poteva tentare di innestare qualche elemento di modernità in più); mentre le nuove creazioni (Ord ed Abigail Brand) non colpiscono il lettore, risultando, soprattutto il primo, alquanto grottesche e ben poco memorabili dal punto di vista visivo.


Astonishing X-Men di Joss Whedon e John Cassaday è decisamente una delle migliori serie dedicate ai pupilli di Xavier negli anni Duemila, periodo nel quale la qualità delle storie del parco testate mutante, fino all’avvento di Jonathan Hackman, ha conosciuto più bassi che alti.
Non si tratta di una serie sperimentale, revisionista o innovativa, ma è un ottimo esempio di come scrivere una buona saga rispettando la storia di personaggi straamati dal grande pubblico, facendoli evolvere in maniera intrigante e divertente, in un’avventura con un ritmo perfetto, con un inizio e una fine ben precisi ed un comparto grafico di primo piano. È una serie scritta e disegnata da dei fan per dei fan e già solo questo dovrebbe valere il prezzo di copertina. Non lasciatevela scappare e, se potete, recuperate anche i due capitoli finali, che purtroppo non sono presenti nell’edizione Must Have.

 

 

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Gli Stupefacenti X-Men: Talenti Pericolosi

Gli Stupefacenti X-Men: Talenti Pericolosi

Collana: Marvel Must Have
Autori: Joss Whedon, John Cassaday
Formato: 17x26; Cartonato
Pagine: 312, a colori
Editore: Panini Comics
Prezzo: € 20,00
Voto:

Mario Aragrande

Nato con un fumetto in mano, sono cresciuto a pane e supereroi. Mentre aspettavo che il ragno radioattivo mi mordesse, ho sviluppato un'ossessione per musica, cinema e serie TV, che tento di tenere a freno, tra le altre cose, con la mia penna. Perché da una grande passione derivano - spero - grandi recensioni.

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