Asadora! – Naoki Urasawa è tornato a colpire

Ha finalmente debuttato in Italia Asadora!, attesissima serie del genio che ha dato i natali, tra l’altro, a Monster, 20th Century Boys e Billy Bat. Bentornato sui nostri scaffali, Maestro Naoki Urasawa. Queste sono le nostre impressioni sul primo volume

recensione asadora

Asadora! è stato uno dei titoli più attesi del 2020 e, finalmente, in concomitanza con Lucca Changes 2020, Planet Manga ne ha distribuito in tutto lo Stivale il primo volume.

Naoki Urasawa è un Autore gigantesco per diverse ragioni. È un grande scrittore che si diverte con i rompicapo e gli intrecci sovrapponendo con ingegno diversi livelli di scrittura; ha uno stile di disegno che si plasma perfettamente alle sue esigenze narrative. Soprattutto, Urasawa è il gran figo degli incipit.

Non c’è una storia infatti che non inizi facendoci sentire sull’orlo di un precipizio intellettivo. Con Asadora! ovviamente non si smentisce. Siamo di nuovo sui blocchi di partenza per vedere chi la spunterà, se l’Autore o il lettore chiamato a comporre tutti gli indizi. Questi sono quelli seminati nel primo, bellissimo, volume.

Io sono Asa!

Il primo punto a favore di Asadora! è che Urasawa sceglie una dirompente protagonista femminile che ha molto da dire sin dalle prime pagine. Sembra quasi che quest’universo non abbia segreti per l’Autore che da sempre ne coglie gli umori, le sfumature, anche le più delicate.

In questo caso faremo la conoscenza di una giovanissima Asa Asada, ma tutto fa presagire che la seguiremo per diversi anni. Forza d’animo da vendere e chiodo fisso per una canzone che non riesce mai a sentire per intero.

Siamo a Nagoya, nel secondo dopoguerra. Asa Asada corre all’impazzata sotto la pioggia per chiamare il dottore. La mamma di Asa è in procinto di partorire (il dodicesimo figlio) e non c’è un secondo da perdere.

Piacere di conoscerti Sho-Chan!

Il giovane Sho-Chan, nonostante l’incessante cadere dell’acqua dal cielo, si allena nella corsa per non deludere la sua famiglia. Alle prossime Olimpiadi sicuramente Sho-Chan riuscirà a partecipare donando gloria e fama alla sua famiglia. Certo, se non fosse che per ora anche Asa riesce a superarlo; tuttavia già riponiamo in lui grandi speranze e molta simpatia.

Al ladro! Al ladro!

Chiamato il dottore, mentre sta tornando a casa, Asa nota un ladruncolo sgraffignare da un’abitazione. La bimba non ci sta e inizia a urlare “al ladro” con tutto il fiato che ha in corpo. Il ladruncolo acciufferà Asa dopo un rocambolesco inseguimento, nascondendosi con lei al fine di poter chiedere e ottenere un riscatto. Capiamo immediatamente che il “rapitore” non è propriamente del mestiere.

Asadora!

Io sono l’Eroe dei cieli

E in effetti conosceremo Haruo Kasuga, pilota della seconda guerra mondiale caduto in disgrazia. Kasuga si riduce a rubare per ottenere i soldi necessari all’acquisto di un brevetto di volo. Non c’è altro che egli sappia fare; lui può solo volare. Altro che malandrino, Kasuga conquista immediatamente la nostra simpatia e il nostro rispetto dopo il suo toccante racconto sulla guerra. Nessuna medaglia al merito, né alcun annale conquistato. Kasuga è un uomo coraggioso che, come tanti, sono stati dimenticati nonostante ce l’abbiano messa davvero tutta per riportare a casa, vivi, i loro compagni.

Il tifone n. 15

Mentre siamo intenti a conoscere i personaggi principali di Asadora!, ciò che ci circonda sta per cambiare irrimediabilmente. La pioggia battente ha incontrato un vento furioso che non avrà nessuna pietà. Il tifone n. 15 sta per abbattersi sul porto di Nagoya e dintorni. Al riparo Asa e Kasuga non possono che aspettare che il peggio passi per uscire allo scoperto, e già vediamo instaurarsi tra i due un legame che sarà in grado di superare gigantesche avversità. E ora, cosa è rimasto di Nagoya dopo il passaggio del tifone? Come sta la famiglia di Asa?

Di chi è quest’impronta?

Trovarsi nel luogo dov’è appena passato un tifone equivale a non esserci mai stati. La devastazione è tale che non è possibile riconoscere nemmeno i luoghi cari, come la propria casa. Cercando di individuare l’abitazione di Asa, quest’ultima e Kasuga noteranno il passaggio mastodontico di qualcosa/qualcuno. Cosa caspita è accaduto?

Asadora!

Per finire… torniamo all’inizio

Urasawa ci ha abituati a numerosi salti temporali nelle sue storie. Asadora! non è da meno, tanto da darci un assaggio del 2020 nelle prime pagine.  Siamo a Tokyo mentre infuria una creatura gigante per le strade della metropoli. A ben vedere cari lettori, forse è l’unica cosa che manca a quest’anno bizzarro, non credete anche voi?

Questa storia, che dal dopoguerra arriva al presente, è la biografia di una donna sconosciuta che ha vissuto con ammirevole bontà e forza d’animo.

Con queste parole il Maestro Urasawa ha dunque deciso di introdurci a un nuovo racconto carico di spunti narrativi interessanti.

Asadora!

Una bimba coraggiosa e un vecchio pilota stanno per intraprendere un’avventura piena di comparse bizzarre e di onigiri buonissimi, solcando i cieli del Giappone. Il taglio cinematografico impresso dall’Autore, i feticci che siamo lieti di ritrovare (come quello per la buona musica), riempiono un primo volume che si legge tutto d’un fiato, e ci lascia in trepida attesa del secondo (annunciato da Planet per Dicembre 2020).

Asa ascolta la voce della tempesta, e ne individua il pianto. L’animo della protagonista si riempie di emozioni contrastanti, di paura ed eccitazione. I suoi occhi provano a non tradirsi, ma noi sappiamo che sta trattenendo le lacrime. Il volo sta per entrare a far parte della sua vita e Asa ci tiene particolarmente a farci sapere che non mollerà mai.

Asadora! è la storia che stavamo aspettando. Non fatevela scappare, a meno che non vogliate perdervi un’avventura che ha già dell’incredibile.

 

 

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Asadora!

Asadora!

Autore: Naoki Urasawa
Edizione Italiana: Planet Manga
Volumi: 1 - serie in corso
Formato: 13x18, b/n e colore, brossurato con sovraccoperta, 208 pp.
Prezzo: € 7,50
Voto:

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Sig.ra Moroboshi

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Contro il logorio della vita moderna, si difende leggendo una quantità esagerata di fumetti. Non adora altro Dio all'infuori di Tezuka. Cerca disperatamente da anni di rianimare il suo tamagotchi senza successo. Crede ancora che prima o poi, leggerà la fine di Berserk.

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