Andor – Prime impressioni sulla nuova serie Star Wars

Abbiamo visto i primi tre episodi di Andor, disponibile su Disney+ da ieri. Ecco le nostre prime impressioni sulla nuova serie dell’universo Star Wars…che non piacerà a George Lucas. Rigorosamente NO SPOILER!

recensione andor

 

Finalmente è arrivata. La nuova serie Lucasfilm dell’universo di Star Wars è adesso disponibile su Disney+. La piattaforma di streaming di Topolino ha droppato i primi tre episodi. Le reazioni sono al momento molto positive, come testimonia anche l’ottimo rating su Rotten Tomatoes (ne abbiamo già scritto qui). La stagione sarà composta da 12 episodi e ogni nuova puntata arriverà su Disney+ il mercoledì, dunque avrà una cadenza settimanale come tutte le altre serie prodotte per la piattaforma.

Iniziamo subito col dire che questa serie non piacerà a George Lucas. Nel senso che si fa fatica a classificarla come un prodotto Star Wars così come il creatore della Galassia lontana lontana aveva inizialmente concepito il suo universo. Ovvero, prodotti per un pubblico giovane e, pertanto, fondamentalmente leggeri. Atmosfere luminose, protagonisti sempre positivi, senza macchia e senza paura. Alieni di ogni forma e fattura, robottini simpatici e divertenti.

Al contrario, Andor ci introduce da subito – bruscamente – in un mondo nuovo. Lo spettatore è accompagnato – anzi, catapultato – su un pianeta, Ferrix. Dove l’Impero, anche se non manifesta la sua presenza militarmente (durante i primi tre episodi non si vede uno Stormtrooper) pesa con il suo greve oscurantismo.

Siamo nel 5 BBY, quindi cinque anni prima di Episodio IV (e di Rogue One). La speranza è molto al di là da venire. Si respira solo rassegnazione. La Guerra dei Cloni e l’Ordine 66 hanno dato vita all’Impero, che domina la Galassia. La Resistenza non è ancora organizzata al meglio. Anzi, non è organizzata.

Ferrix e un pianeta isolato, in tutti i sensi. È controllato da un’autorità corporativa fedele all’Impero (come non potrebbe essere altrimenti). Interessata solo al mantenimento dello status quo, lasciando di fatto la popolazione abbandonata al suo destino.

Bastano i primi 10 minuti del primo episodio per farci capire che siamo di fronte a qualcosa di nuovo. È sufficiente fare un confronto tra le atmosfere del bar di Mos Eisley di Episodio IV e il Night Club in cui si reca Cassian Andor. Gli avventori in stile Muppet lasciano il posto a un contesto molto più drammaticamente realistico. Non aggiungerò altri dettagli della trama per non rovinare lo spettacolo a chi deve ancora gustarsi questi bellissimi primi tre episodi.

E dire che in molti non scommettevano un soldo sulla serie. Alla vigilia della distribuzione si respirava un certo disinteresse per una serie dedicata a un personaggio tutto sommato minore. Una serie con un finale già scritto in Rogue One. Cosa ci potranno mai raccontare di così interessante ed entusiasmante?

Invece ci troviamo al cospetto di un prodotto Star Wars interessante e originale. L’originalità della serie, che è anche il suo punto di forza, sta nella capacità e nel coraggio di Disney/Lucasfilm di uscire dagli schemi classici dello Space Fantasy di George Lucas. Andor non è uno Jedi, non è un eroe. È un essere umano che si ritrova coinvolto in qualcosa che ancora non comprende. In Andor non abbiamo spade laser, non c’è il Millenium Falcon che sfreccia nello spazio a velocità luce e che percorre la rotta di Kessel in meno di dodici parsec.

Abbiamo operai, prostitute, delatori, intrallazzatori, paramilitari asserviti all’Impero. Un sottobosco indiscutibilmente meno epico ma molto più reale che né i film né le serie TV hanno mai trattato veramente. Con la sola eccezione, solo in parte e non a caso, proprio di Rogue One. D’altronde lo showrunner della serie è proprio quel Tony Gilroy che ha firmato, insieme a Chris Weitz, la sceneggiatura del film dove abbiamo conosciuto Cassian Andor.

Gilroy e il regista Toby Haynes hanno compiuto la magia. Sono riusciti a portare in scena elementi classici dell’universo starwarsiano, presentandoceli da una prospettiva diversa rispetto a quella a cui siamo abituati. Che l’Impero fosse brutto e cattivo l’abbiamo sempre saputo. Come abbiamo sempre saputo che i pianeti marginali dell’Impero fossero isolati e abbandonati a sé stessi. O che il malcontento fosse soffocato dalla rassegnazione. Ma, adesso, vediamo tutto ciò con occhi nuovi. Come un bambino che cresce e capisce. Che inizia a filtrare ciò che gli accade intorno con gli occhi di un adulto.

Le prime tre puntate sono, nel loro insieme, un preambolo importantissimo. Che fa ambientare lo spettatore, forse un po’ spaesato dalle atmosfere dark della serie. Non è casuale che siano state distribuite tutte insieme. Costruiscono un contesto dentro cui le vicende della serie si svilupperanno.

Serie molto diversa da, ad esempio, The Mandalorian. Dove ogni episodio aveva uno sviluppo prevalentemente verticale. Mando arriva su un pianeta, fa quel che deve fare, riparte per un altro pianeta e per un altro episodio. Qui la sensazione è che lo sviluppo della trama sia estremamente orizzontale. Ma può darsi che quest’impressione sia appunto dovuta alla costruzione dei primi tre episodi e che poi la serie prenderà una piega diversa. Lo scopriremo mercoledì prossimo, quando arriverà l’attesissima quarta puntata.

Il cast, poi, è meraviglioso. Diego Luna è incredibile. Kyle Soller (Syril Karn) perfetto. Adria Arjona (Bix Caleen) bravissima (e bellissima). Stellan Skarsgård (Luthen Rael)…beh cosa vuoi aggiungere sull’attore Golden Globe svedese?

Sappiamo già da tempo che la seconda stagione ci porterà direttamente a Rogue One, forse legandosi a doppio filo con l’inizio del film del 2016. Film già fortemente (ed egregiamente) intrecciato con le vicende di Una Nuova Speranza. Il miglior film del filone A Star Wars Story, il sub-franchise che avrebbe probabilmente avuto ancora molto da raccontare, se non fosse stato affossato dall’arrivo della terza trilogia (con tutti i danni che si è portata dietro).

Fortunatamente è arrivata Disney+, che ha dato modo a Lucasfilm di sviluppare storie collaterali in modo diverso, usando il media (o medium, che dir si voglia) TV invece di quello cinematografico. E che ci ha regalato perle come The Mandalorian e Cassian Andor. Salvo smentite con i prossimi episodi.

Ma dalle anticipazioni che abbiamo su ciò che ci aspetta, dai personaggi che arriveranno, dubitiamo fortemente che si possa rimanere delusi. Buona visione!

 

Star Wars - Andor | Stagione 1

Star Wars - Andor | Stagione 1

Paese: USA
Anno: 2022
Stagioni: 1
Episodi: 12
Sceneggiatura: Tony Gilroy
Produzione: Lucasfilm
Dove vederlo: Disney+
Cast:
Diego Luna (Cassian Andor),
Stellan Skarsgård (Luthen Rael),
Adria Arjona (Bix Caleen),
Fiona Shaw (Maarva Andor),
Denise Gough (Dedra Meero),
Kyle Soller (Syril Karn),
Genevieve O'Reilly (Mon Mothma),
Forest Whitaker (Saw Gerrera)
Voto:

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RobyOne

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Le mie passioni sono i comics, i paradossi temporali e il Commodore 64. Leggo fumetti da quando ero un tenero bimbo biondo. Oggi sono uno scontroso nerd attempato. Problemi?

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