Capitan America n.1 di J.M. Straczynski e Jesús Saiz – Il passato non si dimentica

Parte ufficialmente la nuova run di Capitan America di Joseph Michael Straczynski e Jesús Saiz. Una nuova era per la Sentinella della Libertà, un nuovo appassionante viaggio per Capitan America tra passato, presente e futuro. Questa è la nostro opinione dopo aver letto il primo numero

copertina recensione cap 1

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano“. Per noi Steve Rogers e Capitan America rappresentano un vero e proprio amore e, lo ammettiamo, l’unico Capitan America che riconosciamo come tale. Intendiamoci, non abbiamo preclusioni particolari nei confronti del buon Sam Wilson, ma in lui non ritroviamo il carisma e il fascino che ci ha trasmesso Steve Rogers durante 80 anni di vita editoriale del personaggio. Pertanto l’inizio di una nuova run dedicata alla Sentinella della Libertà è un evento a cui va dedicato un minimo di attenzione.

Questo nuovo rilancio per il supereroe a stelle e strisce nasce dalla conclusione dell’arco narrativo “Cold War” che ha visto convergere le due serie dedicate alla figura di Capitan America incarnate da Steve Rogers e Sam Wilson. “Captain America: Sentinel of Liberty” e “Captain America: Symbol of Truth” sono state serializzate da Panini Marvel Italia in un unico spillato mensile dal titolo “Capitan America“. Al termine di “Cold War” Steve Rogers riesce, con il supporto di Sharon Carter, Nomad e Bucky, a sgominare il “Circolo Esterno“, un’organizzazione segreta composta da potenti individui formatasi nella notte dei tempi per manipolare gli eventi mondiali al fine di influenzare la storia a proprio piacimento. Anche gli eventi occorsi nell’universo Marvel sono stati ostacolati dal “Circolo Esterno”. Addirittura viene rivelato che l’iconico scudo di Capitan America è stato in origine modellato sul simbolo di questa misteriosa organizzazione. La fortuna ha voluto che questo story arc si sia concluso e Marvel, con l’occasione, ha deciso di mettere ordine sul parco testate dedicate al supereroe a stelle strisce. La collana dedicata a Sam Wilson è stata cancellata, sebbene la storica spalla di Steve Rogers continua a detenere “ufficialmente” il titolo di Capitan America, tanto da essersi guadagnato un posto nell’attuale formazione degli Avengers capitanati da Capitan Marvel (run di Jed MacKay che Panini sta pubblicando nel mensile “Avengers“).

captain america 1

Rimane quindi un’unica testata dedicata a Capitan America che, oggi,  diventa oggetto di un nuovo rilancio editoriale. A tenere le redini di questa nuova run troviamo Joseph Michael Straczynski, autore americano che torna a lavorare in Marvel dopo 15 anni. Straczynski è una vecchia conoscenza per gli amanti dei fumetti supereroistici e non solo. Nei primi anni del nuovo millennio e fino al 2009, l’autore nativo del New Jersey ha alternato la conduzione artistica di alcune delle testate di punta della Casa delle Idee tra le quali Fantastic Four“, “Silver Surfer e “Thor“. Principalmente lo ricordano gli appassionati lettori di Spider-Man per la sua discussa run su “Amazing Spider-Man (Vol.2)” nella quale, in appena 30 albi, ha operato delle operazioni di retcon sul personaggio di dubbio gusto. A Straczynski si deve l’introduzione dei poteri totemici per i quali il famoso morso di un ragno radioattivo non è stata opera del caso. Oltre a questo, l’autore americano ha osato macchiare l’immagine di uno dei personaggi più amati della mitologia ragnesca, attribuendo a Gwen Stacy una relazione con Norman Osborn nella vituperata saga “Sins Past“. Alla luce di queste premesse possiamo considerare quello di J.M. Straczynski un gradito ritorno ? Scopriamolo assieme.

Dal punto di vista editoriale, Panini Marvel Italia mantiene la formula dello spillato mensile riazzerando la numerazione e riducendo il numero di pagine a 24, visto la dipartita della serie dedicata a Sam Wilson. Per l’occasione, alla versione regular, venduta al prezzo di copertina di 3 euro, viene affiancata una bellissima variant con cover di Frank Miller contenente un portachiavi con lo scudo di Cap. Il prezzo della variant è di 10 euro. Sulla cover della versione regular Panini aggiunge il sottotitolo “La Storia di Steve Rogers“, dicitura non presente nella versione originale americana. Questo non significa che all’interno dell’albo troveremo l’ennesima narrazione delle origini di Cap, ma verranno messi sotto i riflettori alcuni momenti della vita adolescenziale proprio di Steve Rogers. Il protagonista è lui, l’uomo (anzi, il ragazzo) destinato a diventare uno dei più grandi eroi dell’epoca moderna.

cap 1 panini

Nel primo albo di una nuova run è lecito non aspettarsi nulla di eclatante in termini di sviluppo della storia. Come tutte le produzioni narrative seriali, il primo albo è quello dove vengono posizionate le pedine nello scacchiere della narrazione. Straczynski percorre una strada già battuta in passato e che sul personaggio di Capitan America ha portato alterne fortune. Quando si parla di Capitan America sembra essere decisamente più attrattivo approfondire il passato di Steve Rogers, come se esistesse un impellente bisogno di dover raccontare aspetti della vita di questo personaggio che ancora non sono stati svelati. Anche il primo albo di questo rilancio, come già accaduto durante il ciclo di Capitan America affidato a Nick Spencer, rispetta questo format: contrapporre una narrazione al presente con una nel passato.

Il primo albo della gestione Straczynski (e tutto il primo arco narrativo, già pubblicato negli States) sviluppa la storia su due linee temporali parallele. L’azione è pressoché inesistente, se non relegata alle prima pagine dell’albo al solo scopo introduttivo. Abbiamo lo Steve Rogers del presente, la cui principale preoccupazione è quella di garantire un tetto agli inquilini dell’edificio in cui questi vivono. L’impegno a riparare l’edificio lo porta a chiedere un prestito a Tony Stark e proprio il dialogo con il suo compagno di mille battaglie con gli Avengers eleva ad un livello più nobile il concetto di eroe che incarna Rogers. L’impegno nel sociale sarà sicuramente meno pericoloso che affrontare l’Hydra, ma nondimeno difficoltoso. L’edificio di cui Steve si prende l’onere di mantenere è quello in cui lui stesso ha vissuto quando era un giovane adolescente. Questo atto lo fa cadere nel viale dei ricordi e tornare ai quei giorni del 1936, quando era un quattordicenne dalla salute carente ma ricco di caparbietà. Il siero del super soldato del Dottor Abraham Erskine sarebbe arrivato solamente quattro anni dopo.

Prima la scomparsa del padre, poi la perdita della madre, rendono il giovane Rogers orfano troppo presto. La mancanza di qualsiasi forma di sostentamento lo portano ad acquisire la condizione di homeless. Tra mille stenti, lavori temporanei e l’aiuto di pochi fidati amici, Steve cerca di mantenere una conduzione di vita dignitosa. Straczynski  è molto bravo a mantenere un perfetto equilibrio tra queste due narrazioni, dove le azioni intraprese dallo Steve Rogers del presente rappresentano lo specchio riflesso di quelle del passato.

Nell’albo vengono ben definite quali sono le minacce che i due Steve Rogers dovranno affrontare. Se nel presente il nemico è costituito da un oscuro demone alimentato da una componente di magia molto forte, nel passato la minaccia è terribilmente reale: la “German American Bund“, un movimento di ispirazione nazista che è nato nel 1933 e che ebbe un rapido declino, il cui obbiettivo è stato quello di propagandare gli ideali del nazismo negli Stati Uniti.

Ad impreziosire la narrazione ci sono le matite di Jesús Saíz, autore spagnolo già apprezzato in Marvel Comics per i suoi lavori sul Punitore e il Doctor Strange e sul Capitan America scritto da Nick Spencer. Il tratto pulito e le inconfondibili espressioni facciali dei suoi personaggi donano una componente di realismo che trova il suo massimo splendore nelle tavole che riguardano il passato di Steve Rogers. Le sue splah page sono altamente evocative e donano profondità emotiva ed epicità a tutta la storia.

Cap 1 panini marvel

Questo primo atto non ci ha deluso perché le basi poste sembrano essere interessanti. Tuttavia permangono alcune perplessità. In primo luogo crediamo essere una mossa azzardata introdurre un villain “magico”. Portare  un soldato come Capitan America a confrontarsi con un nemico su un campo per lui tutto nuovo potrebbe essere un esperimento interessante ma rischia di compromettere la natura del personaggio. Inoltre le motivazioni che spingono il villain a scendere in campo (e che non vi riveliamo per evitare spoiler) sembrano qualcosa che di già visto e che, in passato, non ci hanno convinto per niente. Infine concedeteci il beneficio del dubbio sul taglio che vuole dare Straczynski all’intera run. Se l’autore americano riuscirà a bilanciare la narrazione del passato con quella del presente, come ben fatto in questo albo e senza introdurre fastidiose e discutibili retcon, allora ci godremo un buon prodotto in cui il ritorno alle origini di Steve Rogers è propedeutico per comprendere ciò che rende questo personaggio un eroe senza tempo. Se invece vorrà entrare in un campo minato e riscriverne le origini allora sarà destinato a soccombere come già accaduto in passato.

Il primo numero del Capitan America di J.M. Straczynski e  Jesus Saiz è in fumetteria a partire dal 28 marzo.

Capitan America n. 1

Capitan America n. 1

Autori: Jesus Saiz, J.M. Straczynski
Formato: 17x26; spillato; 32 pagine a colori
Dove trovarlo: Fumetteria, store online
Editore: Panini Comics
Prezzo: € 3,00
Voto:

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Mr. Rabbit

Stanco dal 1973. Ma cos'è un Nerd se non un'infanzia perseverante? Amante dei supereroi sin dall'Editoriale Corno, accumula da anni comics in lingua originale e ne è lettore avido. Quando non gioca la Roma

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