Ahsoka – Prime impressioni sulla nuova serie TV dall’universo di Star Wars

Abbiamo visto i primi due episodi di Ahsoka, la nuovissima serie TV prodotta e trasmessa da Disney+ ambientata nell’universo di Star Wars: nata da una serie animata amatissima dai fan della saga, ora la “Jedi furbetta” conquista uno show tutto suo. Ecco la nostra recensione, ovviamente senza spoiler

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In Dave Filoni We Trust.

Perché le prime due puntate di AHSOKA sono talmente buone ed efficaci che, diciamolo fuori dai denti, viene da avere paura, mista alla speranza, per le prossime.
Ci siamo già passati, con le recenti miniserie targate Disney+ e dedicate ai due colossi, sia quello della Casa delle Idee che dello stesso Star Wars: si parte bene, si razzola non dico male, ma quantomeno si arriva all’ultimo episodio a denti strettissimi.
Certo, le Guerre Stellari hanno comunque retto meglio il colpo del MCU (la terza stagione di “The Mandalorian“, pur con tutte le critiche e gli uppercut narrativi, non raggiunge mai la delusione da ultimo episodio di “Secret Invasion“), ma in ogni caso, per una “Andor” che ci ha portato verso nuove vette, c’è un certo Libro che ci ha fatto conoscere più di un nadir.
L’ultima volta che abbiamo visto la Ahsoka Tano di Rosario Dawson è stato proprio in “The Book of Boba Fett“, quando abbiamo compreso che lo spin-off sul personaggio di Temuera Morrison, altro non era che un aggancio per il ritorno di Mando e Grogu.
E la prima è stata nella S02E05 di “The Mandalorian“, e proprio dal suo debutto in live-action riprende il filo narrativo “Ahsoka”: ritroviamo infatti la Togruta impegnata nella ricerca di una mappa per rintracciare Thrawn, dopo l’arresto della sua fedelissima, Morgan Elsbeth (interpretata sempre dalla brava Diana Lee Inosanto).
Seguendo le indicazioni della donna, la Jedi ritrova un prezioso manufatto, per decifrare il quale avrà bisogno dell’aiuto di una vecchia amica, una che non vede da anni, mentre due pericolosi alleati di Elsbeth fanno evadere il Magistrato di prigione…
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Non mi concedo spoiler, state tranquilli: al massimo mi spingerò a dire che i “due pericolosi alleati” sono Baylon Skoll (ovvero il compianto Ray Stevenson, a cui va la commossa dedica al termine del primo episodio) e la sua apprendista Shin Hati (Ivanna Sakhno), mentre la “vecchia amica” risponde al nome di una certa Sabine Wren, che qui ha il volto di Natasha Liu Bordizzo, perfetto doppelganger del personaggio conosciuto in “Rebels“.
E qui, proprio qui, “il grande Bardo direbbe – che c’è l’intoppo” (no prize a chi riconosce la citazione filmica), se così vogliamo chiamarlo, riguardo a questa miniserie: se siete appassionati di “Star Wars“, anche solo a leggere quel titolo, qualche brivido vi è corso lungo la schiena.
Ma se invece siete degli spettatori casuali, se invece a voi di tutta la produzione animata – letteraria – fumettistica del franchise è importato sinora poco e nulla, e conoscete qualche personaggio nato su quei medium solo per sentito dire (come la stessa protagonista) e avete seguito giusto le interazioni “dal vivo”?
Come si pone nei vostri confronti “Ahsoka”?
In questo caso, Filoni usa la penna e la cinepresa come un vero Maestro Jedi, cercando, con una frase qui, un gesto sospeso là, uno sguardo intenso nel mezzo e una particolare scelta di inquadratura in primo piano, di non escludervi da ciò che sembra essere la vera Forza di questa mini, ovvero risultare come la quinta Stagione di “Rebels che il fandom non ha mai potuto avere sinora.
Per chi infatti ha avuto modo di seguire la serie animata, e di familiarizzare con i nomi di Sabine, Ezra Bridges e Hera Syndulla, queste prime due parti sono una vera festa, piene di citazioni più o meno occulte, strizzatine d’occhio da accogliere con un bel sorriso.
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Per tutti gli altri, la narrazione è sicuramente agevole, ma idealmente permeata dalla forte impressione di essere stati invitati ad una festa, ma da un amico comune, perché non abbiamo la più pallida idea di chi siano i padroni di casa. Ma questo, appunto, non ci vieta di goderci il party, e fare conoscenza lungo la serata di tutte le persone presenti.
Nulla quindi che possa inficiare il divertimento di uno “Star Wars” come Filoni comanda, con personaggi che spiccano, spade laser, combattimenti e pure la solita mappa da seguire tra le stelle, con la ferma convizione che non esiste solo la Saga degli Skywalker, ma che questa Galassia Lontana Lontana abbia tanto da raccontare, espandendo i confini dell’universo cinematografico oltre le trilogie (non dobbiamo infatti dimenticare che tutte le serie del “Mando-Verse”, inclusa questa, confluiranno in un film evento).
E comunque nulla che non possa essere agilmente recuperato.
Certo, magari non immediato come riguardarsi “Rogue One” o “La Vendetta dei Sith“, ma di sicuro un’esperienza che saprà conquistarvi, ne sono più che sicuro.
Ma torniamo al “qui e ora” e alle nostre due puntate, che mettono su delle gran belle basi per le prossime, che solleticano il palato con rivelazioni e ritorni, forieri di momenti al cardiopalma, dove lo straniamento dal vedere “in carne e ossa” chi sino a ieri era solo disegno animato, dura davvero pochissimo, merito di scelte di casting eccellenti.
Rosario Dawson come Ahsoka l’abbiamo già assimilata, apprezzata e qualcosa, chiamatelo sesto senso o “turbamento”, mi dice che saprà mostrarci ancora nuove intensità di una delle beniamine del pubblico, quello stesso che 15 anni fa protestò contro di lei.
Eh già, pare strano ricordarlo oggi che la vediamo arrivare in questa versione, pronta a prendersi il palcoscenico sin dal titolo, ma di strada, nel cuore degli appassionati, la Togruta ne ha percorsa tantissima. Sulle prime, quando uscì “The Clone Wars” (film e prima stagione della serie), molti si scagliarono, con quella “simpatia” sempre cara a Internet, contro il personaggio, salvo poi, seguendone le vicissitudini, apprezzarne il cambiamento e l’evoluzione.
La Dawson ce ne mostra così una versione più matura, più saggia, trascinante nel suo appeal che buca lo schermo, e capace di renderle giustizia, e a cui Filoni, da “genitore” orgoglioso, dona tutto un carisma di dialoghi e regia che la esaltano come protagonista.
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Poi c’è Natasha Liu Bordizzo, pronta, e non fa nulla per nasconderlo, a diventare una fan favorite, per dirla come quelli bravi. Bastano poche precise battute, quel suo atteggiamento da badass a cui solo Ahsoka sa come tener testa, ed ecco così innescarsi, con efficacia, una delle dinamiche, sottile quanto un Millennium Falcon, che farà da filo conduttore lungo gli episodi, ossia il legame tra Jedi e Padawan, sia nel lato chiaro che in quello oscuro, rappresentato, in questo caso, ovviamente, dalla dinamica tra Skoll e Hati, un duo ancora da inquadrare.
Poi c’è Mary Elizabeth Winstead, per cui vale lo stesso discorso appena fatto, anche lei portatrice sana di bravura e della capacità di incanalare e restituire tutto il fascino del Generale, anche a chi la vede per la prima volta e ne rimane incuriosito.
Qui sta la “bugia bianca” di Filoni, quando ha detto di aver pensato a “Ahsoka” come una serie perfettamente seguibile sia da vecchi appassionati che da neofiti della Mando-Ora, un piccolo peccato che riesci a perdonare, quando capisci cosa sta cercando di mettere in piedi: lo scrittore e regista col cappello da cowboy conosce bene questo universo, chi lo abita e sa benissimo quali storie li accompagnano, come sono mutati nel tempo e quanto possano ancora dare al franchise, in quella che è la sua visione più seguita, così decide di darcene prova, facendo compiere a questi personaggi un ulteriore passo in avanti, proprio perché certo che sapranno ritagliarsi un nuovo spazio inedito in chi sta conoscendo Star Wars solo adesso.
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Ahsoka, Sabine e Hera bucano lo schermo, è una percezione che va al di là del sapere già chi siano, è palese anche solo da come Filoni le fa entrare in scena, da come ci fa capire quali pregressi le muovano, e sapendo che hanno caratteri così forti da sapersi imporre, avendo già comprovato questa teoria con Bo-Katan Kryze, divenuta poi perno in “The Mandalorian”.
Così qui decide di fare lo stesso, facendo confluire narrazioni e caratteri (piccola noticina veloce su David Tennant che doppia nuovamente Huyang: quest’uomo riesce sempre ad essere gigione anche solo con la voce, è un talento di cui continua a farci dono!), conscio che possa essere la spinta per far scattare interesse anche in chi prima non si era mai curato di loro, e ora potrebbe non farne a meno, al punto, si spera, di voler di buon grado recuperare l’originale.
È lì, su Disney+, la stessa piattaforma dove avete appena visto “Ahsoka“: siete così sicuri di non volerci dare uno sguardo? Come detto, non ve ne pentirete di certo.
Per questo dico che “Ahsoka” è una festa a cui siamo davvero tutti invitati, a cui possiamo partecipare, con l’obiettivo di non lasciare nessuno a fare tappezzeria.
Sia che conosciate già le mosse di danza e sappiate muovervi con disinvoltura tra i bagliori delle spade laser, sia che invece vogliate rimanere a bordo pista per capire che fare, salvo poi farvi prendere la mano e trascinare al centro per ballare anche voi.
Ahsoka” sembra voler davvero incarnare tutto il fascino di “Star Wars“, quel misto di Avventura, Spazio, Emozione e Spettacolo, a cui potrebbe aggiungersi, complici i loro interpreti, una inedita Profondità, qualcosa che riesca a comunicare con noi spettatori a livelli ancora da scoprire (da non confondere con quella di “Andor”, però, mi raccomando).
Ma forse a parlare è sempre quella maledetta “Nuova Speranza” del cultore, quell’entusiasmo che mi piglia ogni volta che qualcosa targato “Star Wars” mi si piazza davanti: ne colgo le possibilità, mi lascio prendere dalla magia, poi finisce che il prestigiatore tira fuori un coniglio di peluche dal cilindro, invece di uno vivo, allegro e saltellante.
Eppure.
Eppure qui c’è Filoni con la sua creatura prediletta, c’è un autore che ha dimostrato profondo Amore per ciò di cui è sincero appassionato, e non voglio nè posso credere che questo non significhi nulla, che anche stavolta toccherà arrivare ai titoli di coda dell’ultimo episodio coi denti strettissimi e la delusione che picchietta sulla spalla.

Voglio invece pensare che non abbia ceduto al Lato Oscuro, che sappia dove andare e come arrivarci, e noi con lui, sul sedile del passeggero per altre 6 Parti, mentre una Togruta, con sguardo rassicurante, ci sorride sorniona!

Ahsoka

Ahsoka

Paese: USA
Anno: 2023
Durata: 44-55 minuti a episodio
Stagione: 1
Episodi: 8
Ideatori: Jon Favreau, Dave Filoni
Regia: Dave Filoni (pt. 1, 5), Steph Green (pt. 2-3), Peter Ramsey (pt. 4), Jennifer Getzinger (pt. 6), Geeta Patel (pt. 7), Rick Famuyiwa (pt. 8)
Interpreti e personaggi:
Rosario Dawson: Ahsoka Tano
Natasha Liu Bordizzo: Sabine Wren
Mary Elizabeth Winstead: Hera Syndulla
Ray Stevenson: Baylan Skoll
Ivanna Sakhno: Shin Hati
Diana Lee Inosanto: Morgan Elsbeth
Eman Esfandi: Ezra Bridger
Genevieve O'Reilly: Mon Mothma
Lars Mikkelsen: Grand'ammiraglio Thrawn
Hayden Christensen: Anakin Skywalker
Dove vederla: Disney+
Voto:

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